PHELGA

Era finita un'altra giornata.
In genere Phelga prima di chiudere i locali ricontrollava minuziosamente le entrate e le uscite contando pi volte le barrette di Latinum (pi per piacere personale che per altro...). Poi ispezionava le cucine, le sale
della sauna e dei massaggi controllando che qualcuno non si fosse dimenticato... che so... una micro camera o trasmittente importuna...  Ma non quella sera! Quella era la sera del Tongo!
Phelga si guardo un'ultima volta allo specchio rimirando il vestito in puro broccato Ferengi color rosso scuro, bordato in complicati ricami dorati, che avrebbe ucciso il buon gusto e il senso della misura di mezzo quadrante..
"Come mi sta questo vestito? Trovi che sia troppo anonimo?" Chiese Phelga alla cugina che era troppo occupata con un condensatore a fasi variabili per darle retta.
"Uh...Uh... be-be-benissimo..." rispose Mishka.
"Umphf!"

La Dottoressa Rekat usc finalmente dagli spogliatoi finendo di acconciarsi i capelli.
"Per i Lobi del grande Nagus! Finalmente  uscita! Credevo che volesse mettere le branchie!" esclam Phelga strizzando l'occhio all'ufficialessa. 
"Non vorrei deluderti ma come ti ho detto prima: volevo solo la sauna...SENZA massaggio"
"Bene, doc! ci vediamo!" le rispose la Ferengi poi acchiapp il sacchetto con il denaro da "investire" e si avvi canticchiando per i corridoi della stazione.

Era tardi e tutti i negozi erano ormai chiusi. La passeggiata era quasi deserta a parte qualche ubriaco e pochi passanti insonnoliti. Incroci anche uno dei nuovi ufficiali che erano arrivati in giornata, un Cardassiano dall'espressione accigliata.
Phelga in generale avrebbe parlato del pi e del meno anche con un bartok selvatico ma quel tipo la metteva a disagio... aveva sentito dire del suo arrivo nelle saune da alcuni dei ragazzi che lavoravano nella sezione
ingegneristica... certo che L'Oscuro era un nome che gli calzava a pennello...
"Eh! Eh! Eh... salve..."
Eccolo l! Il bar di Gehn era chiuso al pubblico visto l'ora tarda ... ma aperto agli abituali giocatori di Tongo. Entr nel locale deserto e si diresse decisa verso l'angolo in cui Gehn, il proprietario del posto, allestiva il tavolo da gioco. Il Cardassiano, era seduto al suo solito posto e mescolava le carte abilmente mentre i soliti giocatori incalliti parlottavano bevendo drink e mangiando stuzzichini.


SILORA

Silora Seller aveva giurato a se stessa di imparare a cavarsela con le proprie forze, impedendo che l'ingombrante consapevolezza della sua parentela con un politico influente inducesse qualcuno - chiunque - ad accordarle preferenze immeritate.
Tuttavia, fu con grande sollievo che si lasci alle spalle l'angusta e scomodissima cuccetta che aveva occupato a bordo del modesto cargo passeggeri che l'aveva portata fino alla sua nuova casa, Kell Nor.

La stazione l'aveva affascinata fin dal primo momento in cui era entrata nel raggio visivo, tanto che la scienziata non era stata capace di trattenere un gridolino eccitato: all'apparenza, Kell Nor non era diversa da tutte le altre stazioni cardassiane... eppure, in un certo senso, questa era unica.
Si trovava nel Quadrante Gamma, in una zona di spazio praticamente inesplorata, dove sarebbe stato ancora possibile rinnovare gli antichi fasti dell'Impero... un territorio vergine, incontaminato, lontano migliaia di anni luce dagli intrighi, dalle invidie e dalle meschine ambizioni della vecchia Cardassia.

Silora consult i dati sul Padd, e riusc facilmente ad orientarsi. Raggiunse i propri alloggi, ed abbandon sul letto la borsa contenete i suoi pochi effetti personali - i suoi videolibri preferiti, le registrazioni di un paio di opere liriche, un ologramma in miniatura che la ritraeva bambina, in compagnia dei genitori... qualche abito che le piaceva  particolarmente, e la sua laurea incorniciata.
Consider l'idea di andare immediatamente a letto, cos l'indomani non si sarebbe presentata a rapporto dal Gul con due orribile borse sotto gli occhi... ma la accanton subito.
Non sarebbe comunque riuscita a dormire, era troppo eccitata... per cui decise di andarsene a fare un giro per la Passeggiata. Sicuramente avrebbe trovato qualche locale ancora aperto.


GEHN

"Venghino signore e signori...Phelga, che fai li fuori imbambolata? Stiamo tutti aspettando te! Hai qualcuno da portare al nostro tavolo o dovremo giocare coi soliti quattro gatti?"

Detto questo le circond le spalle con un braccio e cominci a parlarle: 
"Vedi, mia cara, speravo che se ci fossero abbastanza giocatori potrei magari installare anche una ruota del Dabo, me finch saremo cos pochi ad apprezzare la sacra arte del gioco d'azzardo non potr arrischiarmi a questa spesa... A proposito, c' qualche regola dell'acquisizione su questo argomento? Ma questo non conta..."
"Quel che conta - le disse bisbigliando -  che come al solito noi ci becchiamo i 2/3 delle puntate e facciamo vincere loro il contentino...basta che giochi come al solito...e che gli apparecchi elettronici di tua cugina non mandino tutto all'aria come la settimana scorsa!!!"


PHELGA

"Vuoi il solito Buco Nero?"
"Certo, caro! Lo berrei volentieri!"
L'entusiasmo cos stranamente e deliziosamente Ferengi del Cardassiano glielo rendeva particolarmente simpatico!
"Vedi Gehn..." Continu Phelga " Il fatto  che bisogna pensare in grande.. ma il buon imprenditore sa anche restare con i piedi per terra e i lobi ben attaccati alle orecchie... Per prima cosa ancora non siamo riusciti a farci dare dal Gul l'esclusiva sui giochi d'azzardo e ad essere pignoli nemmeno quella per esercitarli... ma se continuiamo con queste nostre seratine e allarghiamo il giro vedrai che prima o poi non sar pi possibile concepire un po' di sano divertimento senza fare una puntatina ai tavoli da gioco! In particolare ai tavoli del Dabo...eheheh!"
"Certo! E magari potremmo ingaggiare anche qualche ragazza Dabo per animare la serata, no?"
"Vedo che siamo sulla stessa lunghezza d'onda, Gehn!"

Ahhhh... com'era affascinante... mentre Gehn era voltato, intento a preparare i drink, Phelga non riusc a soffocare un sospiro sognante... e parlando di sogni Ferengi... non potevano essere che moooolto lussuriosi...
Purtroppo Phelga era pressocch convinta che fossero destinati a rimanere solo sogni e niente altro... per... beh! Che diamine! Tentar non nuoce... specialmente se  gratis!
Avrebbe passato volentieri una decina d'anni nell'Inferno della Povert Eterna per un minimo di interessamento da parte sua (beh! facciamo 5... meglio 2...), ma purtroppo Phelga non aveva mai avuto fortuna in questo particolare campo... sia con Ferengi che con Cardassiani. Difatti i Ferengi ancora mal sopportavano la vista di una femmina vestita... e d'altra parte i Cardassiani non sopportavano affatto la vista di una Ferengi nuda!

"Ecco qui!" Disse il Cardassiano porgendole il bicchiere "Stasera sar io a ripulirti!"
"Gehn, ti ho detto pi volte che sono estremamente disponibile a darti lezioni "private" di Tongo..."
Naturalmente il Cardassiano stavo al gioco e rispondeva sempre con una battuta a tono ben sapendo che riuscire ad offendere un Ferengi  una cosa pi o meno impossibile...
Si ricordava ancora del loro primo incontro... Doveva acquistare da Gehn una cassa di Kanar d'annata e la contrattazione si protrasse per pi di due ore durante le quali il bel Cardassiano la fronteggi abilmente. Una volta ottenuta la cassa ad un prezzo vantaggioso (anche se non quanto avrebbe voluto lei) era tornata alle saune e, quando Mishka le aveva chiesto com'era andata la contrattazione, lei aveva borbottato solamente "E' stato... bellissimo..."
Da allora avevano sempre organizzato le serate del Tongo, Qualche volta Phelga lo faceva vincere,  badando bene a non farsi scoprire, perch temeva che si sarebbe stufato di perdere in continuazione anche se era un giocatore al di sopra della media.
La febbre del Tongo aveva contagiato via via sempre pi persone e da questo era nata l'idea di mettere su una casa da gioco e di spartirsi la percentuale sulle puntate.
Chiss se quella sera sarebbe venuto qualcuno di nuovo...


DANEK

La Ferenghi e il barista si erano da poco seduti al tavolo quando qualcuno busso' alla porta del locale, trasalirono nel vedere chi era.
Il Gul della stazione gli stava sorridendo e li salutava con fare ironico. Ghen ando' ad aprire, preoccupato che il Gul volesse impedire anche quel piccolo svago ma Danek gli disse :
"C'e' un posto al tavolo ?"


GEHN

"Ma certo...non sia mai detto che il Gul della stazione non sia il benvenuto nel mio umile locale... Prego, prego, si accomodi...vuole qualcosa da bere? Aspetti che le preparo una sedia un po' pi comoda...sa, quando ci troviamo tra amici la sera non badiamo tanto alle formalit...e soprattutto se anche rovino queste sedie mi costa meno comprarle nuove...ehhmmmmm..."


DANEK

"Grazie, prendo volentieri un buco nero e non se ne parla, voglio le sedie che usate di solito, non sono venuto qui
per essere il Gul, adesso sono solo Danek"

GEHN

"Come vuole...poi non si lamenti se si trova scomodo... Io e Phelga, visto che siamo gli ideatori di queste serate, ci siamo sempre permessi il lusso delle sedie comode.. 


DANEK

"Ho detto che voglio le sedie che VOI usate di solito *grin*, quindi se usate quelle comode usero' quelle comode"


GEHN

"Ha detto le sedie che usiamo di solito...senza specificare chi... La maggior parte dei giocatori usa quelle scomode! Se vuole essere trattato come gli altri deve usare quelle...io e Phelga NON vogliamo essere trattati come gli altri..."


DANEK

Il Gul si alzo' per sovrastare con tutta la sua imponente massa il piccolo barista
"Fai come vuoi, non sara' una sedia a decidere della tua licenza... forse"


GEHN

"Sedia? Che sedia? Io le stavo prendendo la poltroncina..."


GEHN

"Ecco qua il Buco nero...agitato, non shakerato..."
Danek: "Agitato? Ma non si agita il buco nero!"
Gehn: "Era solo una citazione di una frase che piaceva ad un mio vecchio amico..."
Fece un segnale convenuto a Phelga che voleva dire "metti via il latinum e tira fuori le fiches di plastica" mentre sorrise al Gul: "Ma dicevamo...io e Phelga pensavamo che in futuro, quando il traffico per la stazione sar pi alto, potremmo organizzare delle vere serate di Tongo con soldi veri invece che fiches e denaro virtuale...magari ci potrebbe dare l'esclusiva, cos sarebbe sicuro di limitare il proliferare del gioco d'azzardo... Sa, non mi piace che trattino la categoria di noi giocatori come dei debosciati, voglio dire, giocare  un arte, uno sport...e come in tutti gli sport bisogna investire del denaro per avere qualcosa indietro..."


DANEK

Danek squadro' con aria incredula il barista: "Ma davvero pensi che non mi sia accorto che gia' adesso usate soldi veri ? Comunque ci stavo gia' pensando e visto che sarebbe impossibile controllare tutti i negozianti ho deciso di darti l'esclusiva per i giochi d'azzardo. Ti faro' avere l'autorizzazione scritta, ma dovrai attenerti a qualche piccola restrizione."
Il Gul poi si giro' verso la Ferenghi e disse: "Metti via quelle fiches e tira fuori il latinum, non siamo mica poppanti"


GEHN

Gehn corse ad aiutare Phelga a tirare fuori i soldi veri e a mettere via le fiches...peccato per, le aveva replicate per un momento del genere e non poteve nemmeno usarle...doveva inventare un modo per riciclarle!!
Poi, mentre Danek era intento al suo buco nero, sussurr alla Ferengi: "Bene bene bene... andata tutto come avevamo previsto... Non abbiamo nemmeno dovuto far finta di perdere delle barre di latinum durante la partita! Tutto di guadagnato, no?"


DANEK

"Chi altro viene ?
E' da un pezzo che non gioco un po' a tongo, precisamente da quando ho vinto il torneo professionistico su New Maet, non fatemi troppo male" e subito dopo il Gul sorrise in una maniera che agli altri due non piacque per niente.


GEHN

"Torneo su New Maet? Ma noi non siamo al suo livello, Gul! Siamo dei dilettanti del gioco, lo facciamo per passione e per qualche barra di latinum! L'unica che le potrebbe tener testa  Phelga qui dentro...un campione del suo calibro sarebbe una sfida per giocatori incalliti ma per noi altri  come perdere in partenza! E sapere che qualcuno perder in partenza  bello solo per chi vince...o per chi ne trae profitto..."

 
PHELGA

"Uhmmmm.... dovr aspettare per spennare il pollo della serata... magari ad una serata meno affollata... " 
Phelga era rimasta piuttosto sorpresa dall'arrivo di Gul Danek, ma sembrava che quel diavolo di Cardassiano volesse davvero giocare... 
"Riguardo alle Fiches non credo che andranno sprecate... allestir un tavolo di fortuna da Dom Jot e, visto che le
puntate sono minori, come vincite daremo le fiches al posto dei soldi. Poi le considereremo come buoni di consumazioni del tuo locale e delle mie saune!"

Phelga si aggiust il corpetto dorato e con un gesto soddisfatto si lisci l'orecchio destro. Sicuramente esistevano alcune regole dell'acquisizione che riguardavano il gioco d'azzardo... ma per quanto riguardava i sentimenti Ferengi ne esisteva
una molto precisa..."Il latinum dura di pi del desiderio" 229esima regola dell'acquisizione... per cui, Phelga accanton qualsiasi tipo di romanticheria le girasse per la testa su Gehn (...sigh....) e prepar con consumata abilit un tavolo da gioco.

Il Tongo era gi cominciato all'altro tavolo e Gehn non aveva bisogno di aiuto dato che sapeva giocare bene quasi quanto Phelga. Per quanto riguarda il Gul ... beh! se la sarebbe sbrigata lui!. Intanto gli esclusi dal gioco del Tongo, che si annoiavano a guardare, avevano fatto cerchio intorno al tavolino dove la piccola Ferengi spiegava ad alta voce le regole del Dom Jot.
Tra le facce conosciute della stazione spunt il volto interessato di una cardassiana.
"Oh! Oh! ma qui abbiamo una nuova arrivata! Benvenuta, gli ufficiali si sono dati appuntamento qui stasera? Come si chiama?"
"Silora Seller..."
"Vuol provare a far un tiro? E' molto facile!"

 
SILORA

"Ma veramente... io non saprei giocare", nicchi la scienziata, circospetta. Ci mancava solo quello, farsi spennare da una biscazziera ferengi subito dopo essere arrivata sulla stazione... Ma in fondo, perch no? Dopotutto, l'evento meritava di essere festeggiato... e poi, tutti quei baldi ufficiali che vedeva radunati attorno al tavolo da gioco non avrebbero mai permesso che il banco la riducesse sul lastrico... o forse s?
Silora si accorse che gli altri avventori la stavano sbirciando con impazienza. Improvvisamente, le balen davanti agli occhi l'immagine della faccia che avrebbe fatto suo padre, se solo avesse saputo che "la sua bambina" stava per mettersi a giocare d'azzardo... e prese una decisione eroica.


DANEK

"Su, non si preoccupi" disse il Gul " Le regole sono un po' complicate ma il gioco vale la candela. Benvenuta a bordo"


SILORA

"Ci sto!", esclam, con slancio.
Quando il senso delle parole che aveva appena udito ebbe avuto il tempo di raggiungere il suo cervello, la scienziata si sent cogliere da un senso di vertigine.
In mezzo a tutta quella girandola di battute a proposito di sedie e tornei, le era parso di capire che... il Cardassiano che l'aveva invitata ad unirsi al gioco non era altri che il Gul della stazione?!?
"Per tutti gli Ordini di Cardassia, cominciamo bene!", si disse. Stava per fare una figuraccia memorabile.


RAIDEN

Dopo un giro sulla passeggiata, Raiden passo' davanti al locale di Gehn. Giusto in tempo per vedere la maggior parte degli ufficiali che giocava a Tongo.
"Mai visto gioco piu' stupido" penso' "ma e' anche cosi' eccitante..." Una parte di lui avrebbe voluto partecipare con i suoi nuovi 'amici' a quel gioco, far parte del gruppo, avere degli amici veri (una volta tanto), ma la sua parte razionale, fredda e calcolatrice scarto' quell'ipotesi immediatamente.
"Se incomincia a piacermi il Tongo, significa che e' proprio ora di andare a dormire" e sentenziato questo, si diresse nel suo alloggio.


 
PHELGA

La Cardassiana gett i dadi con un aria cos spavalda che sembrava voler sfidare l'intera stazione, la Federazione e l'Alleanza Ferengi in una botta sola. Phelga soffoc ad arte un sorriso malefico di soddisfazione. Intanto, al tavolo del Tongo, Gehn come al solito recitava la parte dello sprovveduto lusingando il Gul. Non c'era niente da dire! Aveva proprio imparato tutto quello che c'era da imparare!
Phelga prefer non intervenire poich giocava solo pochissime volte, con poche persone... e quando la posta in gioco era ben pi di qualche barra di latinum...
"Fate il vostro gioco signori! Primo giro, due carte per il 9 o l'1, tre carte per il 5, si conta al secondo round!"
La Ferengi sent quasi nostalgia per il suo lavoro da croupier nella casa da gioco illegale di Armidon. Il denaro che passava cos rapidamente da una mano all'altra aveva sempre quel fascino e poesia tutta particolare . 
Il Dom Jot procedeva e Silora continuava a perdere sistematicamente... pi perdeva e pi diventava stizzita... Phelga pilot abilmente la partita in modo che la Cardassiana avesse sempre l'impressione che se avesse avuto solo 2 minuti in pi avrebbe sicuramente vinto.
"Eh!eh!eh! una buona cliente  come una larva croccante e succulenta!"


SILORA

Silora lanci di nuovo i dadi, in preda a una sorta di compulsione masochistica. "Ma s, in fondo... chi se ne importa? La fortuna non esiste, di conseguenza non dovrebbe esistere neppure la jella. Dunque  chiaro che la Ferengi sta barando. Buon pro le faccia... bara benissimo, del resto..."

La scienziata continu a giocare, fermandosi solo un giro prima di trovarsi VERAMENTE al verde. Non si divertiva cos tanto da un sacco di tempo.
"Qualcosa che non va?", le domand la croupier ferengi, untuosa. "Non se la sar mica presa, in fondo l'importante  partecipare..."
"Sono d'accordo!", rispose d'impeto la Cardassiana, con una sincerit che spiazz completamente l'avida donnina. "Anzi, sa cosa le dico?"
"Che cosa?", chiese Phelga, circospetta.
"HO FAME! Servite specialit giapponesi in questo posto?"


GEHN

Va bene...come vuole..."
Inziammo a giocare, e come al solito vinsi.
Non perch Danek non fosse bravo, anzi; non perch io fossi eccessivamente bravo, anzi. Ma perch tutti i giocatori erano dalla mia parte contro Danek, mentre io ero contro tutti e basta. Inoltre avevo dalla mia qualche trucchetto insegnatomi dalla mia ferengi preferita... Vedevo la rabbia glaciale trapelare dagli occhi del Gul...speravo che
questo giochetto non mi costasse la licenza, ma dopotutto non sono un ferengi, e vedere la faccia del 'nemico' sconfitto  mille volte pi gratificante di una barra di latinum...beh, mille...facciamo cento...cinquanta...dieci...
Al suo tavolo Phelga stava vincendo, anche se non come al solito...evidentemente stava facendo il trattamento di inizio rapporto a Silora: i buoni clienti vanno tenuti stretti come il latinum. Avrei scommesso l'incasso della serata che la giovane ufficiale sarebbe tornata a giocare agguerrita e molto pi preparata tecnicamente!

Mentre ci avvicinavamo a met serata mi permisi il lusso di far vincere una buona sommetta al Gul prima di lasciare il mio tavolo per passare a questioni secondarie: "Beh, mi sono svagato abbastanza per oggi. Chi vuole da bere? Ricordatevi che solo il primo giro  gratis...quindi, mio buon Gul Danek le toccher pagare...il suo primo drink l'ha gi avuto!"


LEGATO SPYK

Il vorta era un personaggio strano, il suo attaccamento ai mutaforma era encomiabile quanto ossessivo. Il suo odio per il dominio non era cosi' profondo come nella maggior parte della popolazione Cardassiana. Certo 850 milioni di morti sarebbero stati troppi da dimenticare e probabilmente ci volevano ancora molte generazioni per calmare la rabbia, ma Spyk aveva vissuto la guerra ai margini dell'Unione quando era un adolescente in una zona relativamente tranquilla.... gli sembravano eventi lontani... a lui interessava la politica e la diplomazia e il Vorta era abilissimo in entrambe le arti, chiaccherare con lui era sempre interessante e a volte divertente... e forse sarebbe tornato utile un giorno.
Mentre tornava nel suo alloggio l'ambasciatore passo' davanti al bar di Ghen, ripete' il nome ad alta voce "Il bar di Ghen" e un sorriso gli si stampo' sul viso... la cosa era quantomeno fantasiosa.... 
Diede un'occhiata all'interno e quello che vide lo sorprese e dopo un attimo di sbandamento entro' con tutta la calma serafica che poteva dimostrare. 
"Ma bene, bene bene.... ma guarda qua chi abbiamo.... Buonasera Danek, vuole mettere in mostra tutte le sue qualita' di giocatore di Tongo, sa al torneo che ha vinto lei avevo partecipato anch'io, con scarsi risultati...."

[... Gul Danek....]

Spyk volto' lo sguardo senza badare alle parole dell'ufficiale e si rivolse a Seller:
"Lei deve essere nuova.... piacere di consocerla, sono il Legato Spyk distaccato qui' su Kell Nor, ma forse una giovane ufficiale come lei avra' studiato bene prima di arrivare a bordo.... sa, ha un viso familiare, ma non riesco a collegarlo.... prima o poi mi verra' in mente .."
Allungo' la mano in direzione della cardassiana.

[Seller...]

Poi si rivolse di nuovo in direzione del Gul
"Sa non mi ricordo che il gioco d'azzardo fosse legale a bordo della stazione, credo proprio che inoltrero' una protesta ufficiale a Comando....


GEHN

"Lei mi pare un po' agitato...che ne dice di bere qualcosa?"
Spyk si trov Gehn davanti agli occhi, in modo che coprisse la visuale del Gul: "Dicevo, perch non si unisce a noi? Dopotutto stiamo giocando tra amici...cosa crede, che quello sia latinum vero? Ebbene si, lo ! Phelga non riuscirebbe a giocare bene se non avesse del profitto da guadagnare...aumenta l'atmosfera, lei mi capisce, no? Poi  ovvio che alla fine della serata torna tutto da dove  venuto, ovvero dalle casse del bar."


PHELGA

"Signori, il banco chiude! ormai sono le 2 di notte e anche per una povera Ferengi viene l'ora di chiudere!"
I giocatori di Dom Jot si dispersero, alcuni borbottando altri sorridendo e contando le fiches vinte. Solo Silora rimaneva caparbia al suo posto. 
"Dannazione mi mancava tanto cos! io... io... voglio la rivincita!"
"Il Dom Jot  un gioco di intuito e sangue freddo sarei lieta di darti qualche lezione, perch non vieni a trovarmi alle saune qualche volta? Verso l'ora di chiusura mi piace prendermi un bagno e potremmo fare due chiacchere"
Non era certamente il rimorso di aver ripulito una principiante a muovere la Ferengi, dato che come tutti sanno quelli della sua razza hanno il cuore sepolto sotto il portafoglio, per quella ragazza le era simpatica. La passione e il divertimento che provava nel gioco erano genuini e queste erano cose che colpivano l'animo di qualsiasi croupier che si rispetti. Le sarebbe piaciuto fare quattro chiacchere con qualcuno di nuovo della stazione e magari sapere qualcosa di pi sul fermento che serpeggiava tra le fila degli ufficiali.


DANEK

Il Gul sorrise fra se, Gehn non sospettava minimamente il suo trucchetto, sarebbe stato bene spiegarglielo


GEHN

Poi si volt verso Danek e gli fece segno di dargli corda: "In quanto all'autorizzazione...mi pare sia arrivata dal comando questo pomeriggio, no?"


DANEK

"Gehn, vai a contare le barre di latinum" disse caustico il Gul, tanto per rimettere in riga il barista
"Legato, il gioco d'azzardo era illegale fino a poco fa. L'ho autorizzato visto che era comunque praticato e difficilmente controllabile. Questo sara' l'unico locale autorizzato, i clienti delle bische clandestine preferiranno venire qui dove e' legale e portera' anche una discreta somma nelle casse della stazione, ben il 10% delle somme giocate. Converra' con me che e' stata la scelta migliore.  In quanto al drink gratis, Ghen...No grazie, non voglio niente, poi con le barre di latinuum che ti ho rifilato non sarebbe corretto"

Gehn lo guardo' con aria sospetta, prese un tricorder che aveva sotto il bancone e analizzo' le barre di Latinum che il Gul gli aveva lasciato vincere.

"Barre di Gerterio placcate con uno strato di 0.01 millimetri di latinuum, non credo che gli scarti della lavorazione del dilitio possano tornarti molto utili"
"Maledetto Gul!" disse Gehn

La rabbia del barista era palese, e il Gul si stava divertendo un mondo.

"Magari quando comincerai a giocare pulito potro' farti giocare con i soldi dei grandi, Bimbo. Io quei trucchi li usavo quando tu eri ancora un cameriere"
 
Ghen stava per avere un infarto, credeva di aver fregato il Gul e invece era stato Danek a fregare lui, senza che lo sospettasse minimamente

"La prossima volta vedi di usare quel tricorder *prima* della partita. Buonanotte Gehn"

E detto questo usci' dal locale, ridendo come poche volte in vita sua


PHELGA

"Non preoccuparti Gehn..." disse Phelga maneggiando una delle inutili barre di Latinum "Non ho la minima idea di che razza di ufficiale sia questo Gul Danek, ancora non sono riuscita ad inquadrarlo... ma in ogni caso ha fatto bene a farti controllare le barre con il tricorder..."
"Stai pensando quello che penso io?" il Cardassiano sorrise in modo deliziosamente malefico.
"Si... credo proprio di s"
Scoppiarono in una fragorosa risata. Grazie alla scansione effettuata dal tricorder e alla frase pronunciata dal Gul le barre di Latinum potevano essere facilmente esaminate ed era semplice risalire al loro precedente proprietario, Gul Danek. L'ufficiale avrebbe avuto una bella sorpresa quando l'indomani e i giorni successivi avrebbe ricevuto il 10% delle vincite spettante all'amministrazione della stazione sotto forma di barre di Gerterio placcate.
"Oh! Salve Legato Spyk, la trovo estremamente in forma!" Disse Phelga strizzandogli l'occhio "Non  stata forse una splendida serata? La prossima volta se vorr le insegner il Dabo!"


GHEN

"Phelga, mia cara, ti stai scordando di un dettaglio...il legato ha usato latinum falso DOPO che aveva autorizzato il gioco d'azzardo...quindi lui  andato contro la legge!!! E come al solito abbiamo registrato tutto con l'olocamera...oltre ad avere testimoni vari come Spyk e la Seller. Se il Gul tenta di nuovo delle finte potremo avere la sua testolina su un piatto d'argento...anzi, di latinum!!" 
Sorrisero entrambi all'idea, ma decisero che il Gul poteva vivere ancora un po'...il fatto che al comando si trovasse qualcuno di ricattabile poteva tornare sempre comodo.

Prima che Phelga se ne andasse Gehn le disse: "E, Phelga...quando siamo tra noi non chiamarmi Gehn,  cos formale... il mio primo nome  Touya..."


SILORA

"Il sangue freddo non mi manca di certo...", rispose con un ghigno la Cardassiana. Era una battuta abbastanza ributtante, ma quella notte non aveva intenzione di comportarsi alla sua solita maniera "quadrata"... e perch, poi? Dopotutto, il Gul si era messo a spacciare barre di latinum false davanti a tutti! Il che le fece venire in mente che, se mai fosse riuscita a vincere una partita contro quella diabolica Ferengi, non avrebbe dovuto limitarsi ad analizzare il piatto col tricorder, ma sottoporre la posta ad un'analisi completa, a costo di tirarsi dietro la met delle attrezzature del laboratorio!

Comunque, l'offerta della bieca affarista non le dispiaceva... in fondo, una sauna non si rifiuta mai!
"Verr di sicuro, grazie... ehm, dopo che il Gul mi avr passato il mio primo stipendio, s'intende! Al momento temo di essere un po'... come dire... sprovvista..."

Fece per congedarsi, dato che gli altri giocatori se ne erano gi andati via tutti, ma poi ricord una cosa fondamentale...
"EHI, MA IO NON HO ANCORA MANGIATO! GHEN! IL MINIMO CHE PUOI FARE E' OFFRIRMI UNO SPUNTINO!"


GEHN

"Sushi, giusto? Il tempo di tirare fuori il pesce fresco e di replicare un po' di rafano decente... Phelga, ti unisci a noi per lo spuntino di mezzanotte o te ne vai?"


SILORA

"Mmmm... perfetto, grazie", gongol la Cardassiana, sentendosi di colpo ripagata di tutto il maltolto. "Metticene pure PARECCHIO, di rafano...", disse, rivolta al barista. E poi, alla Ferengi: "Ma s, dai, ormai siamo in ballo... mi sa che domani neanche il Gul sar al massimo della forma... 
Tanto vale fare le ore piccole! Ce l'avete il sushi su Ferenginar? E' veramente buono! A me piace pi della cucina di casa mia..." 
Avrebbe probabilmente continuato a chiacchierare come una macchinetta fino alla mattina, se il suo compatriota non le avesse posto davanti un  provvidenziale piattone di Sushi. "Vuoi assaggiare?", chiese alla Ferengi, accennando vagamente in direzione di una crocchetta col salmone.


PHELGA

"BEURCH!!!! Pesce crudo???? Scusate ragazzi... credo che io mi terr leggera e prender solo un p di Bachi verdi alla griglia con succo di millepiedi..."


SILORA

"KE SKIFO! Vabb che in fin dei conti... i pesci mangiano i vermi... per cui, indirettamente, magari anche io mi sto ingozzando di bacarozzi verdi! Hahahahah! Buffo, no?"


GEHN

Gehn era felice...Silora prometteva di essere una buona cliente sia del bar che dei tavoli da gioco...e soprattutto amava il sushi!!!
Certo che gestire il bar era pi divertente di quanto immaginasse agli inizi...soprattutto da quando era arrivata Phelga. Gli affari andavano a gonfie vele, col Gul un po' meno ma dopotutto il Gul non poteva sapere tutto...aveva gi cos tante cose da tenere d'occhio che alcuni dettagli potevano essere trascurati, senn non avrebbe avuto nemmeno il tempo di
dormire.

Mentre facevano il loro spuntino pens intanto che doveva esserci un modo per fare della barre false come quelle del Gul che non potevano essere rilevate dai tricorder...


PHELGA

Dopo aver chiuso il locale e salutato Silora, Gehn e Phelga si scambiarono qualche opinione sulla serata e sui nuovi acquisti della Stazione mentre passeggiavano per i corridoi di Kell Nor.
"Credi sul serio che alcune barre false, una manciata di testimoni e una registrazione possano bastare per controllare il Gul?"
"Oh no, mia cara... Al massimo il Comando Centrale lo richiamerebbe all'ordine ufficialmente, ma niente di pi! Non si tratta altro che di un piccolo tassello... e stai pur sicura che quando Danek far un passo falso ci saremo tutti e due per prenderne nota...."
"Non conoscevo questo aspetto cos demoniaco di te.... ed  una piacevole sorpresa!"
"Sar una piacevole occupazione, credimi!"
"Parlando di piacevoli occupazioni... Come sai sono una Ferenghi... e sono abituata a guardare al futuro tenendo gli orecchi ben aperti al presente... ora stavo pensando a come sfruttare proficuamente quello che abbiamo avuto
stasera... sai, credo che con qualche piccolo aggiustamento potremmo usare quelle barre false per quella "transazione" che stiamo "trattando" da un bel p di tempo"
"Le tue idee hanno lo stesso sapore di una partita di Tongo...ma non credo che sarebbe saggio parlarne qui..." le bisbigli il cardassiano roteando gli occhi significativamente.
"Touya, tesoro...perch non passi domani dalle saune?" gli strizz l'occhio Phelga di rimando....


GEHN

"Domattina?!? Oddio...dovrei lasciare tutto in mano a Paldok!!! Forse  meglio se chiudo per la mattina...con la scusa del rinnovo locali! Dopotutto abbiamo un tongo da organizzare, no?"
Si salutarono e si diedero appuntamento al mattino dopo alle saune...c'era un progetto da progettare...misteri da rendere ancora pi misteriosi...


