AVVENTURA 2001 (decima parte)

Alberto/Raiden 2431.2802.1

Una volta ricostruito il segnale acustico, Raiden si mise a lavorare sui dati termici rilevati dai sensori fatti piazzare da Selkat.
La conformazione di calore ottenuta si adattava perfettamente a un cardassiano adulto, ma c'era qualcosa nel timbro quantico che...
improvvisamente la porta del laboratorio di apri' ed entro' Derek Tarim.

"cosa la porta qui, GUARDIAMARINA" disse enfatizzando bene la parola...
Derek non rispose, ma si mise ad osservare i dati davanti a Raiden con sguardo vacuo.

"le ho fatto una domanda!"

"lei si sta' imbattendo in qualcosa di molto grosso, e che non la riguarda" rispose Derek, armeggiando con qualcosa dietro la schiena.

Raiden avvicino' lentamente la mano alla cintura.

Nel momento in cui Tarim estrasse un phaser, un breve lampo di luce lo acceco' e quando riapri' gli occhi si trovo' davanti 6 copie di Raiden, ognuna delle quali puntava verso di lui un disgregatore.

"le conviene arrendersi, prima che si faccia male"

Tarim guardo' verso l'alto e vide un faretto holoproiettore sopra il banco di lavoro di Raiden, senza pensarci 2 volte sparo'.

"Deduzione giusta..." disse uno dei 6 cardassiani davanti a lui "...ma faretto sbagliato" e con un sorriso sul volto, lo inceneri'.


Alberto/Raiden 2431.2802.2

Un quarto d'ora dopo...

"non so chi o cosa fosse" disse Selkat, "ma di sicuro non era il guardiamarina Tarim, lui e' ancora in cella."
"E poi, caro il mio capo ingegnere... c'era proprio bisogno di incenerirlo? non bastava un semplice colpo stordente?"

"Credo di non aver controllato bene il settaggio dell'arma" rispose Raiden con un sorriso alla Garak

" C'e' un altra cosa che non capisco... come mai lui ha sparato verso qual faretto di illuminazione?"

"Avra' visto un fantasma..." fu la candida risposta.

"Non so perche', ma lei mi sta' nascondendo qualcosa, Raiden..."

"Forse i risultati delle mie analisi? Guardi ho trovato qualcosa di strano nel timbro quantico della persona che ha ucciso la povera guardia..."


Renata/dr.Rekat 2431.0304.01

- Dottor Rekat a rapporto, Signore! Avrei un favore da chiederle. Stavo esaminando la cartella clinica di Derek Tarim, che e' sotto sedativi in infermeria, quando mi sono imbattuta nella richiesta di un codice di accesso di Livello 10. Per ragioni mediche, Le chiedo di concedermi, temporaneamente e limitatamente alla cartella di Tarim, quel livello di accesso.

- Dottore, mi dispiace - un ghignetto sardonico si disegno' sul volto del Gul - ma un accesso di Livello 10 e' un accesso di Livello 10... non posso concederlo per nessun motivo, anch'io per consultare documenti con quella protezione devo chiedere un'autorizzazione al Comando Centrale... Le assicuro, comunque, che e' sicuramente possibile curare Tarim da qualunque cosa senza conoscere quelle informazioni. Ora, la prego, ritorni in infermeria, sicuramente i suoi pazienti hanno bisogno di Lei...

Il dottore usci' quasi senza salutare, borbottando tra se: -Quello se l'e' legata al dito... burocrate ottuso... un_accesso_di_livello_10_e'_un_accesso_di_livello_10... sgrunt!

Era appena rientrata in infermeria, quando si rese conto che era il momento di una nuova dose di Metaipnol, o Tarim si sarebbe svegliato. Ci penso' su un attimo, poi batte' sul comunicatore...


Guido Barbi\Guardiamarina Derek Tarim

Tarim era ormai da due giorni sotto anestesia. Selkat aveva ordinato una sorveglianza continuata dopo che aveva notato che Tarim fosse stato registrato dai sensori termici sia nella infermeria sia in altre parti della
stazione.

La dottoressa Rekat finì di controllare i propri registri per poi battere sul suo comunicatore.
[R] Dottoressa Rekat a Glinn Selkat, se non somministro una nuova dose a Tarim, si sveglierà fra 10 minuti.
[S] D'accordo direi che due giorni di semi-coma saranno bastati per un pò di calma. E stato ordinato al Gul di intervenire internamente sul fatto accaduto.
[R] Ok ci vediamo fra 5 minuti qui d'accordo?
[S] Bene arrivo, Selkat chiudo.

Selkat usci dal suo ufficio e si diresse verso l'infermeria, non era calma, quanto volesse dimostrare, ma di sicuro sarebbe riuscita ad evitare mosse false, pensò, Tarim era riuscito ad eludere sistemi di sicurezza vari e a scappare dalla stazione, ma non era certo un nausicaano in preda ad una furia guerriera, ma comunque Selkat aveva quell'amaro in bocca, quel non so che, che la agitava.
Finalmente Selkat era arrivata davanti all'infermeria.
[R] Signore.
[S] Andiamo e non perdiamo tempo, Rekat.
[R] Certo.

Le due cardassiane entrarono nell'infermeria e si avvicinarono al letto dove era disteso Tarim. Selkat fece un cenno alle due guardie che fecero quindi posto alle due. Rekat poi diede un paio di ordini al computer, che abbassò il campo di forza.
[R] Bene due minuti e si sveglierà.
[S] Glinn Selkat a Gul Sagat.
[Sa] Si Glinn?
[Se] Stiamo svegliando Tarim.
[Sa] Bene quando a ripreso conoscenza mandatelo da me... con una scorta ovviamente.
[Se] Bene signore.

Tarim lentamente stava aprendo gli occhi.
[R] Si sta svegliando.
[T] Dove, chi, ma...no.
[S] Si calmi Guardiamarina, lei è stato tenuto in infermeria per 2 giorni, ora si presenterà dal nostro Gul.
[T] Ma..io..si...ricordo...no...Zalak...il doppio....perché.
[S] No il doppio è solo sua immaginazione.
[T] Si...è possibile..no..o forse...

La glinn e la dottoressa si allontanarono un attimo.
[S] Li somministri qualcosa che in qualche modo lo aiuti a ritornare in se.
[R] Bene.

La dottoressa prese un hypospray e lo inietto a Tarim.
[T] Si è vero non c'è alcun doppio, o meglio c'è ma di sicuro non l'ho creato io... o almeno così dite.
[S] Già adesso segua le guardie la porteranno dal Gul.
[T] Bene.

Le due guardie accompagnarono Tarim verso l'ufficio di Sagat.Quindi fecero entrare Tarim.
[T] Signore.
[S] Smettiamola con questa commedia, sappiamo entrambi che appena uscirà da questa stanza rincomincerà a pensare per conto suo. Questo non mi piace affatto è se qualche ammiraglio non la difendesse ora sarebbe già morto.

Tarim non fece altro che un cenno con la testa.
[S] Lei come già detto non mi piace, ma ho ricevuto l'ordine di darle un incarico di più importanza, bene lo farò, il posto di ufficiale scientifico come sa è vacante e data la sua esperienza anche all'accademia
delle scienze su Vulcano, riceverà quel posto. Dovrà visitare ogni giorno il consigliere. Bene comunque si ricordi che se succede una altra volta qualcosa del genere beh, non ci sarà ammiraglio che tenga. E chiaro? Lei è un sorvegliato speciale e alla minima mossa falsa verrà ucciso senza ogni pietà è chiaro anche questo? Bene, può andare, Guardiamarina.
[T] Signore.

Tarim usci dall'ufficio stavolta aveva rischiato la pelle, non era per niente al sicuro non aveva amici e in più doveva essere andare ogni giorno dal consigliere, per un tempo indeterminato e doveva essere l'ufficiale di
grado più basso alle riunioni degli ufficiali.


Matteo/Gul Sagat 2431.0301.01

Il Guardiamarina Tarim era appena uscito dal suo alloggio Sagat non era pienamente convinto di ridare in mano una sezione a quell'incompetente traditore *Giuro che se questa volta pesta un callo a me lo ammazzo con le mie mani!*
"Gul Sagat a Glinn Selkat le comunico che voglio ricevere ogni giorno un rapporto disciplinare sul Guardiamarina Tarim, e che venga monitorato 24 ore su 24 tutte le sue comunicazioni dovranno essere registrate sul mio computer personale nessuno all'infuori di me a parte una mia autorizzazione personale
e in mia presenza potrà visionare le registrazioni capito o sono stato troppo veloce?"Sagat questa volta non esigeva alcun tipo di errore
[Se]"Capito mio Gul"
[Sa]"Glinn le comunico inoltre che se dovesse beccare in flagrante quella feccia che rompe di nuovo i piani di Cardassia e Kell Nor la autorizzo ad ucciderlo"
[Se]"Agli ordini Gul"
[Sa]"Se ha bisogno di me sono al bar di prora chiudo!"Sagat si diresse verso il bar molto soddisfatto del suo Ufficiale della Sicurezza convinto che avrebbe svolto i suoi ordini a puntino.


Flavia/Selkat 2431.0302.01

"Finalmente mi sono liberata di questa rogna chiamata Tarim, almeno per un po' di tempo, spero. I sedativi che gli ha somministrato Rekat dovrebbero bastare a tranquillizzarlo per qualche giorno. Dormira' tanto.... SPERO! Ora posso dedicarmi a indagare seriamente sui doppi Zalak che gironzolano per la stazione. Certo
che uno bastava ed avanzava...."
Riprese in mano la analisi preliminari che Raiden le aveva consegnato poco prima del risveglio di Tarim, e che aveva dovuto abbandonare a malincuore.
Era proprio in gamba l'ingegnere, finalmente aveva qualche vago punto di partenza. Aveva ascoltato svariate volte la registrazione audio, ma non aveva ancora capito quasi niente. Avrebbe volentieri mandato il nastro alla sezione scientifica, anche per alleggerire un po' il lavoro di Raiden, ma ora c'era Tarim in quella posizione, ed era l'ultima persona che avrebbe voluto coinvolgere! Anche per quanto riguarda le analisi quantiche non aveva molti elementi. Certo quelle impronte erano strane, parevano cardassiane ma potevano anche essere state create ad arte da qualcuno a conoscenza della installazione dei sensori. Raiden era stato interrotto durante la sua analisi, gli avrebbe dato ancora del tempo. E chissa' poi chi era quel falso Tarim che l'ing. aveva carbonizzato....probabilmente era tutto collegato, la stessa tecnologia che aveva creato Zalak2 poteva verosimilmente aver creato Tarim2!
Selkat si stava dirigendo verso la cella per interrogare il nausicaano, operazione che rinviava sempre sine die, si fermo' sulla porta e trovo' l'ennesima scusa per non procedere: "Prima voglio fare qualche tentativo per decifrare il nastro, magari riesco a scoprire almeno chi stava parlando in questi locali".
Si diresse al laboratorio scientifico, erano anni che non si occupava di cose simili, ma in fin dei conti qualche annetto all'accademia delle scienze lo aveva fatto!
Comincio' con una scansione spettrometrica ad ampia banda, non rilevo' niente di interessante, poi analizzo' i suoni con un fonometro. L'unica cosa che riusci' a cavarne fuori fu un semiperiodo di un'onda molto disturbata. Esegui' un'analisi di Fourier e immise i dati nel database del computer, chiedendogli di fare un confronto con tutte le informazioni simili campionate nel corso delle ultime settimane sulle impronte vocali dell'intero equipaggio. Ci sarebbe voluta qualche ora, quindi ne approfitto' per controllare che stava combinando il buon Derek e per redigere i rapporti per il Gul.


Adriano/Bernok 2431.0303.01

...una volta tanto si trovava al bar di Paldok solo per un drink, non per giocare d'azzardo, né per ubriacarsi, né per concupire la bella Nanthima (anche se questo si poteva fare nei ritagli di tempo tra un sorso e l'altro:
a velocità luce!). Un bel drink, lui e il suo BUON AMICO Zalak:
- Mi vorrebbe lasciare un attimo da solo? Sono giorni che mi assilla! Non ho un attimo di intimità da quando ci siamo visti alle saune! - l'usuale compostezza di Zalak si era finalmente incrinata; per quanto impercettibilmente, e tutto sommato, improficuamente, una minuscola, invisibile crepa si era aperta. Continuando così per altri 15 anni Bernok sarebbe riuscito a cavargli una qualche verità di bocca, ah! Una piattola Klingon è troppo grande per essere schiacciata, lo diceva!
- Le-mu-ri, Lemuri, Le-mu-riii... - Bernok metteva insieme le sillabe come fossero le note di una filastrocca infantile, con la stessa disinvoltura con cui un bambino avrebbe canticchiato "Trallallà", "Perepepè",
"Zumpa-umpa-umpappà"... sapeva essere molto querulo e fastidioso quando voleva! - Devi rilassarti, Aurin...chiamo un paio di donne, è da un po' che..EH, EH, EH...- Il Klingon ammiccava con la grazia leggera di un rigattiere di Risa. D'accordo, in una maniera o nell'altra i suoi discorsi andavano sempre a parare sul concupimento...
- Se non me ne andassi in giro continuamente con un bestione di due quintali e mezzo attaccato alla sottana, la mia vita sentimentale ne trarrebbe molto giovamento ...- Da quando aveva dovuto rimandare a tempo indeterminato l'appuntamento con Selkat, a causa del daffare ciclopico che lei aveva sulla stazione (ma come faceva a star dietro a tutto quella donna: vieni qui, vai di là, ti chiama il Gul, Rekat ti deve parlare...sembrava il supereroe di quel fumetto Andoriano, "Le mirabolanti avventure del Tuono Blu"...), il
Klingon si era dimostrato un deterrente abbastanza forte per allontanare qualsiasi essere femminile bipede, quadrupede o pseudopode nel raggio di due chilometri...
- Inutile, comunque, che insista. La mia bocca è sigillata.
- Se mi volessi evitare lo potresti fare tranquillamente, Aurin. Ti serve ancora la tua pedina preferita... - Bernok era deciso a far sua la causa dei Pedoni di tutte le scacchiere dell'Universo e dimostrare che è meglio non farli...arrabbiare...
Zalak non rispose. In parte poteva essere vero...forse...o forse no... Bernok saltò di palo in frasca: - Come mai c'è ancora quello sbirro a farti la posta? Credevo che dopo che Raiden avesse fatto fuori la copia carbone di Tarim la tua innocenza fosse definitivamente dimostrata...- Dannato Ambasciatore! Cercava di forzare la sua attenzione con cambi repentini di argomento. Fortunatamente, l'unica cosa che riusciva a forzare era la sua pazienza forgiata da rigida disciplina vulcaniana (non che fosse facile).
Zalak diede un'occhiata all'uomo in piedi sull'uscio, a circa sette metri di distanza, poi rispose: - Il tenente T.J.Fellony ha cambiato funzione...sorveglia la mia incolumità, ora. Anche a Tarim è stato assegnato un sorvegliante.-
Bernok fece sterzare bruscamente il discorso di nuovo: - Inquietante l'idea che una creatura olografica possa annidarsi nei computer della stazione e controllare le nostre vite, vero? E' l'ultima leggenda (si ricorda che ne
vado pazzo?) che si è diffusa sulla stazione...con questi emettitori la gente non è tranquilla, anche se sembra che ogni cosa sia tornata alla normalità...che ne sarebbe delle esigenze di Cardassia se esistesse
davvero?...- Un altro goffo tentativo linguaggio cifrato. Quel Klingon non era poi tanto stupido, ma mancava totalmente di raffinatezza...
- Lo Stato avrà in me sempre un servitore leale, qualsiasi cosa succeda e a prescindere da qualunque nemico...o amico...si frapponga ai suoi piani.-
- Giusto! E io farò lo stesso per l'Impero! Non siamo così diversi, Aurin! Non ci fermiamo...davanti a NESSUN ostacolo...


Gregorio Baroni/Glinn Aurin Zalak 2431.0303.1

Zalak sorseggiò lentamente la sua tazza di the di foglie rosse (adorava quella bevanda!), tenendola con ambo le mani e soffiandoci sopra con brevi sbuffi cadenzati. Bernok, come sempre, stava cominciando a diventare molesto ma Zalak non avrebbe mai manifestato apertamente la sua impazienza. Il linguaggio del corpo, però, a volte lo tradiva...
"Ambasciatore," lo interruppe con un sorriso cortese "temo di non comprendere dove lei voglia andare a parare. Personalmente ritengo non sia un argomento particolarmente interessante ma se lei è interessato ai
Lemuri... Ebbene, le dirò ciò che vuole sapere!"
"Davvero?" Bernok sgranò gli occhioni da cerbiatto, mentre un rivolo di birra gli rigava la barba.
"Naturalmente, ambasciatore. Così forse dopo potrò tornare ai miei impegni senza che lei mi segua come un'ombra." Zalak scoccò con rassegnazione un'occhiata all'uomo della sicurezza che l'attendeva all'ingresso, poi gonfiò il petto e recitò ad alta voce: "I Lemuri sono un genere di proscimmie terrestri caratterizzato da muso aguzzo, lunga coda, pelame morbido e grandi occhi. Vi appartengono i maki, il catta e il vari; hanno caratteristiche comuni sia agli insettivori sia alle scimmie: conducono vita notturna e vivono sugli alberi."
Bernok cominciò a sbadigliare già alla seconda frase ma gli occhi vitrei tradivano il suo sconcerto. E Zalak lo apprezzò molto.
"Andiamo, amico mio..." Bernok allungò una manona per esibirsi in una pacca sulle spalle come quella alle saune ma Zalak, questa volta, bloccò il suo movimento, afferrando strettamente la mano dell'ambasciatore: il Glinn torse con un gesto secco il braccio proteso, e le nocche e un paio di falangi cedettero con un gratificante 'crock'
"Urgh!" biascicò il Klingon a denti stretti, incredulo davanti al sorriso da panda di Zalak (Garak docet!) "Ma cosa...?"
Il Glinn sospirò e sbatté la tazza sul tavolo con inaspettata violenza.
Contemporaneamente, chissà perché, Paldok chiuse gli occhi e scosse la testa in un gesto di stizza.
'Pitocco di un barista! Non te la rompe mica, sai?' pensò Bernok, vedendolo.
"Ambasciatore," disse Zalak alzandosi in piedi, deciso finalmente ad accomiatarsi "dimenticavo di dirle, e so che a lei queste piacciono, che sulla Terra si pensava anche, nell'antichità, che i Lemuri fossero gli spettri larvali dei morti tornati sulla terra a molestare i vivi... Per il momento, arrivederci!"
Zalak si allontanò con passo deciso e, mentre le pieghe della sua veste nera scomparivano dietro l'angolo, Bernok ebbe modo di accorgersi di due cose molto strane. Nella mano dolorante stringeva un piccolo chip isolineare e sul tavolo, sotto e fra i decori sbalzati della tazza del Glinn, giacevano i resti distrutti di un minuscolo dispositivo d'ascolto...


Flavia/Selkat 2431.0305.1

[Sono ancora nel laboratorio scientifico ad analizzare spettri]
Il buon Derek dormiva come un cuccioletto nel suo alloggio, piantonato da 2 energumeni; Rekat aveva fatto un buon lavoro: sedare Tarim per qualche giorno con dosi leggere in modo che lui non se ne accorgesse
nemmeno era stato geniale!
I rapporti per il Gul erano terminati, d'altronde lei li scriveva in stile telegrafico.
L'analisi acustica dei campioni audio trovati da Raiden era ancora in corso, avrebbe preso ancora un'oretta almeno. Stava per chiamare al comunicatore Raiden per chiamarlo a rapporto, quando nel laboratorio entro' un addetto.
Un lampo di cattiveria baleno' nei suoi occhi...."Guardiamarina, cosa la porta in questo laboratorio?" "Signore, scusi, non pensavo ci fosse qualcuno... io qui lavoro, mi occupo di astrometria, devo scaricare delle nuove piante del sistema di Numen 5, che ci sono appena state consegnate da.."
"Va bene, va bene...non importa. Le do' un incarico: ho ordinato un'analisi al computer che lo impegnera' ancora per un'ora almeno. Controlli che nessuno interferisca in mia assenza." "Ma, veramente il mio lavoro dura pochi minuti e dovrei.." "Dovrebbe obbedire ai miei ordini e stare buono buono qui ad aspettare...Chiaro?" "Agli ordini, Glinn" Disse il malcapitato molto a malincuore.
Selkat blocco' la consolle di modo che nessuno potesse accedervi e manipolare le analisi e si diresse verso il suo ufficio dove sapeva di trovare Raiden a cercare tracce dell'omicida.
Transitava davanti al bar di Paldok, quando si senti' mettere una mano su una spalla e udi' una voce melliflua vicino al suo orecchio sinistro "Finalmente la incontro. Abbiamo sempre un drink da prendere, se rinuncia per qualche minuto alle sue indagini....." era Zalak che proprio in quel momento usciva dal bar, col suo codazzo: prima la guardia e poi Bernok. Selkat nicchiava, aveva talmente tanto da fare..."mi scusi, ma lei non esce giusto giusto dal bar?" "la prego, mi salvi! Se non mi da' una scusa per scollarmi quel klingon, i miei nervi cederanno e lei avra' un primo ufficiale da custodire in cella con l'accusa di klingonicidio...." "Accusa? Magari le daranno un'onorificenza! E poi mi rimarrebbe sempre il suo alter ego..."
"Non scherzi, per favore! E' una cosa seria!! Bernok si e' messo in testa che io sappia molto di piu' di quanto lasci intendere.""Ed e' vero?" "Se accetta di sedersi ad un tavolo con me glielo dico" "non mi lascia scelta...."


Flavia/Selkat 2431.0305.1

Bernok era rimasto sconcertato dal rapido dietro-front di Zalak, che appena uscito dal bar ci si era imbucato nuovamente con Selkat. In un improvviso rigurgito di tatto (stava invecchiando...) penso' che la cosa migliore fosse quella di lasciarli parlare da soli per un po', riservandosi poi di fare irruzione sul piu' bello. - Ne approfittero' per andare a farmi vedere queste dita... Quel disgraziato di Zalak e' piu' forte di quanto pensassi.- borbottava fra se e se misurando la Passeggiata a lunghe falcate.

- Buongiorno Dottore! Potrebbe dare un'occhiata a questa mano?

- Mi faccia vedere... dita slogate.. due falangi rotte.. stia fermo cosi'. Non si agiti! Vuole che le ossa si saldino? O c'e' piu' onore in una frattura saldata male che in una guarita perfettamente? Ecco fatto. Avra' qualche fitta per un paio di giorni. Non sapevo che gli avversari del programma callistenico stringessero la mano, dopo l'incontro!

- NON e' stato il programma callistenico! E' stato quel suo simpatico Zalak, e per pura amicizia! E NON mi chieda come e' successo!

- Vedo che l'abilita' diplomatica di Zalak fa progressi. E' sempre buona politica fare proprie le usanze dei popoli con cui si tratta. Ambasciatore, la saluto e le raccomando di tenere a riposo la mano per un paio di giorni. Arrivederci!


Guido Barbi\Guardiamarina Derek Tarim 2431.0306.01

Bene,bene,bene, la nuova posizione di Tarim gli dava notevoli vantaggi, avrebbe potuto gestire meglio i suoi (loschi :-) affari, pensava che per prima cosa gli sarebbe stato utile trovarsi degli amici, ovviamente l'equipaggio era da scartare, ma su Kell Nor c'erano anche gli ambasciatori, in alcuni casi ancora più influenti del Gul.
Comunque a questo avrebbe pensato più tardi, ora doveva presentarsi nella stazione scientifica, dato, che per un pò non avrebbe dovuto commettere passi falsi, gli avvenimenti dei giorni passati, gli sarebbero quasi costati la pelle, se suo padre e un paio di suoi amici non avessero scritto un paio di ordini al Gul.
In ogni caso la navetta dell'ambasciatore romulano tra poco sarebbe arrivata e l'ambasciatore Natek era molto potente su Romulus.


Gregorio Baroni/Glinn Aurin Zalak 2431.0603.1

ore 22.00
Zalak sorrise a Selkat e la prese a braccetto, avviandosi al tavolo che prima aveva occupato con Bernok e che ora era vuoto. Il Glinn gentilmente scostò la sedia al capo della sicurezza e la fece accomodare.
"E' un piacere incontrarla. In questo periodo sembra così indaffarata: non credevo avrebbe mai trovato un momento libero per rilassarsi un po'."
"Il piacere è stato mio nell'accettare il suo invito, Glinn. Finalmente."
"Invito? Oh, naturalmente! Deve scusarmi, ma con tutto questo trambusto me ne ero quasi scordato. Dunque, prende qualcosa da bere?"
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ore 22.00
Zalak sorrise alla guardia che piantonava il suo alloggio ed entro con passo spedito, mormorando insinuazioni a denti stretti sulla dubbia paternità della guardia. Quando la porta si richiuse con uno sbuffo, inserì un codice di sicurezza per bloccarla e si sedette alla scrivania. Passò alcuni momenti a massaggiarsi le tempie, prima di cominciare a svestirsi. Innanzitutto sfilò il ciondolo dalla fronte, ammirando l'ottimo lavoro che l'orefice benzita aveva fatto nel ripararne la catenella, poi passò ai bracciali e al busto dell'armatura...
Wooosh... una figura maestosa si materializzò nell'alloggio; Zalak si affrettò a inginocchiarsi con il capo chino.
"Maestro Syndek! E' un onore incontrarvi di nuovo."
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ore 22.15
"Ah ah ah, le sue storielle farebbero arrossire un Orioniano, Selkat! Prima o poi dovrà spiegarmi dove riesce a scovarne di così spassose!" Zalak lanciò un occhiata in direzione del bancone del bar "Voglia scusarmi ma credo che i nostri drink siano finalmente pronti." Aurin allontanò la sedia e scattò in piedi
"Ma lasci stare, signore. Sono sicura che Paldok ce li porterà qui lui."
"Non vorrà privarmi del piacere di servire di persona una donna così affascinante!" replicò il primo ufficiale, allontanandosi con un sorriso.
Giunto al bancone, Zalak armeggiò per un po' col bicchiere di Selkat fingendo di non riuscire ad afferrarlo.
'Un po' troppo a lungo' pensò la donna 'Ma forse sto diventando paranoica...'
"Eccomi qui" disse Zalak, tornando al tavolo "Caspita se scotta il suo succo di Rokassa! Non sento più le dita..."
Inaspettatamente una pacca mostruosa proveniente da dietro fece barcollare Aurin, che rovesciò sul tavolo buona parte del suo drink. La bevanda appiccicosa si allargò lentamente, spandendo un odore nauseabondo. Bernok, che non si era mai abituato a quella puzza, inalò a lungo per poi sentenziare:
"Succo di pesce caldo! Strano, credevo (e speravo) che voi Cardassiani lo beveste solo a colazione!"
Zalak fulminò Bernok con uno sguardo inceneritore. Ma Selkat si affrettò ad intervenire:
"Effettivamente è così, ambasciatore. Qui c'è qualcosa che non va... Computer! Localizzare Glinn Aurin Zalak!"
Il primo ufficiale si mosse a disagio sulla sedia, cercando di alzarsi, ma la manona del Klingon lo ributtò a sedere. La voce del computer riempì la stanza.
"Il Glinn Aurin Zalak si trova nel bar della Passeggiata. Il Glinn Aurin Zalak si trova nel suo alloggio."
"Ma cosa...?" Selkat portò una mano al disgregatore.
Troppo tardi. Zalak si alzò di scatto, scaraventando Bernok a terra. Poi colpì violentemente Selkat al mento e, saltandola con un solo balzo, si precipitò fuori dal bar perdendosi nella folla.
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ore 22.55
L'alloggio di Zalak era luogo di un drammatico confronto.
"La discrezione è imperativa! I gusci devono essere recuperati e distrutti. L'Orrore deve essere sigillato nel "va'ne'meLakht"."
"Ma, maestro, possiamo davvero sporcarci le mani con un genocidio?"
"Le esigenze dei molti contano più di quelle dei pochi..."
"Sì, maestro!"
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La cosa buffa è che esattamente nello stesso momento, sulla Passeggiata, un rilassato e accaldato Glinn Aurin Zalak emergeva da una corroborante sauna di 2 ore e mezza...


Marzo 2001 © CCC