AVVENTURA 2001 (terza parte)
>Il
Gul si sedette sulla sua poltrona privata, e iniziò a parlare al suo
>equipaggio
"Signori e signore innanzitutto complimenti per aver sistemato il
>disastro
che stava avvenendo in ingegneria, e un buona fortuna da parte mia
>per
la missione che vi sto per dare, vorrei comunicarvi che in forma privata
>ho
parlato con Glinn Selkat per scoprire il colpevole, anche voi dovrete
>partecipare
alla ricerca più si è meglio è, come seconda cosa n°1 nessuno mi
>pare
che gli abbia dato l'autorizzazione per parlare con un suo parente e
>avvisarli
dei Jem'Hadar, il signor Damar mi ha avvertito di ciò, quindi la
>prossima
volta che a qualcuno gli salta in mente di chiamare mamma e papà me
>lo
faccia sapere chiaro! Poi ho già richiesto dell'arrivo di 7 navi di
>classe
Galor e l'aiuto della Federazione con l'invio anche loro di una
>decina
di nave miste tra Galaxy, Sovereign e Nebula quindi non credo che i
>Jem'Hadar
abbiano vita facile, gli aiuti dovrebbero intercettare a momenti i
>Jem'Hadar
e se vogliono rimanere vivi sarà meglio per loro che facciano
>marcia
indietro. - Sagat stette un attimo zitto per fissare le espressioni dei
>suoi
ufficiali.
>"Guardiamarina
Glok, dopo una lunga meditazione le concedo la licenza,
>anche
se ero contrario visto che lei come me è appena arrivato"
>[G]"Grazie
Signore!"
>E
venne il turno del n°1-"N°1 è
>già
stato avvisato ne combini un altra così e la spedisco a lavorare su un
>cargo!
>Selkat
stava osservando i vari ufficiali in sala riunioni, quando le
>venne
un'idea: perche' doveva perdere tempo a indagare su ogni ufficiale, chiedere
>informazioni
su cosa avevano fatto e scoperto fino ad allora singolarmente, quando li aveva
>tutti
li' a portata di mano? E poi di molti di essi non si era ancora fatta un'idea
>precisa,
quella poteva essere una buona occasione....
>Quindi
prese il coraggio a due mani:
>"Avrei
delle domande da farvi".
>Si
voltarono tutti e guardarono non tanto l'ufficiale della sicurezza, di cui
>molti
probabilmente pensavano che era pazza, o che nascondeva qualcosa (i
>Cardassiani
sono un pochetto paranoici....), quanto il Gul, che inarco' la cresta e
>fulmino'
Selkat con uno sguardo che lei sostenne anche se le tremavano le gambe, ma che
dopo
>qualche
interminabile secondo proferi' la sentenza :"Accordato, chieda pure
>cosa
vuole, ma la prossima volta mi informi prima!"
>Selkat
inizio' :"Grazie a tutti per la collaborazione.
>Prima
di tutto vorrei che ognuno di voi, specialmente i nuovi arrivati, mi
>illustrassero
brevemente la loro storia passata e l'idea che si sono fatti di quanto
>avvenuto
finora".
Alberto/Raiden
2431.2501.01
"Ho
eseguito un analisi dell'incidente al reattore" disse Raiden con voce
soffusa,
ma che tutti percepirono molto bene. Il Gul noto' che non gli
aveva
chiesto il permesso di parlare.
"...non
mi soffermo sui dettagli tecnici, cmq vi posso assicurare che e'
stato
un sabotaggio, e anche fatto molto bene: e' stata messa una piccola
microcarica
al trilitio, direttamente sotto la camera di ricombinazione.
Chi
l'ha messa, conosceva il punto esatto per fare il maggior danno.
Sono
riuscito a trovare degli atomi residui di trilitio che passero' al
laboratorio
per le analisi."
Silenzio
totale.
"per
ora non ho trovato nient'altro... cmq una mia squadra sta' lavorando
per ottenere altre prove."
Renata/dr.
Rekat 2431.2501.01
Appena
terminato l'intervento di Raiden, il dr. Rekat prese la parola:
-
Dai dati in mio possesso, sono in grado di confermare l'analisi di Glinn
Raiden
sull'esplosivo. Le particolari tracce dell'esplosione sui corpi e -
ma
su questo potra' essere piu' precisa Glinn Selkat - sull'ambiente
confermano
che si tratta di una capsula di trilitio.
Non
sono ovviamente in grado di specificare altro, sono un medico, non un
ingegnere
o un capo della sicurezza.
Per
quanto riguarda lo stato generale dei feriti, le intossicazioni da gas
potranno
lasciare postumi ancora per qualche giorno.
Glinn
Raiden e Glinn Zalak saranno contenti di sapere che il guardiamarina
che
abbiamo estratto di sotto alla paratia si riprendera' presto, anche
grazie
alle loro sollecite cure.
L'ambasciatore
Bernok, da buon Klingon, gode perfetta salute. Una botta in
testa,
per la sua specie, e' ordinaria amministrazione.
Purtroppo
abbiamo perso ventitre persone dell'equipaggio, fra militari e
civili. Nessun ufficiale, comunque.
Guido
Barbi/Derek Tarim 2431.2501.01
La
Dottoressa Rekat aveva finito di parlare, Tarim non aveva registrato
niente
di ciò che era stato detto durante quell'inizio di riunione, quanto li
sarebbe
piaciuto essere su Risa o sulla Terra, dovunque ma non li, bah tutti
idioti,
tutti i classici cardassiani idioti, bah coloro che su Cardassia
venivano
definiti Snobb quelli si che erano persone da rispettare con cui
parlare...bah
questi invece tutti uguali, contro i Bajorani....lui era nato
su
Bajor..ma aveva mentito su questo nella sua cartella quando fu ammesso
all'accademia....neanche
il suo nome era vero, nessuno sapeva chi fosse e
nessuno
lo avrebbe dovuto sapere... in quegli anni in cui era stato membro
della
flotta cardassiana...aveva avuto paura che scoprissero chi fosse
veramente....suo
padre era un ricercato...non aveva mai fatto nulla...sua
madre
e suo fratello furono uccisi per rappresaglia....ciò non lo doveva
sapere
nessuno....lui non era cresciuto su Cardassia e anche questo non lo
doveva
sapere nessuno, quando ci fu la battaglia nel Settore Gamma 5, delle
forze
alleate contro i Borg..lui era li e anche questo non lo doveva sapere
nessuno...c'erano
tante cose di lui che non doveva sapere nessuno....
[Sagat]N.1...N.1....Glinn
Tarim
[T]Si?
[Sagat]Lei
non a niente da dire?
[T]Mi
scusi non ho seguito...
[Sagat]Qui
non siamo all'Accademia e neanche all'asilo...Glinn dopo la
riunione
lei verra' sospeso dal servizio per 5 giorni....rientrera' come
Tenente-Glinn
con Privilegi di Primo Ufficiale...
[T]Si
Signore.
[S]Comunque
lei non a niente da dire sull'incidente?
[T]No
signore, c'è solo qualche sistema che ancora non funziona, non abbiamo
li
scan completi, la funzionalita' dei sensori e al 90% e ho dovuto
ridirigere
30 sottoufficiali dall'ingegneria alla sicurezza per ragioni
ovvie,
Raiden e Selkat sono stati informati e ho avuto il loro consenso...
[S]N.1
lei non deve fare cose del genere senza informarmi, mi sono spiegato,
lei
non e il Gul di questa Stazione!!!
[T]Certo
Gregorio
Baroni/Glinn Aurin Zalak 2431.2601.1
"Glinn
Raiden e Glinn Zalak saranno contenti di sapere che il guardiamarina
che
abbiamo estratto di sotto alla paratia si riprenderà presto, anche
grazie
alle loro sollecite cure...."
Zalak
si illuminò di uno splendido sorriso all'indirizzo delle dottoressa;
senza
dubbio era una donna affascinante: estremamente preparata e
competente,
ma mai severa o troppo dura. Il Glinn apprezzava le persone che
comunicavano
efficienza e sicurezza, senza doversi nascondere dietro un
comportamento
brusco. Zalak giocherellò con il ciondolo nero che gli pendeva
sulla
fronte, attendendo pazientemente che la Rekat terminasse di parlare
prima
di intervenire a sua volta. Quando venne il suo turno, si sporse in
avanti
sulla sedia ma, un nanosecondo prima che aprisse bocca, notò con la
coda
dell'occhio l'aria distratta del Glinn Tarim e si fermò per assaporare
il
duro rimprovero che il Gul rivolse a quel militare arrogante. Quando
anche
Tarim finì di parlare, allora Zalak si fece finalmente sentire:
"Signori...
e signore, naturalmente..." aggiunse sorridendo a Selkat e Rekat
"la
recente emergenza al reattore ci ha messo a dura prova ma, ancora una
volta,
abbiamo dimostrato come un'efficiente organizzazione della catena di
comando,
unita all'indiscussa abilità e competenza che voi tutti avete
dimostrato,
renda risolvibile qualunque problema e sormontabile qualunque
difficoltà.
Sono a bordo solo da poche ore eppure, nonostante non conosca
nemmeno
tutti i vostri nomi, ci siamo mossi come una singola entità, una
macchina
ben oliata che ci ha portato inevitabilmente al successo! E' un
onore
per me servire Cardassia al vostro fianco. Tuttavia qualcuno cerca di
attentare
alla nostra unità, qualcuno cerca di minare le basi stesse su cui
si
fonda la nostra milizia e, in ultima analisi, la stessa società
cardassiana.
Signori, la sopravvivenza della stazione e delle persone che vi
abitano
(militari e civili) è stata messa a repentaglio da un vigliacco
attentatore,
troppo codardo per mostrare il suo volto ma abbastanza
organizzato
da colpire il cuore di Kell Nor, e da colpirlo duramente.
Ventitre
persone sono morte senza capire perché, ventitre innocenti sono
caduti
vittima di un vigliacco attentatore!"
Zalak
si fermò un attimo. Ansimava, e perdere così la propria compostezza
non
era da lui... Rivedeva davanti agli occhi la mano insanguinata di una
cardassiana
ferita, sperimentò ancora una volta il desolante senso di
impotenza
che lo aveva attanagliato poche ore prima... Zalak giurò! Davanti
ai
suoi colleghi e compagni, Zalak giurò che mai più avrebbe sperimentato
l'impotenza
che viene dalla mancanza di organizzazione, che mai più avrebbe
permesso
a qualcuno di distruggere la vita di coloro che doveva proteggere!
"Ma
un nemico ancora più subdolo siede tra noi in questo momento" disse
Glinn
Zalak "un nemico che ha, forse involontariamente, aiutato
l'attentatore
a distruggerci!"
Zalak
appoggiò una mano sul tavolo e si alzò in piedi, quindi gonfiò il
petto
e urlò:
"GLINN
DEREK TARIM, 23 PERSONE SONO MORTE, 23 VITE ANCHE DI CARDASSIANI
INNOCENTI
SI SONO SPENTE PERCHE' LEI ERA TROPPO IMPEGNATO A UBRIACARSI DI
KANAR
PER SPORCARSI LE MANI ! 23 VITE SONO SCOMPARSE A CAUSA DEL SUO SCIOCCO
E
INFANTILE INDIVIDUALISMO ! E MENTRE LEI CONTINUA A PRENDERE DECISIONI
SENZA
INTERPELLARE NESSUNO, OPPURE SEMBRA TROPPO ANNOIATO PER OCCUPARSI
DELLA
SUA STAZIONE, ALTRE PERSONE RISCHIANO DI MORIRE MENTRE UN OMICIDA GIRA
A PIEDE LIBERO..."
Adriano
Bernocchi/Bernok 2431.0127.1
...la
riunione convocata dal Gul era la prima vera occasione per incontrare
il
personale di plancia al completo che Bernok avesse avuto dal suo arrivo.
A malincuore, si costrinse ad ammettere che i
Cardassiani l'avevano
stupito
una volta in più (e non si sarebbe permesso accadesse ancora). Gran
parte
dell'organico si avvicinava, nei limiti, alla sua altezza (prova,
questa,
di un notevole miglioramento dell'alimentazione negli anni del
boom...),
e alla statura fisica corrispondeva un uguale determinazione . Lo
leggeva
nei volti, nell'atteggiamento sicuro e sprezzante...nella teatralità
dell'entrata
in scena di Raiden (ehehehehe, gradiva sempre quel genere di
scherzetti),
nella schiettezza dei modi di Ophir Selkat...e poi, chi poteva
essere
stato così stupido da vestire coi panni dell'agnello il lupo Aurin
Zalak;
diamine,
l'aveva visto nei corridoi, dove si era esibito nel Numero
dell'Esapode
Cherelliano che divora la preda con lo Sguardo: erano in pochi,
nel
Quadrante, a saperlo fare !
Se
doveva trovare un punto debole nell'armatura di Kell Nor, quello era
Derek
Tarim. L'aveva capito dalla notte prima, quando quest'ultimo stava
tentando
un flirt con una ragazza-dabo: non ci si può fidare di chi ha
bisogno
di mascherare la bassezza dei propri istinti con una sbronza (Bernok
infatti
non li mascherava mai, li manifestava apertamente). Anche in quel momento,
si
vedeva che quella piccola serpe non aveva sangue freddo. Le sue
intemperanze
erano state aspramente rilevate da Gul Sagat, e ora se ne stava
lì,
palesemente irrequieto, con gli occhi che gli roteavano nelle orbite
come
i resti di Praxis attorno a Qo'Nos, facendo intuire chiaramente il
corso
dei suoi pensieri ; esporre impunemente il fianco ad un Cardassiano,
per
giunta proprio superiore, era un indubitabile segno di disprezzo per la
salute
dei propri organi vitali.
Poi Aurin Zalak parlò, e lo colpì forte e
duro: che sfoggio di loquela
classica!
Che spietatezza! Che avversario formidabile!
Fatto stava che i suoi piani andavano
nuovamente riconsiderati: non voleva
certo
imitare Tarim e farsi sbranare dall'Ufficiale Esecutivo! Cambiò
nuovamente
"maschera" : si erse in tutta la sua statura per prendere
parola,
con un movimento lento e posato che mettesse in risalto tutta la sua
possanza
e saggezza (la prima non era un problema, ma la seconda...); i
militari
si trovarono davanti ad un grande Budda Nero.
-
Sì, Ambasciatore? - Gul Sagat, naturalmente, non si mostrava affatto
impressionato;
in quei giorni aveva subito numerose sfide dai suoi
sottoposti,
di cui doveva ancora guadagnarsi il rispetto, ma si era sempre
difeso
bene.
Bernok
diede alla sua voce un tono caldo e suadente da attore di soap
andoriano:
-
Credo di avere informazioni sull'identità dei possibili sabotatori...
-
Bene, avanti, parli...- Non poteva esprimere davanti ad un Ambasciatore le
sue
opinioni apertamente come con l'equipaggio, ma Sagat aveva quella faccia
un
po' così, di chi ha appena terminato una snervante giornata di lavoro e,
tornato
a casa, scopre che deve rimediare ad un attacco di dissenteria dell'
ar-vicola
domestica.
-
Non qui, non ora... voglio conferire in privato con lei, col Capo della
Sicurezza
e con l'Ufficiale Esecutivo, DOPO la riunione.
Si
risedette al suo posto, tranquillamente. Era stato aperto quanto glielo
permetteva
quella morsa allo stomaco che gli ritornava ogni volta che doveva
fare
i conti con i rappresentanti dell'ordine costituito.
Gul
Sagat tirò un sospiro: Damar era passato alla storia per la guerra
contro
il Dominio; lui l'avrebbe fatto per la guerra contro il più grande
attacco
di Nervi della Galassia conosciuta. Aggiunse anche l'istrionismo sul
conto da far pagare al Klingon e proseguì con la riunione...
Raven/Bal
Sagoth 2431.2601.1
La
riunione sull'incidente al reattore del giorno prima, il giorno stesso
del
suo arrivo sulla stazione, stava andando avanti ...
Bal
Sagoth ascoltava in silenzio tutti gli interventi: chi portava dati a
seconda
del proprio ruolo sulla stazione, chi sviluppava ipotesi chi tirava
fuori
accuse ...
quando
venne il turno del consigliere, l'ottantenne cardassiano si alzò in
piedi
e iniziò a parlare.
"nelle
24 ore trascorse dall'incidente ho avuto modo di riflettere, di
conoscere
gli "attori" di questa storia e di formulare idee.
Prima
di tutto mi sono chiesto quali fossero gli scopi dell'attentatore.
La
stazione è operativa da tempo, non penso sia un caso che quell'ordigno
sia
esploso il giorno dell'arrivo del nuovo Gul.Visto che le coincidenze non
esistono
posso benissimo affermare che i due episodi siano collegati;
sicuramente
nessuno voleva far del male alla sua persona" - rivolto al Gul -
"sicuramente
si è trattato di un atto intimidatorio"
Il
Gul, muovendo debolmente la testa, diede il suo consenso ...
"Propongo
due piani di azione:
1
- Contattare il comando centrale in modo che mandi una "squadra
d'inchiesta",
l'attentatore potrebbe anche essere un ufficiale cardassiano,
dare
in mano le indagini ad esterni darebbe più credibilita' e logica alla
ricerca
del colpevole.
2
- Il personale non-cardassiano sia messo in isolamento (compresi gli
ambasciatori).
E'
molto più probabile che l'attentatore sia un non - cardassiano ...
tutto
questo dipende, ovviamente, da fattori tecnici non chiari come "la
data di installazione del congegno ... "
Bal Sagoth si girò verso Raiden, in attesa di una risposta ....
Matteo/Gul
Sagat 2431.2701.01
[S]"Grazie
Bal Sagoth! La sua esperienza a bordo della stazione si fa
sentire!"
[B.S.]
"Grazie mille Gul Sagat sarò sempre al suo servizio!"
[S]"In
quanto a lei signor Zalak se non ha notato che ho già preso
provvedimenti
in riguardo dell'ormai Tenente Glinn Tarim la prego di bersi
una
camomilla terrestre, prima di parlare con me CAPITO!"-Aurin Zalak
rimase
pietrificato dal discorso tenuto da Sagat e riuscì a malapena a dire
"Si
signore!" talmente aveva timore del Gul.
Ci
fu un attimo di silenzio quando il Gul decise di romperlo"Signori e
Signore,
sono
contento di come vi siate comportati durante il caos che c'è stato
sulla
stazione, ma è venuto il momento di rivelarvi una cosa- Il Gul guardò
verso
la dottoressa e l'ambasciatore
Bajoriano "Computer terminare programma
Sagat/Prima
missione!"All'interno della sala ci fu grande stupore nessuno
sapeva
cosa dire quando Glinn Zalak si alzo dalla poltrona e disse"Signore,
ma
come mai ha fatto morire 23 persone si rende conto che è autore di un
genocidio!"Sagat
sorrise e rispose a Zalak"Stia tranquillo Aurin, tutte le
persone
che sono morte non erano altro che ologrammi!Ora potete andare alle
vostre
postazioni dovevo provare l'efficienza del mio equipaggio, e in caso
io
intenda effettuare un'altra simulazione vi farò sapere chiunque voglia
comunicare
con me può trovarmi al bar del signor Gehn"Tutti si alzarono e si
diressero
verso l'uscita tutti ancora stupiti dal fatto che tutto ciò che è
accaduto
negli ultimi giorni.Intanto mentre ormai tutti erano usciti Sagat
si
diresse verso Bal Sagoth "Sign Sagoth sarei molto contento se venisse con
me
a bere qualcosa al bar ovviamente offro io!" Sagat vide gli occhi
dell'anziano
illuminarsi come un bambino Klingon che riceve la sua prima
Bat'leth"Si
signore sono onorato di poter bere e discutere con lei!
Gregorio
Baroni/Glinn Aurin Zalak 2431.2801.1
Aurin
Zalak sorrise. Lo scoppio d'ira che aveva avuto poc'anzi aveva stupito
anche
lui; era difficile che perdesse la sua compostezza e tuttavia si era
addirittura
permesso di alzare la voce davanti al suo Gul. Naturalmente non
era
pentito per ciò che aveva detto, anzi il fatto che Tarim fosse stato
degradato
era un'ulteriore conferma che anche Gul Sagat era d'accordo con
lui,
ma il modo... beh, il modo in cui aveva parlato lo lasciava ancora
confuso...
"Deve essere colpa dello stress emotivo delle ultime ore" mormorò
Zalak,
ben sapendo di mentire a se stesso "Comunque sarà il caso che
presenti
le mie scuse al Gul."
Il
Glinn lisciò le ampie pieghe della lunga tunica nera che indossava
(infatti
era fuori servizio e, appena poteva, preferiva vestire abiti ampi e
comodi
più che l'uniforme d'ordinanza) e si accinse ad alzarsi.
Improvvisamente
una fitta lancinante alla testa lo ributtò a sedere e per
poco
non gli strappò un gemito. Zalak si guardò rapidamente intorno per
vedere
se qualcuno l'aveva notato, ma sembrava proprio di no. Il Glinn era
estremamente
abile a nascondere i suoi stati d'animo e fece subito comparire
un
sorriso rassicurante sul volto, per nascondere il dolore. Anche prima
aveva
dovuto fingersi atterrito al rimprovero di Gul Sagat : in qualche modo
si
sentiva in colpa per aver urlato, mancando così di rispetto al suo Gul, e
il
fatto di manifestare timore nei suoi confronti sembrava a Zalak una sorta
di
ricompensa che avrebbe gratificato Sagat.
Dopo
aver indugiato ancora un momento, il Glinn uscì dalla stanza.
Bal
Sagoth e Gul Sagat stavano attraversando il corridoio, conversando
fittamente,
quando le porte del turboascensore si aprirono rivelando l'esile
figura
di Zalak.
"Mio
Gul, signore!" disse il Glinn, affrettando il passo per raggiungerli
"Sì,
Aurin?"
Chissà
perché, sentirsi chiamare per nome era molto gratificante per Zalak,
che
sentiva crescere sempre di più un misto di rispetto e simpatia per il
Gul.
"Signore,
ecco io... Volevo presentarle le mie scuse per l'intemperanza di
poco
fa. Non sono affatto pentito di aver espresso la mia opinione, signore,
ma
mi dispiace di averlo fatto in modo così irrispettoso. Di carattere non
sono
affatto irruente e le posso assicurare che simili episodi non si
ripeteranno. Beh, io... volevo che lo sapesse, Gul..."
Alberto/Raiden
2431.0129.01
Dire
che Raiden era furioso era poco...
negli
ultimi giorni aveva avuto molto lavoro da fare... ma che gli
installassero
tutta una serie di holoemettitori e lui non si accorgesse di
niente,
lo faceva imbestialire...
Nel
giro di 5 minuti era nel suo alloggio, la rabbia si era trasformata in
fredda
logica. Si sedette alla consolle e chiese l'accesso al computer
della
stazione.
"livello
di sicurezza 9" disse con un sorriso, gli sarebbe piaciuto vedere
la
faccia del Gul adesso, sapere che lui poteva ottenere il suo stesso
livello
di sicurezza (e anche qualcosa in piu').
Dopo
mezz'ora Raiden si era reso conto che gli holoemettitori non erano
l'unica
modifica fatta che non gli era stata comunicata...
"bene,
bene...mi piacerebbe sapere cosa serve tutto questo apparato
tachionico
a bassa energia, e questi? convertitori di boro-tritanio in una
stiva
di carico non utilizzata?..."
Due
ore dopo Raiden aveva pieno accesso agli holoemettitori (li avevano
effettivamente
installati in tutta la stazione), carico' un paio di
programmi
che potevano tornare utili prima o poi e li collego' ad un
circuito
nel suo comunicatore (che conteneva gia' tante di quelle
modifiche,
che del circuito originale aveva ben poco).
Fra
poco sarebbe cominciato il suo turno, si mise l'odiata uniforme
cardassiana
e usci'...
Elisa/Phelga
2431.2501.01
Gehn
e Phelga camminavano di passo svelto verso la zona degli hangar e dei
depositi
commerciali. Il cardassiano aveva il solito modo di fare e pareva
avere
l'espressione di chi si trovava lì per caso mentre la Ferengi non
faceva
altro che guardarsi alle spalle e ogni tanto si asciugava la fronte da
alcune
minuscole goccioline di sudore.
Phelga
borbottava in continuazione : "In che guaio, in che situazione..." e
ripensava
a quella intuizione che aveva avuto dopo che la Dottoressa Rekat
la
aveva addormentata (per chissà quale ragione...^_^).
Finalmente
era sicura di sapere perché quel carico era così importante...
troppe
coincidenze si erano accavallate in quei giorni: l'arrivo degli
alieni,
i ribelli, l'ordine ossidiano... per cosa? Per un carico di scorie?
Non
aveva fatto altro che chiedersi a cosa potessero servire... ma poi,non
trovando
risposta, cambiò la domanda. Chi poteva essere interessato? nessuno
aveva
mai trovato un uso per quelle scorie... nemmeno militare... erano
sempre
state considerate scorie ingombranti da smaltire, per fortuna molto
rare.
Poi
tutto si fece chiaro e così Gehn e Phelga organizzarono un grande
incontro.
Un incontro che poteva rivelarsi molto pericoloso... e anche molto
proficuo...
"Su
Phelga" disse il cardassiano" Smettila di guardarti indietro,
attirerai
l'attenzione! Non possiamo far aspettare i nostri ospiti..."
Atrus/Gehn
2431.2501.01
"Già!
Solo che abbiamo degli ospiti di troppo! Kahari, ribelli, Haiku...
spero
solo che arriveremo a casa interi!"
"Mia
cara, come sei nervosa! Se tutto va bene, domattina saremo a Risa!"
"SE
tutto va bene... e se va male?"
"Non
credo che dovremo più preoccuparci di evadere le tasse..."
Phelga
si asciugò le mani contro il vestito, poi ghignò: "Siamo in ballo e
dobbiamo
ballare! Dicono così i terrestri, giusto? Vediamo di dare il via al
piano!"
Gehn
annuì. Entrarono nell'hangar privo di vita e il cardassiano si nascose
dietro
una pila di cassoni e container che l'avrebbero facilmente camuffato
sia
alla vista che agli scanner di segni vitali. Phelga aspettò qualche
minuto,
poi mandò un segnale che venne ricevuto da quattro persone in vari
angoli
della stazione.
Accompagnato
dal sibilo del teletrasporto, fecero la loro comparsa gli
inviati
dei tre acquirenti: Haiku, nel suo vestito nero; Raned, dei
fondamentalisti
Kahari; Norat, dell'Unione dei ribelli.
Tutti
e tre cominciarono a inveire contro gli altri e contro la ferengi e
fecero
per mettere mano alle armi, quando Phelga alzò le mani e urlò:
"CALMA!"
Il
silenziò calò sugli ampi spazi dell'hangar e la donna continuò,
muovendosi
lentamente avanti e indietro: "Signori, vi ho chiamati qui per un
motivo
preciso... a furia di contrattare e rilanciare, in pratica ognuno di
voi
mi ha detto che sta offrendo il triplo di quello che offrono gli altri.
Visto
che di questo passo non si giunge a nulla e che il latinum è l'unica
vera
costante dell'universo, io propongo una soluzione civile al
problema..."
In quel momento la navetta dello Xepholita, contenente il
prezioso
carico, atterrò alle spalle di Phelga, illuminandola della luce
azzurra
dei motori a curvatura: "...un'asta!"
Gehn
intanto cominciò ad armeggiare con un complesso macchinario che aveva
nascosto
presso il suo cantuccio; Phelga aveva rinunciato a chiedergli da
dove
venisse quella alta tecnologia... stava quasi per abituarsi davvero
all'idea
che il barista avesse accesso alla tecnologia dell'Ordine
Ossidiano.
Ma allora, si chiedeva, perché agiva contro il giovane Haiku,
anche
lui dell'ordine? Lei non ci capiva nulla!
Il
cardassiano invece sapeva bene cosa doveva fare: emettere un fascio di
gravitoni
e un segnale a modulazione progressiva al momento giusto... e
tutti
gli alieni nel raggio di un quadrante avrebbero sentito il suo
richiamo!
Il
gioco era cominciato... e avrebbero fatto maledettamente bene ad aver
scelto le pedine giuste!
Elisa/Phelga
2431.2601.01
"Un'asta??!"
"Questa
è una buffonata!"
Gli
ospiti di Gehn e Phelga erano su tutte le furie e in special modo Haiku,
che
non aveva ancora pronunciato una parola, sembrava sul punto esplodere.
"Nessuno
scherzo signori!" la Ferengi dette un calcio ad un contenitore che
scivolò
fin nel mezzo dell'hangar, davanti ai sui amati clienti e ci salì
sopra
da perfetta imbonitrice. "Non oserei mai prendervi in giro perché
ormai
dopo tutto questo tempo siete diventati quasi come parenti e come tali
voglio
trattarvi!"
Gehn,
occupato nella sua operazione di trasmissione, intanto rideva di
nascosto
ricordando la 111esima regola dell'acquisizione "Trattate i
debitori
come i vostri familiari: sfruttateli!".
Sia
i capi delle due fazioni ribelli che la povera spia dell'ordine
Ossidiano
erano distratti da Phelga che con l'innata abilità dei ferenghi
nel
trattare gli affari aveva catturato completamente la loro attenzione.
Le
offerte fioccavano così come le invettive, gli sguardi assassini, e le
promesse
di ritorsioni, finché Hauiku vinse... sostenuto dei fondi
inesauribili
dell'organizzazione a cu apparteneva. Raned al limite della
sopportazione
e con una vena pulsante che sporgeva dalla tempia estrasse un
arma.
"Che
nessuno si muova! Credevate che fosse così semplice perquisirmi?
Consegnatemi
i codici del cargo!! VITTORIA AL KAHARI!!"
Il
mercante Xepholita, malgrado la sua avidità ominciò a borbottare la
sequenza
quando un lampo di luce avvolse e cadde a terra tramortito. Il
secondo
a cadere fu il capo ribelle e poi l'altro e Haiku.
"Per
i sette inferni della povertà! Lòra! Che sta facendo???"
Lòra
Major, impugnava un arma dall'aspetto sconosciuto e pareva in trance. I
suoi
occhi spiritati emersero dall'ombra rivelando una volontà non più sua.
"SI
E' VENUTI PER CIO' CHE E' NOSTRO." disse con una voce inumana dal timbro
incredibilmente basso "SI E' VENUTI PER CIO' CHE STATO PROMESSO"
Atrus/Gehn
2431.2601.01
Gehn
uscì dalla sua copertura e si rivolse a Lòra, o ciò che la possedeva:
"Sin
dall'inizio siete venuti qui per le scorie, vero? Sapevate che dovevano
giungere
qui..."
La
donna si volse verso di lui e rispose: "MATERIA ED ENERGIA PER NOI SONO
UNO,
NON CONFUSE COME PER VOI. SOLO TRAMITE QUESTA MENTE ABBIAMO APPRESO
COSA
SIGNIFICA 'COMUNICAZIONE SUBSPAZIALE'. PENSAVAMO CHE IL DELEUTERIO
FOSSE
QUI, E ABBIAMO CERCATO IL CONTATTO."
Phelga
annuì, mentre teneva sotto tiro con un disgregatore lo xepholita (che
intanto
aveva cercato la fuga): "La breccia che ha attraversato la
stazione!"
"ESATTO.
MA BASTA PARLARE. ORA PRENDEREMO IL CATALIZZATORE."
Lòra
salì sulla navetta e cominciò ad attivare i sistemi di prepropulsione,
quando
lo xepholita piagnucolò quello che era il pensiero di Phelga e
Gehn...
ma che erano troppo furbi per esplicarlo di fronte ad una forza
aliena
armata! "Ma noi che ci guadagniamo?"
La
donna sorrise ancora: "ABBIAMO ANALIZZATO I VOSTRI PENSIERI TRAMITE LA
SIMBIOSI
CON IL SOGGETTO: LORA. SIETE ENTITA'... BIZZARRE. MA CONOSCIAMO I
VOSTRI
BISOGNI. AVRETE ADEGUATA RICOMPENSA. ADESSO, APRITE IL VARCO."
Gehn
non se lo fece dire due volte, attivò il macchinario ed una ampia
frattura
si aprì appena fuori dall'hangar. La navetta vi si tuffò dentro e
scomparve
in un lampo di luce.
Rimasero
qualche minuto in silenzio, persino il mercante (ma solo perché la
ferengi
l'aveva stordito col calcio della pistola).
Gehn:
"Pensi che tornerà?"
Phelga:
"Chi lo sa? Lo spazio è grande."
Gehn:
"Sai, penso che, se facciamo in fretta, potremmo prosciugare un po' i
fondi
di Haiku e dei Kahari."
Phelga:
"Dell'Unione no?"
Gehn:
"Naa... mi stanno simpatici."
Phelga:
"Uffa... adesso anche i favoritismi."
(Silenzio)
Phelga: "Cosa intendeva per 'avrete adeguata ricompensa'?"
Elisa/Phelga
2431.2701.01
"Phe-Phe-Phe..."
balbettò il cardassiano.
"Grande
Tesoreria... sembri mia cugina! Adesso è chiaro perché Lòra era
tornata
così facilmente dalla nave aliena: gli serviva un infiltrato tra
l'equipaggio
da poter usare per recuperare il carico."
"Phelga...
gua-gua..."
"Non
voglio nemmeno sapere a cosa serva a quegli scarafaggi troppo
cresciuti,
non so te ma da oggi in poi gli insetti li voglio vedere solo
nella
zuppa... fatto sta che quel carico era l'ago della bilancia tra 3
fazioni
opposte... probabilmente chi lo avrebbe avuto lo avrebbe usato per
ricattare
gli alieni in cambio forse di tecnologia."
"Gua-guarda!"
"Ma
allora Gehn! ti vuoi sbrigare con quei conti di credito invece di
borbottare?"
"GUARDA
DIETRO DI TE!"
La
ferengi si girò e si trovò di fronte una visione che la avrebbe
accompagnata
per molti anni a venire... l'anticamera del paradiso, l'essenza
stessa
delle regole dell'acquisizione, L'apoteosi di ogni sfrenato sogno, la
meta
di ogni ferengi degno di questo nome:
UN
CUBO ENORME DI PLATINUM.
Phelga
ebbe un mancamento e crollò per terra mentre il cardassiano non
riusciva
a togliere gli occhi da quella incredibile fortuna.
"E'
stato senz'altro un affare molto proficuo" disse accarezzando
amorevolmente
uno dei lingotti.
"Togli
quelle mani dal mio oro!" Miracolosamente la ferengi aveva ripreso i
sensi.
"Phelga,
questo...guadagno supera ogni mia aspettativa...dobbiamo rivedere i
nostri
piani..."
"Stavo
giust'appunto per proporti la stessa cosa... Siamo in un hangar per
lo
scarico e il carico delle merci, no?"
"Ehe!
Eh! Eh! Se non sbaglio hai un Marauder (una specie di runabout
ferengi)
che usi per i tuoi piccoli traffici, no?"
"Non
vorremo scordarci anche di ripulire i nostri amici, vero?"
"Sei un ingorda, Phelga! .... ed è una qualità che ho sempre apprezzato"
Atrus/Gehn
2431.2801.01
Sagat
e Bal Sagoth rimasero un intero minuto a bocca aperta di fronte al
bar:
le luci erano quasi tutte spente, il giovane Paldok stava tirando lo
straccio
al pavimento e un grosso cartello appeso in vetrina diceva: "CHIUSO
PER
FERIE A TEMPO INDETERMINATO"
"Cosa
diavolo significa questo!!!" sbraitò il Gul, facendo voltare tutta la
passeggiata
"Non
sa leggere? - rispose l'assistente del barista con la sua voce
pacioccosa
- significa che il principale è in vacanza. No, non so quando
torna.
No, non so dove si trovi."
"Vorra'
dire che non spenderò il mio denaro da voi e andrò a divertirmi alla
saune
di Phelga!" inveì nuovamente il Gul, andandosene senza attendere
risposta.
Paldok
sogghignò: anche alle saune, il Gul avrebbe avuto una brutta
sorpresa...
IL
GIORNO DOPO
"Pa-pa-paldok?"
"Si,
Mishka?"
"Nononon
po-possiamo ce-certo tenere chiu-chiu-chiuso per-per sempre, n-no?
Gehn
e mi-mia cugina, i-il gra-grande tesoriere s-se la pre-prenda in
gloria,
non ci ha-hanno lascia-scia-to un so-soldo..."
"Giusto.
Se non facciamo qualcosa andremo presto in bancarotta. Potremmo
fare
una società in attesa che ritornino, che ne dici?"
"Che
m-mi sembra u-un'ottima id-d-ea..."
"ECCIU'"
"Raffreddata,
Phelga? Strano, con la mite temperatura di Risa..."
"Mah,
no... sarà Mishka che avrà combinato qualche disastro."
(ALTROVE,
DIVERSI GIORNI DOPO)
I
due stavano passando un piacevole periodo sulle spiagge infuocate di
Benara,
intenti a sorseggiare drink costosi e a provare delizie locali...
mangerecce
o meno.
Però
quel giorno il silenzio opprimeva la loro piccola baia privata,
interrotto
da brevi frasi nervose.
"Gehn?"
"Seee?"
"Non
ti manca quella vita?"
"Il
servire ai tavoli, le lotte col gul per le tasse e le risse al bar?"
"Nooo
scemo! L'avventura, gli intrighi, il PROFITTO!"
Silenzio.
"Phelga?"
"Seee?"
"Devo
dirti una cosa."
"Sarebbe?"
"Io,
in vacanza, dopo un po' mi stanco."
"E...?"
"Il
po' è passato."
Adriano
Bernocchi/Bernok 2431.0128.1
NGDR
- al termine della riunione -
...Un
momento...no ! Tutto questo non aveva senso! Ritornò all'interno della
saletta
riunioni. Lo scalpiccio dei passi dietro di sé fece capire a Bernok
che
non era l'unico che aveva notato come le cose non quadrassero come
dovevano.
Diede una rapida occhiata per vedere chi l'avesse seguito, o
meglio,
chi NON l'avesse seguito, dato che tutto il personale convocato per
la
riunione era tornato lì con lui, con l'esclusione di Lora Major .
Effettivamente
era stata un po' "assente" anche durante il briefing vero e
proprio...forse
stava male; era seduta vicino a lui, prima, e dai pochi
bofonchi
sordi che aveva emesso sembrava proprio avere una brutta raucedine
gozeriana.
Niente che non si potesse curare con una bella punturina di
Ipospray.
In ogni caso aveva altro da pensare in questo
momento :
-
Gul, avrei un'altra domanda, che riguarda il trattamento che viene
riservato
ai diplomatici su questa stazione.
Gul
Sagat scambiò un'occhiata con Bal Sagoth:
-
Il nostro drink dovrà aspettare, mio buon amico. Avanti, parli, lei è il
Klingon
più loquace che abbia mai incontrato.
-
Siamo arrivati in diversi momenti su questa stazione, per non parlare di
chi
si trovava già qui e, almeno per quanto mi riguarda, non ricordo di
essere
mai entrato in un ponte ologrammi o qualcosa che benché minimamente
gli
somigliasse, al mio arrivo. Cos'è, ci avete narcotizzato tutti per
portarci
lì dentro?
-
Che domanda... puerile! L'idea di "ponte ologrammi" è tutto sommato
vetusta,
antiquata. Grazie alla collaborazione con la Federazione abbiamo
applicato
delle modifiche a Kell Nor che promettono di rivoluzionare il
campo
delle applicazioni olografiche. Tutti i corridoi e le strutture
principali,
compreso l'OPS e la Passeggiata sono stati muniti di
microemettitori.
Il non-plus-ultra dell'ingegneria moderna, e consumano
pochissima
energia!
-
E quando sarebbero state applicate queste "modifiche"? - era Galt
Raiden a
parlare,
e il suo tono di voce era un misto di rabbia e disprezzo. Avevano
usurpato
ad un re il suo regno.
-
La scorsa settimana, quando il personale di plancia si godeva la licenza e
la
stazione era in ristrutturazione in vista del cambio della guardia.
-
Perché non ne sono stato informato?
-
Andiamo, Raiden, le autorità che hanno deciso questo hanno informato me
quando
non ero ancora sulla stazione, perché non avrebbero dovuto informare
lei?
- rideva sotto i baffi, lo $%()&$% - Suvvia, ha anche avuto le
piattaforme
lanciasiluri che voleva tanto...
Raiden
era di colore livido ormai: - Come, come avete fatto...- sussurrava a
denti
stretti.
-
Anche l'attacco contro di me era studiato a tavolino, Gul? - disse
nuovamente
Bernok - Volevate vedere se noi Klingon siamo duri come
raccontano?
-
Anche lei, Ambasciatore...definire "attacco" un banale incidente con
un
giunto
di potenza cadutole addosso...
Bernok smise di ascoltare. Era evidente che il
suo incidente non aveva
fatto
parte del programma di Sagat. Quell'uomo stava esagerando, li stava
prendendo
tutti per scemi, come aveva fatto
con Aurin Zalak. Ormai erano
tutti
contro il capitano, era evidente, come in una partita a Dom-jot che, a
quanto
aveva sentito, aveva fatto la storia di Kell Nor. Ma stavolta non era
un
gioco.
La
discussione continuò senza che venisse concluso alcunché per un bel po'
ancora,
poi tutti vennero definitivamente rimandati alle loro occupazioni.
Sentì
chiaramente l'ultimo commento della dottoressa Rekat :
-Non
è neanche la metà di Danek !
Matteo/Gul
Sagat 2431.2801.01
Anche
Sagat aveva perfettamente sentito il commento della dottoressa e andò
su
tutte le furie "Dottoressa Rekat non ho idea di come voi vi comportavate
con
il precedente Gul, ma adesso lui non è qui e dovete abituarvi al mio
carattere,
poi l'idea non è venuta direttamente da me da dal comando
centrale
di Cardassia Prime che mi ha chiesto che se volevo potevo
utilizzare
un programma fresco fresco di laboratorio riguardante il test
sugli
equipaggi e hanno chiesto a me di vararlo capito! Quindi se ha il
coraggio
di protestare un ordine del comando centrale faccia pure, ma non
venga
a piangere da me se la cacciano!"-Negli occhi della dottoressa si
vedeva
chiaramente la paura che il Gul gli aveva conferito, ma riusci'
ugualmente
a rispondere all'ira del Capitano"Si signore Certo
signore!"-
Sagat ancora molto arrabbiato disse "Torni pure in infermeria
dottoressa!"
Adriano
Bernocchi/Bernok 2431.0128.1
Nel
suo appartamento c'era già qualcuno ad accoglierlo. Aveva le orecchie a
punta.
-
Srell, a quanto pare ti sei deciso a goderti la vita, eh! Ora mancano solo
un
paio di donnine e...- Si bloccò. Era un Vulcaniano, chiaramente.
-
Il mio nome è Syndek, Ambasciatore Bernok. O meglio, sono una riproduzione
olografica
del dottor Syndek di Vulcano.
Non
era stupito, chissà perché. - Voglio risposte, Vulcan, la messinscena
del
tuo amico Sagat non mi ha convinto, non ha convinto nessuno. Cosa ho
visto?
-
Cos'è la verità, Klingon? Dove andiamo, da dove veniamo...una certa
lettura
dell' IDIC direbbe che le risposte sono tutte e nessuna... Conosci
la
poetica di Kell?
Che
conversazione assurda era quella? Disquisire di letteratura con un
olovulcaniano
capzioso. E poi lui conosceva l'opera klingon più per gusto
che
per erudizione, figuriamoci conoscere le poesie di uno scribacchino
cardassiano:
-
Naaaahhhh ! - era un versaccio, più che un'espressione di diniego.
-
Kell era in grado di criptare i nomi dei dissidenti politici nei suoi
scritti
affinché il Consiglio Detapa potesse catturarli e condannarli,
componendo
contemporaneamente pezzi di rara bellezza.
-
Vuoi dire che la Stazione nasconde dei segreti?
-
Noi vogliamo dire che è molto difficile scoprire i Nostri Segreti. Anche
l'ingegnere
Raiden è all'oscuro di molti particolari di questo posto ed è
uno
a cui non è facile tenere nascosto qualcosa...- l'ologramma stava
cominciando
a svanire - La questione è chiusa.
-
COME "LA QUESTIONE E? CHIUSA"? Quale questione? Chi sei, chi siete?
Perché
io?
-
L'ultima domanda è rivolta a me o al tuo imperatore?
Bernok
si ammutolì, impietrito.
-
Riapriremo noi la questione, ora è chiusa.
Bernok
si ritrovò solo.
Febbraio 2001 © CCC