AVVENTURA 2001 (quindicesima parte)
Gregorio Baroni/Glinn Aurin Zalak 2431.0613.1 e Raiden
"E se provassimo qualcosa di diverso, dal
siero della verita'?"
"Per esempio?"
"Che ne dice dello stimolatore neurale a bassa frequenza?"
"E' vietato dalla convenz..."
"Pero' funziona." la interruppe Raiden " e bastano solo 30
secondi, per scaricare tutta la memoria del paziente nel nostro computer. Basta
che le autorita' non lo sappiano."
"Bene, bene, bene... Che cosa abbiamo qui? Un complotto in miniatura?"
una voce beffarda fece voltare contemporaneamente i tre ufficiali verso la porta
dell'infermeria. Il Glinn Aurin Zalak, le mani intrecciate in grembo, li
osservava divertito, appoggiato a una paratia.
Raiden si aspettava l'ingresso del Glinn, adesso doveva solo recitare la parte dello stupido ingenuo.
"Signore, noi..."
Zalak lo interruppe con un gesto stanco della mano.
"Galt Raiden, lei è così sciocco e ingenuo..." un sorriso si
allargò sulle labbra del Glinn
Raiden pensava che avesse usato "stupido e ingenuo"...vabbe' non poteva mica prevedere tutto alla perfezione...
"Com'era la sua frase? Ah, sì... 'Se volevo essere trovato, lo avreste fatto... Magistrale! Davvero magistrale! Purtroppo però, lei non è l'eroe di qualche storia del mistero e sono addolorato nel comunicarle che, sebbene Glinn Selkat non ci abbia pensato, i sensori interni della stazione hanno tracciato i suoi spostamenti in ogni momento!"
"Come se non lo sapessi" penso' Raiden, "sono io che li controllo, se non ti sei ancora reso conto di questo!"
Zalak si prese una bella pausa ad effetto. In
fondo anche lui amava le entrate scenografiche ed era per questo che provava un
oscuro godimento ogni volta che poteva infliggere qualche stoccata al buon
Raiden... D'altronde, come dice il detto, due arvicole non possono stare nello
stesso condotto!
"Signori, vi assicuro che non ci sarà bisogno di infrangere alcuna
convenzione, perchè quello stimolatore non sarà mai utilizzato! Siamo
Cardassiani e francamente trovo abbastanza fastidioso che lei, Galt Raiden,
abbia tentato di scavalcare la catena di comando trascinando nella sua stupida
alzata d'ingegno due ufficiali anziani. Mi vedrò costretto a prendere
provvedimenti; non contro contro Glinn Selkat o la Dott.ssa Rekat ovviamente, il
cui unico errore è stato quello di starla ad ascoltare, ma contro di lei! E
adesso si ritiri nel suo alloggio, Raiden, e cerchi di finire il suo lavoro di
"purga" del sistema!"
"Io non..."
"Adesso!"
Raiden scoccò al Glinn un'occhiata che avrebbe incenerito un mastodonte
rizeliano, ma Zalak si limitò a inclinare la testa con fare interrogativo
finchè il Galt non uscì dalla stanza.
"Ottimo!" disse tra se e se Raiden
"adesso l'interrogatorio non e' piu' affar mio"
"...e adesso ho del lavoro da fare, ma non solo quello che pensa il
Glinn..." e con un mezzo sorriso si avvio' verso il proprio alloggio.
Poi si avvicinò al bioletto del Trpliano e fece
volare le dita sottili sul display, disattivando il campo di contenimento. Prtfl
accennò ad alzarsi ma Glinn Zalak serrò la sua gola in una morsa e gli
bisbigliò nell'orecchio: "Adesso noi due faremo una lunga chiacchierata,
soggetto B, e ti auguro vivamente che la tua storiella corrisponda a
verità..." Aurin si voltò verso il Capo della Sicurezza, con
un'espressione che non ammetteva obiezioni "Glinn Selkat, prepari la camera
per l'interrogatorio! E si preoccupi di prelevare dal soggetto una ciocca di
capelli e un molare per l'archiviazione." Selkat sembrava contrariata e
stupita, ma obbedì all'ordine con un cenno del capo, la Dott.ssa Rekat tentò
di obiettare ma un occhiataccia del Glinn la fece desistere. Zalak ributtò
indietro la testa di Prtfl e, lisciandosi la tunica, sorrise al
"prigioniero": "Non essere turbato, soggetto B, adesso la tua
coscienza è in tumulto per aver complottato contro l'Unione ma noi ti aiuteremo
a stare meglio... la confessione è un bene per l'anima!"
Due guardie armate trascinarono il povero Prtfl giù dal lettino, mentre le
porte dell'Infermeria si richiudevano dietro la veste svolazzante del Glinn.
Matteo/Gul Sagat
*Una spia a bordo, ma perchè diamine capitano
tutte a me!* Con un gesto di stizza Sagat, scagliò un pugno contro la statuetta
raffigurante il Dio cardassiano della guerra *Perdonami!* Sagat si preparò per
l'interrogatorio.
*A questo gliela faccio pagare* prese dal suo cassetto uno stimolatore neurale a
induzione elettrica, era un'arma di suo nonno che utilizzava ai tempi
dell'occupazione di Bajor come strumento di tortura. Inseritolo nella tasca
Sagat uscì dirigendosi verso la sala interrogatorio, una volta arrivato lì
vide Zalak e il prigioniero che era immobilizzato su una sedia.
"Salve Zalak"
"Salve Gul" poi si diresse verso lo spione "Io sono Gul Sagat,
comandante di questa base, adesso dimmi la verità se non vuoi che la tua breve
e inutile vita finisca in questa stanza!"
"Ehm io sono venuto per completare una ricerca non volevo far niente di
mal..."
"Risposta sbagliata!"Con lo stupore di tutti Sagat sferrò al povero
malcapitato un gancio destro da fargli perdere i sensi, si girò vide
l'espressione di Zalak alquanto perplessa "Aurin scusami, è che non
finiscono mai i problemi e lo stress ha preso il controllo di me"
Gregorio Baroni/Glinn Aurin
Zalak 2431.0621.1
Zalak era abbastanza contrariato dalla rozzezza dell'approccio del Gul,
ma ancora di più lo preoccupava il fatto che arrivasse a chiedergli scusa
davanti a Selkat e Rekat. Il Glinn non era comunque tanto sciocco da lasciarsi
sfuggire un'occasione così ghiotta e non fece nulla per
dissimulare il fatto che il Gul lo teneva evidentemente in gran conto.
Selkat friggeva...
"Non c'è alcun problema, mio Gul. Come ufficiale più alto in grado è suo
privilegio condurre l'interrogatorio nel modo che preferisce..."
Aurin chinò leggermente il capo, invitando silenziosamente Sagat a proseguire.
Se Aurin aveva ragione, il Gul si sarebbe fatto da parte...
Matteo/Gul Sagat
"Adesso vada avanti lei con
l'interrogatorio io starò qui ad aspettare, e se gli dà problemi gli dia una
bella scarica"
Sagat porse al suo n°1 l'arma e poi si sedette su di una poltrona.
^Dottoressa Rekat venga subito nella sala interrogatorio 2 ho bisogno di un
calmante lo stress ha preso il sopravvento"
Gregorio Baroni/Glinn Aurin
Zalak 2431.0621.1
"Confido che non ve ne sarà alcun bisogno... vero, soggetto
B?"
Il Glinn appoggiò lo strumento del Gul insieme agli altri sul vassoio di
metallo, seguendo con lo sguardo Sagat che si accomodava su una poltrona e
sussurrava qualcosa alla dottoressa.
Zalak aveva deciso di condurre l'interrogatorio
"à la mode de Madred" e così il B penzolava al centro della stanza,
con i polsi stretti saldamente a una corda fissata al soffitto. Il Glinn aveva
stancamente acconsentito a che il B non venisse privato della corta vestaglia da
infermeria con la quale la Dott.ssa lo aveva pietosamente ricoperto prima che lo
trascinassero via...
Con passi lenti e misurati il Glinn aggirò la scrivania e si lasciò cadere
nella poltroncina di pelle uman... ehm, sintetica! Dopo aver gettato una rapida
occhiata agli astanti, fece volare le dita sottili su una console e la stanza
piombò nell'oscurità più totale ad eccezione del cono di luce proiettato da
quattro potenti riflettori alle sue spalle. Il B strizzò dolorosamente gli
occhi. Il sorriso compiaciuto di Zalak si trasformò in una smorfia amara
quando, sulle labbra increspate di Glinn Selkat, lesse le parole 'Che noia!
Tutto già visto...' Aurin decise saggiamente di ignorarla.
"Molto bene, Prtfl, prima di cominciare vorrei assicurarmi che lei sia a
suo agio. Le corde sono troppo strette? Accusa qualche fastidio o vuole
comunicarmi qualche malattia di cui dovrei essere a conoscenza? Lei mi
perdonerà se sono noioso ma vede... è la prassi."
Prtfl oscillava a pochi centimetri dal pavimento, gli occhi sbarrati per la
paura, senza emettere un suono.
"Non sia spaventato! Se lei mi dirà tutto ciò che voglio sapere, non ci
sarà alcun motivo per cui io debba essere sgarbato. Allora...?"
"Che... che cosa...vu...?"
"Che cosa voglio sapere? Beh, è semplicissimo! Chi è lei, da quale
pianeta proviene, in quale sistema, di quale quadrante? Perchè è qui? Ce ne
sono altri come lei?" Zalak dispose le dita a cuspide e si sporse sulla
scrivania, gli occhi ridotti a due fessure.
"Io... io ho già detto tutto alla dottoressa! Lei sa già tutto!"
"Quello che sa la Dott.ssa, lo so anch'io! Ma ciò non toglie che lei abbia
deliberatamente mentito! Lei è un cospiratore contro l'Unione Cardassiana e
come tale sarà processato e condannato! Ma noi non siamo dei barbari e io le
offro la possibilità di liberare la sua coscienza dal tormento in cui il suo
scellerato delitto l'attanaglia. Io le offro la possibilità di morire in pace
con se stesso... Non sia precipitoso, soggetto B, non liquidi così la mia
offerta perchè questo è il dono più grande che d'ora in poi potrà
ricevere!"
"Io esigo di essere trattato con la dignità e il rispetto dovuti a un
delegato trpliano. Io non ammetto..."
"Basta così!" Zalak urlò seccamente quell'ordine, sbattendo la mano
sul tavolo. Poi si alzò in piedi e lentamente, molto lentamente, arrivò
davanti a Prtfl. Con un gesto fluido del braccio abbrancò una ciocca di capelli
sulla nuca dell'alieno e strattonò violentemente all'indietro. Con un grido di
dolore, il prigioniero fu costretto a fissare gli occhi in quelli del Glinn.
"Tu non sei nella posizione di esigere niente..." Zalak sussurrava le
parole con cattiveria "tu non sei niente! Non un delegato, non un
prigioniero, non un individuo... d'ora in avanti tu sarai soltanto B! Una sigla,
una lettera persa tra le altre mille lettere di coloro che hanno osato sfidare
l'Unione e sono stati presto dimenticati! La tua carne e le tue ossa saranno
presto consumate e putrefatte, ogni ricordo di ciò che eri in vita presto
svanirà dalle menti di tutti e allora... cosa ti resterà? Nulla, se non la
consapevolezza del pentimento e la confortante certezza di aver sgravato la tua
coscienza dal fardello della colpa, confessando i tuoi crimini e aiutando
l'Unione a sconfiggere i suoi nemici!"
"Io non sono una sigla, io sono Prtfl figlio di Xu..."
"No! Sono io a decidere se tu vivi o muori. Sono io a decidere il tuo grado
di utilità. Ma soprattutto... sono io a decidere cosa sei, B!"
Con un cenno brusco del capo, il Glinn richiamò l'attenzione di una guardia che
si affrettò a porgergli un lungo bastone istoriato. Zalak se lo rigirò tra le
mani, ammirando l'incredibile complessità dell'intarsio e facendo scorrere le
dita sulla superficie levigata e fredda; poi una rapida torsione del polso fece
scattare le lame nascoste alla sua estremità, e la punta del bastone cominciò
a crepitare di scariche elettriche basso voltaggio. Il Glinn fece ondeggiare
minacciosamente il bastone a poche centimetri dal petto nudo di Prtfl.
"Sai cos'è questo, B? Questo è un bastone del dolore klingon risalente ai
tempi di Korgan il Sanguinario: un oggetto invero antico, e di squisita fattura!
Naturalmente il buon Rokugan ha acconsentito a 'straziare' il design originale,
apportando qualche miglioria!"
Prtfl sbarrò gli occhi. Ancora di più, se ciò era possibile...
"Lei non può... Aaaaaaaagggghh!!!" la testa dell'alieno ricadde
pesantemente sul torace bruciacchiato e scosso dagli ansiti. Zalak allontanò
l'arma.
"Non vuoi proprio collaborare, B! Ma io ho il preciso obbligo morale di
convincerti a pentirti dei tuoi crimini, la mia coscienza mi impedisce di
lasciarti morire senza il benefico della confessione. Libera la tua anima, B...
Confessa!" Il Glinn assestò un'altra pesante scarica al Trpliano.
"Ghhhhhh!!! Anf... anf..."
"Molto bene! Sono curioso di sapere perchè sei così ostinato e
pervicace..."
Aurin appoggiò il bastone al muro e si sedette nuovamente dietro la scrivania
"Che cosa ti impedisce di crollare, mh?"
"Lei non può farmi del male!"
"Ah!" Zalak non trattenne un moto di scherno.
"Lei non può farmi del male, perchè la Dott.ssa Rekat glielo impedirà! E
anche l'altra femmina che stava con lei!" Prtfl quasi vomitò quelle parole
con rabbia.
Zalak abbozzò una risata stanca e priva di entusiasmo.
"La femmina cui ti riferisci è il Capo della Sicurezza di questa stazione
e... beh, sono costernato di doverti comunicare che la Dott.ssa Rekat ha
personalmente concesso la sua autorizzazione a questo interrogatorio!"
Aurin si versò una tazza di the dal termos sulla scrivania.
"Sembri dispiaciuto, B, o forse è incredulità? Non avrai veramente
pensato che le sue attente e puntuali cure fossero qualcosa di più che
scrupolosi esami volti a evitare che tu decedessi durante l'interrogatorio!
Perchè credi che ti abbiamo trattenuto così a lungo in infermeria? Per
nessun'altra ragione che la necessaria autorizzazione dell'Ufficiale Medico Capo
a sottoporti a tutto questo. Non sei stato così sciocco da confondere la sua
doverosa sollecitudine con l'affetto, vero B? Non sei stato così sciocco da
pensare che a qualcuno importi di te, mh?"
Prtfl si rifiutava ostinatamente di rispondere ma la sua testa ciondolava inerte
sul petto, gli occhi fissi a terra. Mentre avvicinava la tazza fumante alle
labbra, Zalak fece un gesto con la mano libera e due guardie si appressarono al
prigioniero. Lentamente estrassero due lunghi coltelli e, sotto lo sguardo
impassibile del Glinn, praticarono due profonde incisioni sulla pelle di Prtfl.
Il sangue cominciò ad affiorare sui due lungi tagli paralleli che correvano
dalle caviglie fino al collo, e poi su sulle guance e sotto gli occhi. Le lame
erano così affilate che Prtfl non avvertì nulla più che un formicolio ma una
rapida occhiata al Glinn gli confermò che l'orrore non era finito...
Con fredda compostezza, quasi con indolenza, Aurin estrasse da un cassetto una
piccola scatola bruna. Sollevato con cura il coperchio, catturò con delle pinze
sottili un paio delle viscide creature che vi si contorcevano dentro.
"Saprofagi cherelliani!" spiegò Zalak "I nativi li chiamano
'diavoli delle sabbie' o anche 'divoratori di occhi'... Sono bestiole
estremamente voraci e coriacee, per quanto piccole! Si nutrono principalmente di
organismi in decomposizione e pare abbiano una particolare predilezione per i
bulbi oculari delle carogne che infestano. I nativi giurano che il loro morso è
davvero doloroso e, anche se normalmente non attaccano organismi vivi, il sapore
del sangue li fa letteralmente impazzire! Ora, non so se quell'icore bluastro è
sangue ma, se lo è, ti assicuro che nel giro di mezz'ora questi animaletti
risaliranno quei tagli a partire dalle caviglie e ti mangeranno gli occhi! Le
domande non cambiano, B, rispondi e forse vedrai un'altra alba...!"
Senza attendere una risposta, anche perchè il povero Trpl era pallido e sudato
e tremava dalla testa ai piedi, Zalak applicò con cura meticolosa i due
affamati saprofagi sui tagli insanguinati e li osservò strisciare lentamente
lungo la gamba. Aurin abbozzò un sorriso e scosse divertito la testa, poi si
avviò a larghi passi verso l'uscita sfiorando Prtfl con i lembi svolazzanti
della veste nera. Prima di uscire rivolse un'occhiata a Selkat e invitò gli
altri a seguirlo di fuori. Le guardie si appostarono ai lati della porta e il
Gul accompagnò il Glinn nel corridoio, apparentemente desideroso di conferire
con lui. Nel silenzio della sala-interrogatori, rotto soltanto dal disgustoso
schioccante rumore di due viscidi parassiti, rimasero a fronteggiarsi solo
Selkat, Rekat e lo spaurito Prtfl...
Renata/dr. Rekat 2431.0621.01
Il dottore si avvio' sconsolatamente verso la sala delle torture, dopo aver controllato il contenuto della valigetta.
La situazione, abbastanza insolita per la
stazione, la portava a riflettere sul suo passato e sulle conseguenze che non
avrebbero mai smesso di derivarne...
-Una tortura! Una tortura in piena regola! Abbiamo un primo contatto con una
nuova popolazione di un nuovo quadrante e zacchete! Chef! una tortura "a la
cardassienne" espresso al tavolo quindici! Io non dico di abboccare come
pesciolini alla storia della tesi di laurea, ma qualcosa di meno violento, di
meno intrusivo, di piu' diplomatico, di meno.. di meno... di meno
"cardassiano", ecco!
Appena ebbe messo piede nella sala si arresto' sbigottita, udendo le frasi di Glinn Zalak che la descrivevano come una perfetta "aiuto-torturatrice" agli occhi di Prtfl. Stava per interloquire sdegnosamente quando ebbe la netta impressione che una lampadina si accendesse nel suo cervello: -Certo, che idiota, un trucchetto vecchio come il mondo, proprio vero che non sono portata per la politica.. ho i riflessi di un bisonte esapode!
Zalak stava uscendo, sbattendo la porta e senza salutare. Selkat si slanciò sul prigioniero.
- Ophir, mi hai salvato la vita!- bisbiglio' la dottoressa all'orecchio del capo della sicurezza, poi cominci' a disnfettare rapidamente tagli e bruciature, somministrando nel contempo un discreto analgesico al Trpliano.
Flavia/Selkat 2431.0626.1
Selkat attese che la porta si richiudesse dietro
Zalak e Sagat, poi si avvicino' al terrorizzato Prtfl e lo libero'
dall'intrusione delle orribili creature che lo stavano divorando vivo.
Anche Rekat si avvicino' :"Posso?"
"Certo. E' tutto tuo"
La dottoressa curo' alla meglio le ferite del malcapitato, che pensando di
trovarsi di fronte un mostro crudele cercava con tutte le sue deboli forze di
divincolarsi, ma ovviamente i risultati furono nulli.
Selkat lo lascio' in pace qualche minuto, affinche' potesse calmarsi e
riprendere le forze, poi imposto' la voce nel modo piu' suadente di cui era
capace e inizio':
"Mi dispiace per questo trattamento poco ortodosso, ma i miei superiori non
sono certo dei maestri nell'arte diplomatica. Ma d'altronde lei ha studiato a
fondo la razza cardassiana, giusto? Dovrebbe sapere come siamo fatti....Ma forse
e' colpa nostra...la dottoressa si e' mostrata troppo .... "umana"....
con lei, sa, i dottori sono sempre molto comprensivi. E io sono cresciuta in
mezzo a creature filantropiche. Le abbiamo dato un'errata visione della natura
cardassiana.
A parte noi due - e sottolineo' queste parole asciugando personalmente e con
grande cura il sudore che ancora grondava abbondantemente dalla fronte di Prtfl
- sulla stazione non trovera' altre persone gentili e disposte ad aiutarla. Le
consiglio di fidarsi di noi, di essere sincero..."
"Ma io lo sono stato!!! Vi ho detto la verita'!!!"
"Su, Prtfl, non insista. Con questo suo atteggiamento ha fatto arrabbiare
molto il nostro primo ufficiale. Le ho detto che non approvo i suoi metodi, ma
non aveva certo torto a non fidarsi di lei."
"Ma come...? Io.....Io...."
Selkat non abbandono' il suo tono mellifluo, ma fisso' il suo sguardo penetrante
negli occhi dell'appeso.
"Lei ci ha mentito, ho controllato e non esiste alcun pianeta
corrispondente alla descrizione che ci ha fatto. E poi....." fece una lunga
pausa ad effetto "....e poi in qualche modo lei ha schermato le onde
neurali per impedirci di analizzarle e capire se stava o no mentendo. Non e'
bello da parte sua.
Capisce che con queste premesse delle persone rozze e poco pazienti come il
nostro primo ufficiale possano alterarsi...."
Altra lunga pausa
"Tra pochi minuti Zalak riprendera' l'interrogatorio. Se ha qualcosa da
dire prima....."
Prtfl la fisso' dubbioso, si vedeva che era combattuto. Fidarsi o no? Essere
ancora torturato?
Dopo qualche minuto Selkat decise di accelerare i tempi; si diresse verso la
porta.
"Dottoressa, quando torna Zalak gli dica che seguiro' l'interrogatorio dal
mio ufficio, ho del lavoro da sbrigare"
"Aspetti!!!" era quello che aspettava, Prtfl aveva ceduto. Doveva
ricordarsi di complimentarsi con Zalak...
"Le diro' tutto, ma tenga quel ....quel....mostro....lontano da me"
"Dipendera' da lei, se collaborera' con noi senza bisogno di
ulteriori...stimoli..."
"Non pensavo che questi corpi fossero tanto fragili e che il dolore fisico
fosse cosi' insopportabile! Io vengo davvero dal pianeta Trpl, ma ovviamente non
e' dove le ho detto. La mia razza e' stata colonizzata secoli fa da entita' che
voi conoscete come Lemuri. Siamo riusciti 50 anni fa a scacciarli, ma ora senza
di loro non riusciamo a sopravivere. Sarebbe lungo spiegarvi il perche'. Per ora
vi basti sapere che io ero venuto qui per catturare un esemplare della vostra
razza e portarlo con me sul mio pianeta per studiarlo. Non avreste dovuto
accorgervene."
"Interessante, come storia. Ma credo debba dimostrarci che stavolta e' la
verita'. E poi ci deve dire che cosa ha fatto di Fellony."
Renata/dr. Rekat 2431.0902.01
Prtfl, intanto, cominciava a cambiare la sua versione....
... e non solo la versione! Con un teatrale
sbuffo di fumo l' immagine del povero Fellony-Prtfl svani' per lasciare il posto
ad un volto che, sebbene familiare alla Flotta Stellare di cinquant'anni prima,
nessuno, su una nave o un'installazione spaziale Cardassiana aveva ancora mai
visto... Q! Per essere esatti, il Q originale, quello conosciuto dall'equipaggio
dell'Enterprise D durante la sua prima
missione a Far Point, completamente agghindato in una elegantissima mise da
Arconte.
- "Allarme rosso!" si lascio' sfuggire
fra i denti la dottoressa in tono mezzo perplesso e mezzo stupefatto.
- "Q!" proruppe una sconcertata Selkat. -"Sicurezz.."
- Ferme, mie belle signore! Non vorrete che trasformi il vostro contingente di
sicurezza in un'infestazione di arvicole, che sono tanto antipatiche da
debellare... Piuttosto, lasciate che vi offra un piccolo omaggio...
Improvvisamente, mentre Q parlava, due enormi e lievemente grotteschi bouquet di antiche orchidee terrestri apparvero al posto del phaser di Selkat e del tricorder medico del dottore.
- Mie care signore, vi starete domandando lo
scopo della mia visita a questa infernale stazione: ebbene, non crederete che
gli umani siano l'unica specie che il continuum sorveglia da vicino! Voi
Cardassiani siete, come dire, primitivi in un modo assolutamente affascinante.
E' in corso una specie di scommessa nel continuum: c'e' chi dice che il vostro
gusto per la violenza e la tortura vi impedira' qualunque progresso e quindi
vorrebbe eliminarvi immediatamente come specie
infestante e nociva, e chi sostiene che dicevamo la stessa cosa degli umani, che
pero' ci hanno dimostrato di avere qualche possibilita'...
A giudicare dalla prima accoglienza che mi avete riservato questa seconda
opinione avra' avuto dei seri contraccolpi... Torture, sospetti, crudelta'
gratuite, violenze immotivate... tutto il classico
repertorio: bravissimi! Veri stereotipi di Cardassiani! Pero', voi due... voi
due rischiate di far ritardare l'operazione. Vi siete comportate in uno strano
modo, per essere della vostra specie: avete lasciato spazio a quei primi vagiti
dell'intelligenza che sono la curiosita' scientifica e un qualche
elementare tentativo di riflettere prima di agire: infantile, ma non
completamente bestiale... ci tocchera' darvi tempo e tenervi sotto stretta
osservazione... che noia! Bene bene bene... vogliate gradire un piccolo regalo
di commiato.
Un altro sbuffo di fumo colorato e al posto dell'indisponente presenza che aveva occupato la sala fino a quel momento fecero la loro apparizione due enormi scatole di canditi e cioccolatini Andoriani e un cestino contenente due cuccioli di sehlat con un fiocco rosa al collo.
- Ophir! Questo e' troppo!
- Facciamo rapporto, Trelia?
- Si, ma prima ho bisogno di una enorme tazza di caffe' terrestre, nero, caldo e
dolce. Il brandy e' nel terzo sportello da sinistra, in infermeria, vicino ai
ricostituenti.
Adriano/Bernok 2431.0620.01
...la degenza era stata più breve del previsto.
Nonostante fosse conciato peggio che uno K'Tinga dopo la battaglia di Pogota, la
fisiologia Klingon si era dimostrata resistente anche a danni più gravi di un
colpo in testa...certo, c'erano stati quegli esami, per stabilire se
un'influenza aliena aveva davvero preso possesso di lui (sacro Kahless, che
brutta maniera di esprimere il concetto!), come aveva detto Zalak per salvargli
"la faccia", che gli avevano occupato un po' di tempo...solo un po'
per fortuna.
Le analisi erano riuscite a dimostrare che il cervello di Bernok aveva subito
davvero delle mutazioni... niente di particolare, niente che in realtà
riuscisse a peggiorare o nemmeno, purtroppo, a migliorare l'ambasciatore...si
trattava perlopiù di un aumento anomalo dei collegamenti tra neuroni,
leggermente sopra la media; corrispondente, forse, al formarsi di nuove tracce
mnestiche in tempi ultrabrevi, trasformazione indotta presumibilmente in maniera
artificiale.
Abbastanza potenzialmente pericoloso per scagionarlo, abbastanza apparentemente
innocuo per permettergli di andarsene e girare per la Stazione . Con tutti quei
Gusci interessanti da seviziar... studiare, il suo semplice e tutto sommato
banale caso era stato liquidato abbastanza in fretta, con la possibilità di
riaprirlo in tempi più tranquilli.
Bernok credeva di sapere quale fosse il significato di quella manipolazione
cerebrale: l'Antico gli aveva fornito le conoscenze necessarie per usare quel
cristallo con un solo gesto, il giorno del loro incontro, e queste erano rimaste
lì, come le impronte digitali di un bambino nel Pongo... conoscenze inutili,
ora...forse... "farà la sua scelta solo per gratitudine e senso dell'onore.".
La ragazzina-Antico l'aveva lasciato con queste parole, prima che Zalak la
sbudellasse. Atto prontamente replicato da Bernok con il Saarna-Antico, cosa che
certo non avrebbe reso apprezzabile nuovamente la sua compagnia alla secolare
entità, ma...
Si trovava sulla Passeggiata, davanti all'alloggio che cercava. Tutti sapevano
dove abitava Hermione.Ci aveva messo qualche tempo a ritrovare la tizia nella
cui tasca - con grande presenza di spirito, bisogna ammetterlo - aveva fatto
scivolare la Matrice Cristallina di Memoria quando la massiccia figura del falso
Saarna si era erta davanti a lui. La donna era fuggita via in fretta, e il
combattimento l'aveva, diciamo, distratto da approfondite indagini fisionomiche,
ma alla fine l'aveva riconosciuta e ritrovata...
Era una ex-ragazza Dabo, tanto ex-Dabo quanto ex-ragazza, in un certo senso,
dato che gli anni avevano esatto il loro amaro tributo davvero brutalmente, e
ora la leggiadra e diafana Hermione assomigliava ad un Dugongo Cenobitano. Non
che assieme alla bellezza non se ne fosse andata anche la lucidità della
gioventù. Al bar di Paldok era una presenza nota: arrivava, salutava Atrus,
sbrodolava un po' sul bancone, ruttava, si lamentava perchè non gli portavano
il Rokassa che non aveva ordinato e tornava a casa barcollando e urtando qualche
avventore qua e là con il posteriore. Quando era a casa, si accasciava su una
poltrona, protestava perchè non passavano mai un programma decente sul
replicatore dell'alloggio, poi si addormentava per le rimanenti ventitre ore
della giornata, russando rumorosamente. In merito a questo c'era anche un
simpatico aneddoto: poco tempo prima del trambusto, un forestiero Atlanteano che
aveva incontrato lì mentre faceva la quotidiana camminata digestiva, dopo aver
tormentato Zalak, s'intende, gli aveva chiesto se non era pericoloso tenere in
mezzo alla Passeggiata un Generatore Transfasico di quelle dimensioni ...
Il pavimento vibrava sotto i suoi piedi; come al solito la vecchia aveva
scordato di chiudere la porta (non che nessuno avesse più motivo di infilarsi
nel suo alloggio ormai), e come al solito ronfava di gusto.
Bernok ringraziò ancora una volta Kahless per aver infilato fortunosamente
nella tasca di una con i bioritmi di un dinosauro l'MCM e si mise a frugare
nella stanza, senza che fosse nemmeno necessario essere troppo silenziosi,
grazie alla copertura del "Rombo di Tuono"...
Dunque...qui c'è una guepierre sexy, qui ombretti e trucchi vari, qui un
reggiseno fine, bordeaux, con delle papaline come quelle dei tappeti sulle
punte...Hermione non aveva molto, ma quello che aveva era
decisamente...inadatto. Ad un certo punto, in uno scatolino unto e bisunto pieno
di bigiotteria replicata, eccolo! Bernok prese l'MCM e se ne uscì dalla
casetta.
La gente fuori, sulla Passeggiata, lo guardò con tanto d'occhi sgranati.
Ci fu anche qualche generico "Che schifo" proveniente da chissà dove.
Con la fama dongiovannesca infangata, Bernok si diresse verso la sala
teletrasporto più vicina...
Entrare nella sala teletrasporto 2 non fu poi
tanto complicato. Con Fellony fuori dai piedi per chissà quale arcano, il
Klingon non ebbe a fare troppa fatica a convincere il solerte, ma gracile,
guardiamarina del turno di sorveglianza.
"Ho il beneplacito del Primo Ufficiale Zalak." In un certo senso era
vero.
Zalak gli aveva fatto una buona pubblicità, ultimamente (e ora che l'aveva
pensato, non faceva fatica a crederlo, gli avrebbe stoccato una bella pugnalata
alle spalle da un momento all'altro, come al solito. La prima cosa che avrebbe
fatto a faccenda risolta sarebbe stato tornare alle sue stanze a controllare la
salute di Peg'Hich).
"Prego, Signore, entri pure."
"Avrei bisogno di un po' di solitudine, Guardiamarina," sottovoce
" ...missione antiguscio..."
Il Guardiamarina rispose con aria furba e caparbia "Sissignor Ambasciatore,
agli ordini!"
Mentre se ne andava, Bernok lo saluto con la mano a pugno e il pollice alzato, e
un sorriso a 360 gradi in volto, in una di quelle pose che tanto piacciono ai
Gggiovani.
"Per gratitudine, per gratitudine...Tempra Klingon..." le parole gli
rimbombavano pressanti nella testa; poi, mentre stava trafficando con i buffer
come gli aveva "insegnato" l'Antico, le parole non furono più
prodotte dalla SUA mente: "Bene, Bernok, sapevo che potevo contare
sull'onore Klingon, sul suo onore...quando ha accoltellato il mio guscio
cominciavo a disperare, quando avete svelato la mia esistenza agli altri
Ufficiali mi sono adirato, ma adesso capisco i suoi piani...mi rimangono pochi
Gusci, ormai, ma il controllo della Stazione e mio, e non mi possono trovare se
io non voglio... Lei sa come conquistarsi la fiducia degli altri, e facendolo si
è assicurato di poter agire liberamente ora...Ahhh, chissà che grazie a lei i
Klingon non possano avere una parte di riguardo nel nuovo grande Disegno, nel
Nuovo Impero Lem..."
"Fatto." Non avendo prestata troppa attenzione al discorso del Lemuri,
Bernok era riuscito a portare a termine in fretta il suo lavoro. Il
trasferimento di memoria durò appena due secondi.
Nella sua mente si fece il silenzio, poi la vocetta interiore ricominciò a
parlare come prima, ma non diceva le stesse cose: "Lei sa come conquistarsi
la fiducia, lei sa...".
Ora avrebbe dovuto spedire verso Bynaus l'MCM attraverso il teletrasporto...
"Fiducia, lei sa...". Tirò fuori il cristallo dal buffer. Un rifugio,
un mezzo di trasporto. Ma anche una prigione. Oh, beh, chissà se si sarebbe
divertito il capo Ingegnere Raiden con il suo nuovo giocattolo?
"QUESTA è la Gratitudine di Bernok, Lemuri.". Il pensiero volò alla
maniera in cui aveva dimostrato la sua Gratitudine a re Wule, anni prima, mentre
si dirigeva agli alloggi di Galt Raiden...
Settembre 2001 © CCC