AVVENTURA 2001 (tredicesima parte)

Adriano/Bernok 2431.0410.01

...Un'idea ancora migliore della prima fece seguito nella testolina del Klingon. Un rumore di passi affrettati fuori lo incalzò.
Prese un Mek'leth dal tavolo più vicino e si inferse da solo un colpo al torace; nulla di particolarmente debilitante, certo, ma neanche una ferita tanto leggera da indurre in sospetto di falso qualcuno. Il Mek'leth è più corto e maneggevole di una Bath'leth, e Bernok sapeva come vibrare il colpo in modo che l'angolazione non tradisse il fatto che l'aveva fatto da solo.
Quella faccia da sberle di Fellony entrò filato nella bottega. Trovò non uno, ma ben due Klingon proni a terra. Malcelò un sorrisetto compiaciuto e finse (non bene, in effetti) quel minimo di partecipazione che la
situazione richiedeva: - Tutto bene, Ambasciatore? A quanto pare deve ringraziare che il metodo messo a punto dal dottore funzioni, se sono arrivato in tempo, a salvarla, per l'ennesima volta a terra, sconfitto,
battuto, malmenato, umiliato...-
Sarcasmo da piedipiatti. Il suo rapporto con quel "sicurezza" stava precipitando sempre più nella spirale dell'odio.
- Se stai parlando di quell'assurdo marchingegno ronzante direi di sì, funziona. Compratene anche tu uno, amico mio, potrebbe farti compagnia col rumore nelle tue lunghe notti SOLE...
- Oh, beh, può essere....cos'ha da dirmi Ambasciatore?
- Non dovresti preoccuparti della mia salute, prima?
- Dopo, dopo...sa come si dice, quel che non ammazza, fortifica...cosa faceva qui con quel Zalak falso...
- Che domande idiota! Pensavo fosse quello vero e mi stavo godendo la giornata con uno dei miei buoni amici, qui, della stazione...- Fece un sorriso angelico - Tu non hai neanche amici, vero?
- Potremmo dire che non ne ho bisogno, Ambasciatore. Come ha fatto a non accorgersene con quell'apparecchio...BOOOOOOOP...insomma.
- Si è attivato solo in un secondo momento. A quel punto ha preso una lama e mi ha ferito. Poi è scappato. Non mi sembra complicato da capire.
- Mh. E lui?- Rokugan era ancora a terra per la gara di testate di prima.
- Trattative commerciali Klingon. Roba al di là della tua comprensione.
- Già; direi che qui abbiamo un testimone, allora...- Lode al dio degli ottusi! Se c'era una persona che poteva confermare la sua versione era proprio l'armaiolo! - Già, già...facciamo anche una bella perquisizione
vecchio stile, le va?
- Che metodi retrivi! Benvenuto nel 2431!
- Niente storie.- Ringraziò ancora qualche divinità a caso. Pensando di riuscire a dargli una strigliata, quello sbirro stava usando metodi da polizia violenta ventesimo secolo terrestre. In realtà Bernok non sentiva
più che un leggero solletico dove Fellony cercava di fargli male e se quest'ultimo non avesse cercato "proprio lì", a mani nude non avrebbe trovato un bel niente.
- Senti, piedipiatti, dimenticati quello che ti avevo detto sulle tue notti sole...-
Lo sbirro la finì di infastidirlo. Prese sotto spalla Rokugan e si diresse verso l'infermeria.- Lei non viene?-
- Graffi, solo graffi.
- Oh, stia attento...dicono tutti così, ma poi...- sogghignò brevemente, assaporandosi l'idea di una sua morte avvilente e dolorosa, poi scomparve oltre la curva della Passeggiata.
Un attendente si fece vicino a Bernok quasi sorprendendolo.
- Salve Ambasciatore. Sa della riunione di oggi?...


Adriano/Bernok 2431.0411.01

- Cos...Come?...- La ragazza, l'attendente, era minuta e graziosa, non cardassiana purosangue, mezza bajoriana, forse, bassa, ma molto carina.
Aveva un'aria piuttosto infantile e innocente, tanto che persino lui si sarebbe vergognato al solo pensiero di farle delle avances.
- Non so di nessuna riunione ragazzina...devono aver imparato ad evitarmi...sempre che non sia venuta tu a portarmi l'invito...
- No, no, hanno imparato ad evitarla...- La "ragazzina" esibì un sorriso tanto dolce e disarmante che... peccato non essere abbastanza maiale per provarci! - Però è di vitale importanza...per entrambi. Venga con me.-
Fece scivolare una manina sotto il suo braccione sinistro...una manina molto fredda...fecero una breve camminata (lei aveva un'andatura strana, sfacciatamente gioiosa ed elastica, quasi saltellante) fino all'angolo replicatori pubblici e si sedettero su due seggiole. La Passeggiata era trafficata come al solito, ma
solo chi era di fretta faceva uno spuntino lì, perché per chi aveva tempo c'erano posti più attraenti e socialmente attivi a pochi metri di distanza.
Un ricordo improvviso folgorò Bernok: sua figlia che giocava con una bambolina a molla...viziava troppo la bimba, quei balocchi non facevano bene ad una sana educazione Klingon, ed era colpa sua, non dei Ferengi, se spendeva così tanti soldi in stupidaggini infantili...avrebbe dovuto essere un padre migliore, un Klingon più "classico".
- Perché sta pensando a sua figlia, Ambasciatore? - Se lo stava chiedendo anche lui, effet...- Sei Betazoide?
- Mh, mh.- La fanciulla scosse languidamente la testolina in segno di diniego, sempre con le labbruccie increspate in un enigmatico sorriso. Il Klingon capì che doveva fare ora quello che aveva fatto prima col
Lemuri-Zalak: scrutò attentamente le profondità dei suoi occhi alla ricerca della vera natura della ragazza. Vacillò per un attimo. Per un momento fu sul punto di vomitare, per la sensazione di vertigine che l'aveva colto. Quella era un'altra creatura artificiale, un'altra bambolina a molla di Tarmeg. C'era qualcosa di antico e insondabile in lei, arcano e terrificante.
La piccola aggrottò la fronte e imbronciò il musetto: - La paura è un emozione che noi non proviamo da lungo tempo. Rabbia, sì, tristezza, sì, ma la paura non resiste agli eoni. Aveva ragione lei, probabilmente, Ambasciatore. Dovevamo morire, ma adesso non possiamo più. - Ricomparve il sorriso, triste.
- Tu, sei...
- Sì, anch'io sono un Lemuri, ma di un altro tipo rispetto a quello che ha incontrato prima. Io sono Antico...Guardi...- Fece un gesto rapido con due dita, e un misto di immagini, sensazioni, ricordi non suoi affollarono la mente di Bernok, solitamente già abbastanza affollata (per quanto la sua testa fosse ragionevolmente definibile vuota).
Avvertì con chiarezza odio, rancore, ira insuperabili, e un'infinita tristezza...Provò orrore verso il tradimento dei Gusci, i Figli, che avevano ricevuto l'estremo dono sponsale di vivere come una sola carne con i
loro creatori grazie alle olotute e poi l'avevano rifiutato, preferendo usare la metà di sé stessi che era Ologramma per sperimentare le emozioni, di cui da soli non erano in grado, come una droga lasciva e
inebriante...sentì il dolore profondo della perdita per quell'allontanamento, che aveva portato i nuovi Lemuri a perdere la sapienza necessaria a tenere in vita i loro Padri. La degenerazione a poco a poco devastò quella che un tempo era una grande razza, prima le oloflotte e gli ologuerrieri perirono, poi la loro stessa coscienza cominciò a deteriorarsi e molti si persero; tutto per colpa dell'ingratitudine dei figliastri.
Un giorno, però, il miraggio di una nuova esistenza si affacciò davanti a loro. Le creature provenienti dal Lungo Cammino al di là delle stelle portarono nuove tecnologie e speranze sul Pianeta Lemuri. La conoscenza dei mondi al di là del Tunnel ridiede orgoglio agli Antichi e nome ad una nuova terra promessa: Bynaus. Una civiltà straniera aveva costruito un computer abbastanza potente per permettere la loro resurrezione e quella del loro Impero.
Tuttavia, con nuove possibilità trovarono anche un nuovo nemico.
Il malvagio Syndek prese le parti dei patetici Nuovi Lemuri nella secolare guerra che li divideva, fece sospendere le ricerche della sua Accademia e interdì l'accesso al pianeta a chiunque altro. Il rispetto blasfemo che nutriva per i Gusci lo portò ad ingiuriare gli Antichi, a trattarli alla stregua di un virus, una minaccia per il suo Quadrante. Anche quando provvidenzialmente intervenì la società segreta PrOlo, pur incarnato nella sua nuova forma di esistenza il Vulcaniano non smise di avversarli.
Due della razza antica erano giunti lì, sulla Stazione, a continuare la loro battaglia per la sopravvivenza, nuovo lo scenario, ma medesimi gli schieramenti: la Prima generazione contro la Seconda, due razze in una sola.
Ma Ladellaz-ino-Ren si scoprì troppo presto e fu eliminato. L'altro attese e sopravvisse, in attesa del momento inevitabile in cui gli sciocchi alleati di Syndek, rozzi nel riprodurre da soli le forme-carbonio, si fossero scoperti, QUEL momento.
La scena cambiò: Bernok ora aveva davanti a sé un pianeta, di cui, anche se non lo aveva mai visto prima, conosceva l'esatta posizione... nella nebulosa di Bender. Sciami di astronavi Derany lo assediavano, per ottenere ciò che gli uomini della Sezione 31 avevano rubato e che era di legittimo possesso del loro capo: la Spada di Kahless.
Ora Bernok sapeva anche cos'era il cristallo e come usarlo: l'oggetto era una MCM, Matrice Cristallina di Memoria, frutto di una tecnologia che solo Syndek e l'Antico Lemuri potevano conoscere. l'unico supporto di
memoria atto a contenere un'intelligenza olografica completa del loro tipo.
Comunemente, per spiegare ai bambini il funzionamento dei ponti ologrammi, si era soliti dire che erano un incrocio tra i replicatori e i sistemi di teletrasporto; ecco il motivo per cui l'oggetto avrebbe dovuto interagire
coi buffer del teletrasporto. Un ottimo mezzo di fuga da quel campo di battaglia che era diventata Kell Nor.
Quel che rimaneva da dire, la ragazza lo espresse a voce: - Come vede, vivere per millenni in uno stato di energia quasi pura conferisce poteri inimmaginabili, Bernok. Eppure io non userò la forza per convincerla ad
aiutare me anziché Syndek. Al contrario degli altri, so che in lei c'è più tempra di Klingon di quanto non voglia far sembrare. Io le ho detto ciò di cui aveva realmente bisogno. Bynaus è lontano da Qo'Nos, e non interferiremo mai con gli affari del vostro impero; farà la sua scelta solo per gratitudine e senso dell'onore. - La bambina millenaria lo guardò con lo sguardo aperto e sincero, REALMENTE sincero.
La verità, perché questo era, non era mai stata tanto simile alla menzogna...


Gregorio Baroni/Glinn Aurin Zalak 2431.0412.1

Solo un istante dopo sbarrò gli occhi e le labbra delicate le si incresparono in un moto di sorpresa e di orrore. Lentamente una lunga lama seghettata venne sfilata dalla sua gola squarciata; poi un rivolo di sangue le sgorgò dalle labbra e la ragazzina cadde in avanti senza un gemito.
Bernok osservava come istupidito la mano gelida della bambina ancora stretta alla sua, mentre il corpo esanime gli cadeva tra le braccia. Poi il Klingon scorse una macchia scura agitarsi al limite del suo campo visivo e alzò gli occhi. Proprio in quel momento vide il Glinn Zalak lasciar scivolare a terra la lama bagnata di sangue e incrociare le braccia sul petto.
"Dannazione! Ma cosa...?!?" Bernok non riusciva a capacitarsi.
Aurin Zalak, al contrario, era il ritratto della calma più fredda composta e spietata, mentre appoggiava la fronte alla cresta ossuta del Klingon e fissando i suoi occhi in quelli di Bernok, sibilava:
"Osserva i miei occhi, ambasciatore! Guardali, ho detto!! Non c'è traccia di ansia né paura, nessuna consapevolezza eterna, nessuna vertigine in cui perdersi... Li vedi, Bernok? Nei miei occhi c'è qualcosa di molto più terribile di qualsiasi cosa tu abbia visto in questa stupida ragazzina..."
Zalak strappò con violenza il cadavere dall'abbraccio di Bernok e lo scagliò a terra "Nei miei occhi c'è rabbia, ambasciatore, una rabbia così grande da spaventare persino me!"
Il Glinn distolse lo sguardo e si allontanò di scatto dal Klingon.
"Tu sai cosa significhi perdere la propria identità, ambasciatore? Tu sai cosa significhi vedere la paura negli occhi dei tuoi amici, il terrore nello sguardo di coloro che per te erano come fratelli? Hai una vaga idea di cosa voglia dire non poter avvicinarsi a nessuno, senza che questo indietreggi pensando che tu possa ucciderlo?"
"Io non..."
"Tu non puoi capire, Klingon! Mio padre è morto e sono stati proprio dei cambianti troppo codardi per mostrare il loro volto a ucciderlo! Mio padre è stato tradito dagli stessi compagni in cui lui riponeva la massima fiducia! Ci sono molto modi di uccidere un uomo, ambasciatore, e la morte fisica non è sempre la peggiore. Peggio è perdere l'anima, vivere nella consapevolezza di essere considerato una minaccia e un pericolo. Sapere che qualcuno con la tua stessa faccia si aggira indisturbato, minacciando i tuoi
compagni e ferendo i tuoi amici..."
Zalak sospirò e si passò una mano sulla nuca.
"Mi guardi, ambasciatore: umiliato e deriso, costretto ad andarmene in giro con un collare al collo come il più vile dei cani! Dov'è finito il mio orgoglio, dove il mio prestigio e l'onore con cui servivo Cardassia e il mio
Gul? Non mi rimane più nulla, ambasciatore, nulla se non una rapida vendetta! Estirperò questi bastardi uno alla volta, li prenderò e li torturerò fino allo sfinimento! Come scrisse una volta mia madre nelle sue
Memorie: 'Non c'è rabbia né malizia, solo una rapida cattura... e la promessa di cose orribili a venire!' "


Flavia/Selkat 2431.0410.01

"Che schifo! Ho sempre odiato i morti che si liquefanno...non danno soddisfazione! Bah...meglio raccogliere un campione di questa robaccia prima che sublimi del tutto..."
Selkat prese dal kit medico di emergenza una provetta e, dopo aver indossato gli speciali guanti (temeva che fosse qualche acido a corrodere cosi' il povero ex-Blaapan, e non voleva fare la sua fine...), la riempi' con molta cautela. Dopodiche', creo' nel vicino replicatore un campo di stasi e vi immerse la provetta. Voleva che quel poco rimasto del nausicaano fosse ancora esistente all'arrivo di Rekat e della squadra scientifica...
fatto cio', estrasse il suo tricorder personale, lo configuro' e lo utilizzo' per tutte le possibili analisi ambientali che le vennero in mente. Ormai non si fidava piu' del computer di bordo, preferiva avere una seconda fonte di informazioni.
Stava procedendo quando dal suo comunicatore usci' la voce possente e senza possibilita' di replica del Gul...
"Riunione di tutti gli ufficiali superiori tra 5 minuti!"
'Mai che si possa finire un sopralluogo in pace, su questa stazione! Vabbe', spero solo che non si liquefaccia l'intera prigione prima del mio ritorno...'
"Selkat a Rekat"
"Qui Rekat"
"hai sentito il gentile invito del Gul? Evita pure di venire qui, al massimo manda una squadra, ci vediamo alla riunione, aggiornero' te e gli altri in quella sede"
"Ricevuto..."
E Selkat buona buona si diresse verso la sala riunioni, ormai rassegnata....


Matteo/Gul Sagat 2431.0410

Pie Charts Sagat si stava preparando per la riunione aveva saputo che finalmente il vero Zalak era stato individuato e che lo stavano monitorando con un apparecchio che analizzava il DNA
"Qui Gul Sagat ho deciso di anticipare la riunione abbandonate tutto ciò che state facendo e venite subito in sala tattica!"
Dopo pochi attimi tutti gli ufficiali risposero la prima ad arrivare fu la dottoressa Rekat "Dottoressa le affido un compito voglio che lei mi tenga informato su tutto ciò che accade sulla vicenda Zalak appena sa qualcosa mi
chiami per aggiornarmi"
"Agli ordini mio Gul" Giusto il tempo della piccola conversazione che gli ufficiali iniziarono ad entrare nella sala riunioni "Accomodatevi signori, Zalak piacere di riavervi tra noi" "Sono onorato-Blip-di ricevere
complimenti-Blip-da lei-Blip-mio Gul"Blip Blip
Zalak prese posto nella poltrona del primo ufficiale, attese che tutti si sedettero e iniziò a parlare "Allora Glinn Selkat spieghi bene a tutti cosa è successo al signor Zalak in questi ultimi giorni"


Flavia/Selkat 2431.0410.02

"Cos'e' successo a Zalak...mah, lo sapessi!! Innanzitutto bisogna dire che solo ultimamente la dottoressa Rekat e' riuscita a trovare un metodo -si spera- efficacie per distinguere il vero Zalak dai vari doppioni che saltuariamente abbiamo visto girare per la stazione e far danni. All'inizio queste...pulci, diciamo cosi', si
sono limitati a girare per la stazione interagendo benignamente con l'equipaggio, quasi volessero studiarci, ma negli ultimi giorni le cose sono cambiate. Uno Zalak -voglio sperare NON quello vero!!- ha cercato di avvelenare me, un altro ha eliminato una guardia, un altro ancora ha ucciso un prigioniero e due guardiani...giusto per citare gli episodi piu' salienti. Ci sono stati svariati altri episodi di aggressione, ma sarebbe lungo elencarli tutti. Indubbiamente questi esseri hanno il controllo, o almeno l'accesso, al computer principale, e si servono degli oloemettitori per girare indisturbati per la stazione. Gli ologrammi che li "contengono" si aggiornano ogni tanto per adeguarsi all'aspetto corrente del vero Zalak, per non creare sospetti, e lo mettono momentaneamente fuori uso. preferisco non parlare pubblicamente degli altri indizi che ho raccolto, per ovvie ragioni di sicurezza, in ogni caso non sono importanti per questa riunione.
Ci sono pero' un paio di punti che potremmo chiarire insieme. mi sono chiesta diverse volte come mai questi esseri -veri o olografici che siano- utilizzino solo l'immagine di Zalak e non di altri, e perche' non abbiano mai attentato alla sua vita....Questo forse potrebbe spiegarcelo lei, vero Aurin?"


Gregorio Baroni/Glinn Aurin Zalak 2431.0413.1

Glinn Zalak sorrise beffardo, mentre giocherellava con la scatoletta che aveva al collo.
"Ho avuto a che fare con molti esseri primitivi ma lei, Selkat, li supera tutti! Francamente mi aspettavo un analisi della situazione un po' più lucida da parte di un capo della sicurezza... Lei afferma che le "pulci"
abbiano assunto solo l'aspetto di Zalak eppure il buon Raiden ha disintegrato una copia di quel moccioso di Tarim - nonostante abbiate tutti sperato che fosse l'originale - e lei stessa si è trovata di fronte un cadavere che sembrava quello di Blapaan ma evidentemente non lo era..."
"Da quando in qua si riferisce a se stesso usando la terza persona, Zalak?"
"Hmm?" Aurin inclinò la testa in direzione di Raiden
"Lei ha appena detto 'il corpo di Zalak'. Perché non ha detto 'il mio corpo'?"
"Amico mio, la spiegazione è semplicissima!" tutti si ritrassero spaventati a quella risposta. Non tanto per quello che il Glinn aveva detto ma perché quella frase era uscita dalle zanne bavose di Blapaan, che era apparso nel posto esatto in cui un nanosecondo prima si trovava Zalak!
"Viscida piattola cambiante!" ruggì Selkat, brandendo il disgregatore.
"Io non lo farei..."
"E perché no?"
"Oseresti colpire... te stessa? O uno dei tuoi amici?" il Nausicaano prese a mutar forma vorticosamente: prima era Selkat, poi il Gul, poi Raiden... infine divenne Rekat. "Oseresti colpirmi, Ophir amica mia?"
La mano di Selkat tremava. La novella Rekat si avvicinò ulteriormente a lei e premette il suo petto sulla canna del disgregatore.
"Allora, Ophir?"
"Io... non so..." Selkat stava forse cedendo ma la Rekat che le stava di fronte notò con la coda dell'occhio che sia Raiden che il Gul stavano per farle saltare la testa; così avvolse rapidamente un braccio attorno alla
gola di Selkat e, strappatole il disgregatore di mano, glielo puntò alla tempia.
"Una pessima idea, signori!" mormorò la Rekat con il disgregatore "Bene, adesso credo sia giunto il momento di parlare un po'. Forse vi starete chiedendo perché il collare antipulci non funziona... beh, è semplicissimo!
La vostra scatoletta è troppo complicata: si basa su uno scan genetico quando a me basta imitare l'aspetto del Glinn per ingannarvi tutti, senza preoccuparmi di imitarne necessariamente anche il DNA!"
"Ma allora perché fino ad ora le copie erano geneticamente indistinguibili dall'originale? Io credo che, nel vostro processo di duplicazione, voi riproducete necessariamente l'intero organismo di una persona, struttura genetica inclusa. E' come se, in un certo senso, clonaste quella persona! Dunque com'è possibile che poco fa avessimo davanti un duplicato di Zalak che non faceva scattare l'allarme? O il mio congegno è rotto oppure la tua copia del DNA di Aurin era assolutamente perfetta..."
"Che donna meravigliosa siete, Dott.ssa Rekat! Usare una copia del vostro corpo è per me un grande onore, ma cher!"
"Lasciamo stare questi atteggiamenti da consumato gentiluomo di campagna... Per favore!"
"Come desidera, amica mia. Le risponderò brevemente allora: è vero che noi indossiamo una copia perfetta dell'organismo donatore, compreso il suo DNA, ma come le ho detto per ingannarvi mi basta assumere le sole fattezze del Glinn Zalak. Ecco perché, per sfuggire al controllo del vostro gingillo, ho "clonato" il corpo di un mutaforma e con esso sono diventato capace di assumere l'aspetto di chiunque io voglia o veda, pur mantenendo la struttura interna originaria (e a voi sconosciuta) del cambiante gelatinoso... Semplice e ingegnoso, non trovate?"
La Rekat con il disgregatore scoppiò in una fragorosa risata, in cui sembravano confondersi mille voci. Un attimo dopo la sua testa esplose con uno scoppio assordante e, mentre il cadavere acefalo si accasciava lasciando libera Selkat, apparve all'altra estremità della canna fumante di un fucile-disgregatore il volto pallido e compiaciuto del Glinn Aurin Zalak.
Quello vero!


Flavia/Selkat 2431.0417.1

"Beh, Zalak, la ringrazio di avermi liberata, ma avrei preferito che questo essere non morisse! Avremmo potuto avere qualche risposta..."
[Rekat] "si', a scapito di qualche altra vita innocente! Andiamo, Selkat, la sicurezza prima di tutto!"
[S.] "E' proprio della sicurezza che mi preoccupo! Fino a che non sapremo chi sono questi esseri e cosa vogliono da noi con certezza, non potremo combatterli! Ci sono ancora troppi interrogativi a cui rispondere! Non sappiamo neanche quanti sono a bordo della stazione, e anche il collarino si e' dimostrato inefficacie! Anche se forse mi e' venuta un'idea per bloccare quegli esseri...ho detto "bloccare", non "uccidere"..."
[Sagat]"E sarebbe?"
[Selkat]" non glielo dico ancora per qualche minuto, non vorrei che qualcuno tra voi fosse un 'essere' e prendesse precauzioni..Computer, attivare programma di emergenza Tein3"
[comp]"Attivato con successo"
[Sagat]"Che diamine ha lanciato?"
[Selkat]"Un momento, faccio una prova.."
E sparo' una scarica a potenza 9 sul corpo privo di testa sul pavimento. non si sciolse, ma si divise in pezzettini.
[Rekat] "Che schifo, dovevi proprio?"
[Selkat]"la prudenza non e' mai troppa...ok, pare che funzioni. Ora vi spiego, mi direte se e' una buona idea. Io ritengo che al momento ci siano altri cosi a spasso sulla stazione, sotto forma di cambianti per evitare i Boop. Il programma che ho attivato e' l'evoluzione di un vecchio dispositivo che anni fa i romulani avevano messo a punto per evitare le mutazioni di un cambiante. L'Ordine aveva collaborato alla sua realizzazione,
e quindi i progetti erano a sua disposizione, anche se mai piu' usati .
In sostanza, qualsiasi mutaforma si trovi sulla stazione d'ora in avanti non sara' piu' in grado di mutare la sua forma. E se quei cosi hanno davvero clonato corpi di cambianti, tra un po' di ore avranno qualche serio problema di degenerazione cellulare. E noi dovremmo essere finalmente in grado di tenerli sotto controllo.Per i non mutaforma non cambiera' niente."


Aprile 2001 © CCC