AVVENTURA 2001 (dodicesima parte)
Renata/dr. Rekat 2431.0401.01
La porta si apri' con uno sbuffo pneumatico e Selkat e Zalak entrarono in infermeria. Selkat aveva l'ormai consueta aria stravolta dal superlavoro e dalla mancanza di sonno, appena illuminata da un'ombra di sorrisino mefistofelico; l'espressione di Zalak era un incredibile misto di indignazione, vergogna e desiderio di vendetta, il tutto su uno sfondo di incredulita'.
- Dottore, questo sembrerebbe essere lo Zalak autentico. Dobbiamo essere sicuri di non perderlo di vista. Puoi fare in modo che il computer lo monitori costantemente?
- E' un bel problemino, visto che i casi sono due: o gli ologrammi sono generati per mezzo del computer della stazione e allora qualcuno ne ha il controllo e può scavalcare tutti i nostri sistemi di sicurezza, oppure gli ologrammi arrivano da qualche altra fonte, della quale non sappiamo un accidente e che da' l'impressione di poterci turlupinare come e quando vuole, noi e il nostro computer... Ci ho pensato un po' e credo di aver escogitato un sistema a un livello talmente basso da "passar sotto" a tutte queste raffinatezze tecnologiche: il nostro Aurin si dovra' portare al collo questo tricorder, che effettuera' scansioni continuate del suo DNA, confrontandolo con gli schemi ricavati dal suo primo teletrasporto su questa stazione. Poi inviera' i risultati via radio a questa ricevente, che mi portero' al collo io. Se gli schemi sono uguali sentiro' una specie di BIP!, se cambiano sentiro' un BOOP! su un tono molto piu' basso. Tracciando la fonte dei BIP! potremo sempre sapere dov'e' il nostro amico. Il computer centrale non c'entra niente e non potra' piu' ingannarci, ne' autonomamente, ne' su programmazione altrui... certo e' scomodo per lui e imbarazzante per me andare in giro facendo BIP! BIP!, ma non vedo altra strada... Non credo che gli Zalak replicati abbiano DNA uguali fino all'ultimo aminoacido, quindi i BOOP! significheranno sempre "copia di Zalak". Che ne dite, proviamo?
Flavia/Selkat 2431.0402.01
[Selkat a Rekat] "Beh, speravo trovassi una soluzione un po' piu'....come dire.... elegante, ma in fin dei conti basta che funzioni! Pero' avrei una richiesta da farti: vorrei avere anch'io la possibilita' di monitorare Zalak, puoi installare un bippatore anche a me? Cosi' saremo in due a bippare...dovro' solo ricordarmene in eventuali appostamenti...addio segretezza! Pero' non mi e' chiara una cosa: che fa la trasmittente se esistono 4 Zalak contemporaneamente? E' possibile localizzare tutti? O dobbiamo accontentarci di seguire un Aurin per volta, vero o falso che sia? A me interessano piu' quelli falsi...Facciamo cosi', tu cerca di mettere a punto il prima possibile questa specie di collare antipulci (o anti-Zalak..), e esegui anche una bella analisi completa su questo esemplare qui [indicando un Aurin sempre piu' scocciato], quando hai finito chiamami. Io intanto vado a "rilassarmi" interrogando il nausicano, e' da tanto di quel tempo che sta in prigione che quasi mi dimenticavo di lui! Magari puo' darci qualche informazione utile, altrimenti lo uso come valvola di sfogo..." [Rekat] "Mica vuoi torturarlo??" [Selkat]"Diciamo...interrogarlo...in modo convincente" Detto cio', usci' dall'infermeria.
Renata/dr. Rekat 2431.0402.01
- Bene, Glinn Zalak, cominciamo con il confrontare il suo DNA con quello delle registrazioni del suo primo teletrasporto su questa stazione e intanto vediamo di tarare la trasmittente. Cronometrero' il tempo fra una scansione e l' altra. Qualunque variazione nell'intervallo fra i BIP! ci mettera' in preallarme. Allora: BIP!
Dopo 5 secondi
BIP!
dopo altri 5 secondi
BIP!
- Perfetto. Una scansione ogni 5 secondi, e corrispondono tutte al suo DNA. Ho il piacere di annunciarle che lei e' lei, Glinn Zalak!
BIP!
- Eccomi trasformato in un orologio terrestre a cucu'! Questa situazione e' imbarazzante, umiliante, disperante...
BIP!
- DOBBIAMO PORVI FINE!
- Bene. Adesso vediamo di far emettere suoni su frequenze via via piu' basse ogni volta che si riscontra una differenza nella scansione... Ecco fatto! Proviamo su di me.
BOOP!
- Ci siamo. Proviamo con lei, infermiera.
BLEAP!
- Ottimo. Tracciando le diverse frequenze dovremmo scovare le sue diverse incarnazioni, dato che ogni sua copia olografica
BIP!
dicevo, avra' addosso una copia del tricorder con una copia olografica della prima scansione, ma avra' un DNA decaduto, e quindi
BIP!
che scocciatura, diverso, che emettera' a sua volta un suono diverso, se la fortuna ci aiuta! E lei non si lamenti, sono io che faccio
BIP!
appunto, ogni 5 secondi! - Dr. Rekat a Glinn Selkat! BIP! - Qui Selkat. Il collare antipulci e' pronto? BIP! - Non senti, Selkat? E' in piena efficienza! Ne preparo una copia per te e te la porto. Ci vediamo nel tuo ufficio BIP! fra una mezz'oretta. Ciao.
BIP!
Flavia/Selkat 2431.0403.01
Mezz'oretta....Selkat non sapeva se essere lieta per l'efficienza della dottoressa che in quattro e quattr'otto aveva preparato un intero stock di collari anti-zalak (o pulci, non c'era poi molta differenza), o essere dispiaciuta perche' aveva poco tempo per divertirsi con il nausicaano. Non avrebbe potuto dedicarsi a tutte le raffinatezze che prediligeva: controllo termico prolungato (dopo una notte a 280 gradi Kelvin di solito si ammorbidiscono in molti), osservazione visiva intensa, musica classica vulcaniana (i nausicaani non la sopportano) e altre piccole cosette, che le permettevano di solito di ottenere quello che voleva senza sporcarsi le mani. E sospirando si diresse verso le prigioni. Era da 2 giorni che non vi metteva piede, non ne aveva avuto il tempo. Strano, molto strano: la porta non si apri' al suo passaggio. Possibile che lo scanner automatico retinico non la avesse riconosciuta? No, stava capitando qualcosa di strano. Eppure aveva ricevuto il rapporto dalle guardie di piantone appena 13 minuti prima, regolarmente. Apri' il pannello di controllo e aziono' la leva per l'apertura di emergenza. Appena entrata nell'anticamera inciampo' in qualcosa...un corpo. E poco piu' a lato ne vide un altro. Erano due delle guardie, col petto squarciato da una scarica di plasma ad alta energia. Si diresse ai locali prigione, con un brutto presentimento; e infatti...beh, non era proprio quello che si aspettava di vedere, ma ci andava molto vicino: il nausicaano giaceva riverso nella sua cella. Pensava fosse evaso, invece... Strano, il campo contenitivo era ancora attivo, come avevano fatto a sparargli attraverso? "computer, quante forme di vita sono in questa zona?" "rilevo una forma di vita, corrispondente a Ophir Selkat" "e nel lasso di tempo intercorso tra ora e 13 minuti fa?" "3 forme di vita fino a 8 minuti fa, 4 tra 8 e 7 minuti fa, poi nessuna forma di vita" "sei in grado di riconoscere la forma di vita apparsa 8 minuti fa?" "affermativo;corrisponde a Aurin Zalak" "E ti pareva! E come e' entrato qui?" "informazione non disponibile" "come e' uscito?" "informazione non disponibile" "perche' la sua arma non e' stata disattivata dal protocollo di sicurezza?" "protocollo bypassato" "comincio a non poterne piu'...sempre la stessa storia! Selkat a Rekat" "qui Rekat. Quanto sei impaziente, ti ho detto che ti porto l'antipulci tra poco!" "no, mi serve subito. E anche qualche scanner o altra diavoleria non pilotata dal computer. Portameli alle prigioni" "va bene.."
Adriano/Bernok 2431.0403.01
Un refolo di vento gelido lo sfiorò dietro il collo. Brrr. Ma quanti spifferi c'erano in quel corridoio? D'accordo, allora, quello era il presente; Bernok si inumidì il dito, alla maniera dei vecchi marinai, e provò a saggiare la direzione del vento: decisamente non gli era chiaro dove stesse il futuro. Considerato che il buon Kahless non gliela mandava buona, si ridiresse verso la Passeggiata: c'erano tanti luoghi interessanti da visitare: la rosticceria benzita, il ristorante di cucina tipica andoriana con le sue graziose camerierine blu, la pizzeria di quell'ex ufficiale italiano...nonostante la recente abbuffata, gli interessi del suo cervello ventrale erano tuttora preminenti. Guardò per l'ennesima volta il suo misterioso giocattolino senza trarne alcuna ispirazione; non trovando di meglio da fare, cominciò a trastullarsi infantilmente facendogli compiere pericolose, ma spettacolari traiettorie aeree. Le evoluzioni diventavano sempre più coraggiose e bizzarre. - Su, verso l'infinito e oltre! - e il cristallo sfiorò la trabeazione metallica della Passeggiata, - Prestidigitazione! - e il cristallo sparì dalla sua mano per riapparire da una delle sue larghe froge, - Pelè! - e dimostrò una piena conoscenza dei rudimenti dello sport più primitivo, ma praticato dell'universo, palleggiando il cristallo ora col piedone sinistro ora con il destro. Un ghigno di quelli più genuinamente Klingon, feroce e aspro come due pietre che vengano fatte cozzare tra loro, si stampò sul suo faccione. Non gli importava che i passanti lo guardassero male, ormai ci era abituato. Perché chiunque gli avesse dato quell'oggetto non avrebbe resistito a lungo allo scempio che ne stava facendo. Infatti: - Che cosa si è messo in testa di fare, Ambasciatore? - Era uno Zalak. L'articolo indeterminativo era d'obbligo. Bernok non aveva né sensori, né bioimpianti, né diavolerie tecnologiche d'altro tipo capaci di aiutarlo a distinguere le varie incarnazioni dell'amico, ma avrebbe potuto sempre far di conto su di un sistema infallibile: il suo celeberrimo istinto. - Che cosa mi sono messo in testa? Di chiamarti, è ovvio! Infatti sei qui! - Scoperta numero 1 : quello Zalak aveva una luce un po' ansiosa negli occhi. Nulla di strettamente anormale, ma il vero Aurin non era mai, mai, mai ansioso. - Dovrebbe allargare un po' i confini del suo senso dell'umorismo. Battute del genere funzioneranno solo nella periferia di Qo'Nos... Se ci avesse lasciato il tempo, l'avremmo contattata in un'occasione propizia. Ora siamo in pericolo.- La lingua da vipera e la mania di dare ordini era rimasta anche nella copia. - Ohohoo, fammi paura, allora. Se hai qualcosa da dirmi sbrigati, sono molto eccitato e potrei aver bisogno del bagno tra pochi secondi... - Mhmhmhm... voi Quadrante Alfa mi farete perdere il Tor-nell-vog...la Passeggiata ha occhi e orecchie, e abbiamo già detto troppo...là, nell'armeria, Bernok, presto.- - Non mi hai mai chiamato per nome Aurin...siamo diventati intimi? - Shrieeeeeek!- Questo Zalak era quasi meglio dell'originale, perdeva la pazienza più facilmente! Entrarono nella bottega dell'armaiolo Klingon con passo elastico e spedito. - Qui Lui non ci ascolterà, almeno per un po'...non c'è nulla di interessante. - COME NO? - La voce tonante di un altro Klingon corresse quanto aveva appena, ingiustamente, asserito. - AMMIRINO SIGNORI IL FILO TAGLIENTE DELLE BATH'LETH, PIU' SOTTILE DI UN CAPELLO. LA FOGGIA SQUISITAMENTE VIRILE DELL'IMPUGNATURA DI QUESTO DK'TAGH POI, DEGNO DI KAHLESS IN PERSONA ... Zalak espresse un'acuta osservazione: - Il proprietario del negozio... Bernok passò direttamente ai fatti: - Corpo di mille Gagh, uomo, e tu chiami queste Bath'leth? Sarà già molto se grattando con queste riuscirò a scrostare la sporcizia dal deretano del mio cucciolo. Il mio amico cardassiano qui non vuole certo uno stuzzicadenti per la prima colazione, ma un'arma degna di questo nome! - COME TI PERMETTI! RICACCERO' A FONDO QUESTI INSULTI NELLE TUE TRIPPE MARCE, AMBASCIATORE. E TUA MADRE ERA USA A TRARRE SOLLAZZO DAI BASTONI DEL DOLORE... - Non toccare mia madre, fetido Pach'. Facciamocela a testate e stabiliamo chi ha la merce cranica migliore! -SIIII'! A TESTATE! I due Klingon si afferrarono vicendevolmente per le spalle e cominciarono a schiantare i grossi capoccioni l'uno contro l'altro con violenza indicibile, emettendo grugniti e versi belluini di ogni gamma sonora possibile. Ad un certo punto, uno scrocchio orribile ed uno dei due contendenti cadde. Bernok si ergeva possente sullo sconfitto:- Bella gara Rokugan! A proposito, domani passo per arrotare la mia Bath'leth come c'eravamo detti l'altro giorno. - SEMPRE ... UN .... PIACERE ... FARE .... AFFARI .... CON LEI ... AMBASCIATORE ... ANF! - Bernok scrollo la mano davanti al naso dell'amico. Svenuto. - Ora possiamo parlare. - Come faceva, scusi, a parlare a voce così alta se era quasi privo di sensi? - Bernok scrollò le spalle. Un altro dei misteri della fisiologia klingon. - Ooooh, che razza di domande faccio! Grazie al suo show abbiamo ancora meno tempo di prima. Ascolti: il "va'ne'meLakht" avverrà presto... - Dove devo andare, scusa? - Ho detto "va'ne'meLakht". Nella nostra lingua significa grossomodo "Limbo". - Oh, tu sei un Lemuri vero?- Forse quel momento non era il più adatto per interrompere... - SI'SI'SI'... bestia ottusa...ma come ha fatto il vostro quadrante a sopravvivervi...zitto ora. Il Venerando Syndek attuerà il rito e salverà noi e voi. Ma lei....lei...perché lei?...dovrà svolgere un compito importante...il maestro sarà nelle sue mani. - Syndek?! - Bernok si illuminò in volto. - Yaghyahagyagh... Il Lemuri sembrava piuttosto costernato da quell'improvvisa ilarità... - Avanti continua...Aurin...che cos'è questo rito? A cosa serve? Che cosa dovrei fare e quando? Ignorando gran parte degli insistenti interrogativi, il finto Zalak continuò: - Saprà da solo quando dovrà agire. Lei si limiti a portare il cristallo che ha in mano nei pressi di una qualsiasi piattaforma di teletrasporto, e lo inserisca nei buffer. Farà tutto da solo. Oh! - La figura dell'alieno si deformò e sembrò sfrigolare per un attimo. - Cosa ti succede? - La mia olotuta...- Una figura bianca e spettrale si sovrappose per una manciata di secondi a quella del Cardassiano. Olotute... - Si sta aggiornando...lo fa automaticamente ogni sei ore...- Così come era cominciato, il disturbo terminò. Ma ora Aurin 2 aveva al collo un Tricorder che : - BOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOP! - Cos... - Non so niente Ambasciatore. Credo solo di dover sparire. Si ricordi: nelle sue mani...add... - BOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOP! - ...addio! - Nelle mie mani...non me lo scordo certo...gh! La situazione, però, richiedeva di gongolare il meno possibile. Se quello, come si aspettava, era un allarme, si trovava in mezzo ad un bel guaio, condito con il suo armaiolo steso a terra esanime e con un bell'oggetto misterioso tra i piedi. Prima che arrivasse qualcuno, la priorità era nascondere il cristallo. Tra le armi della bottega? Nello sgabuzzino? Ingoiarlo? Solo in un posto nessuno lo avrebbe cercato: nelle mutande. Questo avrebbe aggiunto altri venti chili al peso della vergogna sulle sue spalle. Sperò che, chiunque si fosse trovato davanti, non pensasse ad un esame al Tricorder o ad una perquisizione veramente approfondita!...
Gregorio Baroni/Glinn Aurin Zalak 2431.0404.1
Zalak non poteva fare a meno di tormentare la scatoletta appesa al suo meraviglioso collo. "Dottore, è proprio sicura che non ci sia un rimedio meno vistoso per tenermi sotto controllo? E' già stato abbastanza frustante dare bella mostra di me sulla Passeggiata, senza dover sacrificare i miei ultimi brandelli di dignità passeggiando con un collare da targ." "Mi dispiace, signore, ma questo è quello che passa il convento." Aurin ignorò la simpatica metafora. "Ma, dottore, nemmeno Zelda porta un collare del genere!" "Zelda, signore?" "Oh, mi scusi! Zelda è il mio cucciolotto domestico. Un magnifico esemplare femmina di esapode cherelliano. Dovrebbe vederla, è di una dolcezza infinita" "Non sapevo che lei tenesse un cucciolo, Glinn Zalak. E come mai non l'ho mai visto, neanche per una vaccinazione di routine?" "Zelda ha un apparato immunitario micidiale! Le assicuro che non necessita affatto delle sue cure." "Ma io..."
BOOP!
Esattamente un minuto e venti secondi dopo che Rekat aveva ricevuto il messaggio d'allarme dalle prigioni, il Glinn Aurin Zalak varcava le porte dell'ufficio di Gul Sagat. "Mio gul," salutò Zalak chinando leggermente il capo "mi dispiace piombare qui senza preavviso ma comincio a stancarmi di vedere tutte queste mie brutte copie andare in giro a pestare la gente. Con tutto il rispetto, signore, io credo che sia venuto il momento di agire" "Bel collarino, Numero Uno. Prima il ciondolo in fronte e adesso l'antipulci: lei sta diventando un bazaar di bigiotteria!" "Cosa? Ah, si... deve scusarmi ma... "Stavo scherzando, Aurin!" lo interruppe Sagat, sporgendosi sulla scrivania e unendo le dita a cuspide "Ma mi dica, cosa ha in mente con 'momento di agire'?" "Questi cloni hanno apertamente dimostrato, e in più di un'occasione, intenzioni ostili! Io credo sia giunto il momento di considerarli ormai come nemici dichiarati e di comportarci di conseguenza." "E cosa intende fare?" "Dar loro la caccia, signore, stanarli e poi..." "Si, Numero Uno?" "Spazzarli via senza alcuna pietà!" Gul Sagat si mosse a disagio sulla sedia, poi finalmente parlò. "E come intende stanarli, Aurin? Rekat, Selkat e Raiden ci stanno lavorando da giorni e senza molti progressi..." "Ho elaborato una mia teoria riguardo a questi esseri, signore. Innanzitutto sono certo che non si tratti di ologrammi, ma piuttosto di forme di vita reali in grado di assumere molteplici aspetti." "Il Dominio!" sbottò Sagat "Quelle fottute palle di gelatina dei Fondatori! Quelle molli schifezze dei mutaforma!" "Ehm,... spiacente di frenare il suo entusiasmo ma... lo escludo! Mi sono permesso di fare un analisi delle forme di vita presenti sulla stazione ogni volta che compariva un doppione ed effettivamente i computer rilevavano sempre una o più forme di vita in eccesso. Ma solo pochi minuti dopo, quando la situazione si era ormai normalizzata, il conteggio delle persone a bordo della stazione tornava esatto! E' come se questi esseri esistessero solo quando assumono un corpo fisico, come se non avessero vita al di fuori della forma umanoide. I Fondatori invece sono creature concrete fisiche e tangibili, e come tali rilevabili dai sensori in qualunque momento; inoltre i mutaforma che conosciamo noi non hanno bisogno di stordire le proprie vittime prima di assumerne l'aspetto." "Uhm,..." Gul Sagat si accarezzava il mento, come se fosse perplesso "Signore?" Sagat sollevò di scatto la testa, gli occhi brillavano di rinnovata determinazione: "Riunione di tutti gli ufficiali superiori tra 5 minuti!"
Quasi contemporaneamente, qualche ponte più in basso, nelle prigioni, Ophir Selkat osservava allibita il cadavere di Blapaan perdere rapidamente le sue fattezze e diventare scuro come per un rapidissimo processo di decomposizione. Alla fine rimase solo un'armatura vuota, composta di un sottile metallo nero che avrebbe potuto ricoprire completamente un umanoide senza lasciare scoperto nemmeno un lembo di pelle. Al posto del Nausicaano giaceva riverso al suolo un manichino senza vita con uno schermo lucido al posto della faccia. "S'è liqueso!" mormorò Selkat.
Aprile 2001 © CCC