AVVENTURA 2001 (quarta parte)

 

Guido Barbi/Derek Tarim 2431.0129.01

Tarim arrivò nel suo alloggio

-Computer mostra file personali Alpha_22_Ammiraglio_Tarim

-File Aperto, controllo retina....errato...ritentare...(Tarim si mette degli occhiali)...attivati, entrato nel database personale dell'Ammiraglio E. Tarim.

-Aprire tutti i file sul nuovo sistema olografico in collaborazione con la Federazione.

-Accesso ai file Cardassiani-Federali....Nessun file è stato trovato.

-Computer usare accesso di sicurezza della Federazione 15, Ammiraglio di Flotta Fadden.

-Scan retina in corso(Tarim si mette degli altri occhiali)...attivato....file trovato, richiede permesso congiunto da parte dell'Ammiraglio Cardassiano Gaster e dell'Ammiraglio Superiore Jackson.

-Computer qui Ammiraglio Gaster

-Scan retina in corso(Tarim si mette degli altri occhiali)...attivato

-Computer qui Ammiraglio Superiore Jackson (Tarim si mette degli altri occhiali)

-Scan retina..attivato...Tecnica Olografica, Modulo 6,7, progetto Cardassiano-Federale, data stellare 2430.0227.05, progetto diretto da...Stop registrazione richiede scan retina rinnovato. 

Tarim rifa' tutto il procedimento.

-Progetto diretto dall'Ammiraglio Jader, scopo del progetto, test di equipaggi e inganno del nemico in battaglia e nella fase finale creare un Nexus artificiale, primo test su stazione Kell Nor, buoni esiti dei 27 morti solo 5 realmente. 

Tarim rimase di stucco per un po' poi

-Computer mostrare tutti i file sull'Ammiraglio Jader.

 Tarim osservo il file e poi

-Computer apri un canale con Ammiraglio E. Tarim

- Attivato

-Ho bisogno del tuo aiuto, mi devi mandare degli occhiali-retina dell'Ammiraglio Jader, sta succedendo qualcosa di molto strano qui, adesso devo andare sai come mandarmi il tutto.


Flavia/Selkat 2431.0129.01

NGDR - Dopo la riunione e i msg di Raiden e Bernok

 

GDR

"Guarda guarda....ecco qualcuno che sta manomettendo gli oloemettitori...

Meno  male che avevo aggiunto una routine di sicurezza criptata, altrimenti non avrei trovato il curiosone! Devo ammetterlo, a volte gli insegnamenti del nonno tornano proprio utili. Certo che se anziche' un livello di sicurezza 7 concedessero ai capi Sicurezza qualcosa di meglio non sarei costretta a lavorare di

nascosto....

Mah, inutile recriminare, e' sempre la solita storia: noi ufficiali della sicurezza siamo responsabili di ogni incidente, ma ci impediscono di svolgere il nostro lavoro!

E tutti gli ufficiali di comando hanno maggiori privilegi di noi!!

Basta arrabbiarsi, o dovro' farmi 1 ora di meditazione vulcaniana in piu' questa sera.

Cerchiamo di capire chi e' l'infame e cosa vuole ottenere.."

Selkat comincio' a pasticciare sulla sua consolle modificata. Ovviamente nessuno sapeva di queste modifiche, aveva utilizzato in modo (forse...) illegale dei codici Ossidiani di un centinaio di anni prima che per qualche arcana ragione si erano dimostrati piu' utili di quelli normali attualmente in vigore. Evidentemente

nessuno si era preso la briga di disattivarli, come d'altronde capitava in quasi tutti gli apparati militari...ma questa volta non le servirono a scoprire il colpevole.

Aveva trovato delle modifiche nelle nuove routine olografiche, tutto qui.

Pericoloso, molto pericoloso....Il Gul non aveva voluto rendere pubblico a tutti gli ufficiali il vero motivo della simulazione, e in pochi se l'erano bevuta!

Aveva sbagliato la sua valutazione, doveva ammetterlo: credeva che qualcuno si sarebbe arrabbiato, ma che in generale la pillola sarebbe stata inghiottita senza ulteriori complicazioni, e lei e il Gul sarebbero stati liberi di proseguire con il loro piano senza intoppi, invece ecco che salta fuori il rompiscatole di

turno che incasina le carte! Era abituata all'obbedienza federale, questi Cardassiani irrazionali non si curavano dell'autorita'!

(quando le faceva comodo si scordava di essere cardassiana anche lei..)

Doveva trovare altri metodi per proteggere le informazioni, ma non aveva i permessi necessari, per cui chiamo' il Gul su un canale sicuro, in modo che nessuno ne' sulla stazione ne' fuori potesse origliare.

In codice gli disse di trasferire tutti i file relativi al Progetto nel computer dell'infermeria mascherandoli come noiosissime enciclopedie bajoriane sull'etica della medicina moderna (nessun cardassiano sano di mente ne avrebbe mai letta una!), e di cancellare meticolosamente ogni traccia del trasferimento dati. Per maggior sicurezza lei procedette in seguito a un sovraccarico della rete pilotato, nessuno ci avrebbe fatto caso

visto i guai appena avvenuti, per pulire meglio la memoria del sistema centrale.

E si mise a pensare a chi poteva aver manomesso gli oloemettitori....


Adriano Bernocchi/Bernok 2431.0130.1

NGDR - Il giorno dopo la riunione.-

...la nottata non fu delle migliori. Bernok si sentiva oppresso e infelice.

Non sapeva contro chi doveva combattere, ma il nemico sapeva chi era lui e, a quanto pareva, qual era la sua missione. Una delle condizioni peggiori al mondo, tanto per un guerriero quanto per un politico. E non aveva speranza che il domani sarebbe stato un giorno migliore.

Quando era partito dalla sua casa era più che contento di lasciarsi alle spalle gli intrighi dell'Alto Consiglio e suo figlio Ch' Tloss, che da bravo ragazzo qual era non aspettava che l'occasione giusta per far la pelle al

suo vecchio; ma almeno in quel caso sapeva che cosa aspettarsi ! Provava un intenso quanto inopportuno senso di solitudine.

Si tirò su dal letto dopo un sonno poco ristoratore e si stava dirigendo verso il replicatore - Un Raktajino, forte. - quando - Ounk, Ounk !

Nessun suono sarebbe stato accolto più volentieri in quel momento:

- Peg' Hich !

Corse verso lo scatolino coi fori che stava in un angolo riposto e tranquillo della stanza e ne aprì la porticina: come un razzo-missile ne uscì fuori una figuretta pelosa e zannuta: Peg' Hich, il suo cucciolo di

Targ preferito, dal quale non aveva voluto separarsi nemmeno per quella volta! Aveva dormito tutto quel tempo perché il metabolismo dei piccoli Targ non è dei più reattivi del mondo animale: mangiano, dormono e "poco altro", per mettere su quel po' di ciccia che fa degli adulti i molossi meglio conosciuti della galassia! Certo, quando poi si svegliano...Esercitò, ricambiato, tutta la tenerezza repressa klingon sulla bestiola:

- Beeeelllllo, beeeeeeeellllo, bruvvvvvo, pegolinnno...

Ora si sentiva davvero meglio, dell'umore giusto per una camminatina sulla Passeggiata!

 Sfortunatamente, l'aspetto della Passeggiata non era quello festoso e pieno di confusione di sempre. Sagat avrebbe dovuto raccontarlo anche ai civili che tutto quello che era successo ultimamente non era altro che una simulazione!

C'erano un sacco di negozi chiusi, e Peg'hich poteva andare in giro a segnare il territorio senza che nessuno venisse fuori a protestare. Persino la Ferengi che aveva cercato di concupirlo il primo giorno e il suo amico

barista non avevano retto e se ne erano andati.

L'umore nero se ne stava tornando. A peggiorare quel quadro deprimente c'erano tutti quegli adolescenti sospirosi che vagavano come anime perse lì intorno. Ad un certo punto ne prese uno che aveva i gradi di guardiamarina in disparte, combattuto tra la curiosità e l'irritazione:

- Che diavolo sta succedendo? Che avete tutti, sembrate giovani vulcaniani al primo Ponn'Far? - si morse la lingua: non voleva ricordare niente che centrasse con l'incontro della sera prima.

- Oh! Nulla signore, nulla...è che...lei ha conosciuto il Capo-esplorazioni Major? Quella Trill-Bajoriana tanto carina con il bel  nasino a grinze che...

- Sì, sì è ovvio che la conosco!

-Ecco- proseguì quello, noncurante - è scomparsa...e pensare che con alcuni amici stavo fondando il "Lora Major Fan Club"...sa, ci ha praticamente salvato tutti, noi pivellini,  l'altro giorno, o meglio, l'avrebbe fatto se

fosse stato un vero incidente, ma fa lo stesso... Arrivederci, Ambasciatore.

Diede una comprensiva pacca sulla spalla del ragazzo (che ormai aveva gli occhi in lacrime ed era in piena crisi ormonale) e riprese a camminare.

L'umore continuava a peggiorare. Gli era di magra consolazione anche l'aver notato che il guardiamarina, ma anche i membri più anziani del personale in servizio sulla Passeggiata, lo trattavano adesso con una forma di cauto rispetto. Probabilmente il suo atteggiamento durante la riunione aveva dato

l'impressione che lui si trovasse "dalla parte giusta".

- Checcarinooooo!- Come un Angelo Tirmiriano gli era apparsa davanti una splendida cardassiana col collo lungo e nobile e la figura formosa, ma atletica.

La ragazza stava ammirando Peg' Hich: quello era uno dei poteri straordinari dell'animaletto, ammaliare soavi fanciulle con gli occhietti luccicosi da cerbiattino e il delizioso collarino rosa con le punte. Bernok sgranò gli occhi, come due grosse uova Taspar:

- Con chi ho il piacere...?

- Nathima. Cooome seii carrrriiiiiiiinooooo...

La famigerata Nathima. Khaless allora aveva ancora cura di lui!

- La massaggiatrice...?

- Non più oramai. La principale è scomparsa. La mia è una brillante carriera finita presto. Dovrò andarmene da qui, purtroppo...

AAAAAAAAAAAAARGH ! Davvero, non può andare liscio qualcosa, oggi !?

- Ma-ma-mamama ci sarà qualche altra offerta di lavoro per una seria professionista come lei ,q-qui sulla stazione...

- Guci guci guci...si guardi intorno...dov'è la clientela? Ormai qui ci sono quasi solo militari...

- Ma é proprio la clientela migliore!- si fermò un attimo; non era la cosa migliore da dire ad una donna-massaggiatrice...- voglio dire è una situazione transitoria, sicuramente...

- E poi, che le devo dire, chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane. Guardi Mishka...

- Chi?

- La cugina di Phelga...lei vorrebbe continuare, ma...- l'avvenente

Cardassiana lo scrutò per un attimo, e se lui non fosse stato impegnato a vedere quanto erano belli i suoi occhi, si sarebbe accorto di una certa lucetta predatoria, dentro di loro - Venga con me, parlerà direttamente con lei...

Bernok forse si stava cacciando ancora nei guai, ma quando si parlava di una gonnella tendeva a ignorare i campanelli d'allarme che gli trillavano nel cervello. Avrebbe avuto tempo più tardi per riparare...

L'idea però di aiutare una FERENGI nei suoi affari gli riusciva francamente disgustosa. Sollecitate dalla vicinanza a Nathima le cellulette grigie cominciarono a lavorare per autogiustificarsi: le famiglie Ferengi

funzionano quasi come i branchi animali...c'è un dominante che si prende la porzione di cibo più abbondante, gli altri si nutrono degli scarti. Bene, questo bastava a fargli risultare più simpatica la cugina, per un qualche senso cameratesco che si doveva instaurare tra chi aveva dovuto sempre

faticare anche solo per mangiare. Bah! Se avesse continuato per quella china gli avrebbero presto affibbiato un altro stupido nomignolo, per esempio "il Gigante Buono"!

Venne condotto all'interno del vecchio bar di Gehn. Attorno al bancone stavano seduti l'inserviente di Gehn con in braccio una grossa arvicola, Mishka, e un Maciste platinato che lo accolse con un sorriso in umido da far accapponare la pelle anche a chi aveva visto navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione. I Klingon, si sa, non conoscono l'uso di formule di cortesia:

- Che $/%!@#* di problema avete?

- Na-NA-Na-Na- Nathima c-c-c-chi...?

- Amico.

La Ferengi si rivolse direttamente a lui:

- Mi-mi-mi-mia  cu-cu-cu-cugina Phe-Phe-Phe...

Il Klingon la sollevò per la collottola, lasciandole i piedi sospesi a mezzo metro da terra : - Veloce.

- Mia cugina Phelga è sparita dalla circolazione, io riavvierei volentieri l'attività, ma non ho un soldo, e ho anche paura che se tornasse si arrabbierebbe, perché una volta mi aveva detto che se mai le fosse capitato

qualcosa, prima di mettere le mie mani da imbranata sulle sue saune avrei dovuto dimostrarle di sapere trovare la via giusta al Profitto vendendo tutti i pezzi della salma dal primo all'ultimo al prezzo massimo, ma lei è sparita, non è morta e non posso dimostrare niente...

La lasciò andare - Gra-gra-grande Te-te-tesoreria! Pant! - e rispose laconicamente: - Troverò la soluzione.

Dopo un'assenza durata qualche ora, si rifece vivo:

- L'ho fatto.

Si aspettò di vedere il riscontro dell'affermazione sul suo pubblico, ma vide solo espressioni stolide.

- Ho dovuto trattare con Gul Sagat per un bel po' prima che mi facesse dare un'occhiata alle registrazioni riguardanti l'attività di Phelga e Gehn.

Quell'otre pieno di Kanar sa essere piuttosto vendicativo, non mi ha certo reso le cose semplici.

In realtà è tutto molto facile: all'atto della legittimazione del gioco d'azzardo nel Bar, Danek aveva fatto in modo di sottolineare gli "intenti sociali" della sua decisione: così sarebbe stato scoraggiato il sorgere di

bische clandestine.- fece una pausa. Gli altri non davano segno di capire.-

Insistendo sulla necessità del proseguimento dell'attività tu e Pardok sarete OBBLIGATI a lavorare ancora. Nemmeno Phelga, potrebbe protestare se tornasse.

Per quanto riguarda i fondi, la mia professione concede alcuni privilegi di cui sarò felice di avvalermi in cambio di saune e bevute gratuite . -

L'avrebbe segnalata come una spesa necessaria per "Reperimento informazioni". Avrebbero dovuto lavorare sodo per dimostrare che un bagno caldo e un paio di pinte di quello giusto non sono l'ideale per sciogliere la lingua!

Decisamente erano soddisfatti della soluzione trovata, e tutto sommato pensava di aver fatto un favore anche al personale della stazione, a restituire alla vita i loro ritrovi preferiti. Mentre un nuovo cartello

veniva appeso alle due entrate ( BAR E SAUNE: GESTIONE PROVVISORIA PALDOK E MISHKA ), con le labbra increspate in un sorriso ironico, Nathima gli si fece vicina.

- Cos'è lei, una specie di Gigante Buono?

Era troppo felice per arrabbiarsi per un'inezia simile, perciò diede la colpa al solito Yamada, e continuò a gongolare...


Atrus/Gehn 2431.0130.1

 "Mishka?"

Il giovane cardassiano dall'aria ingenua si avvicinò alla ferengi, ancora in deliquio per la possibilità di riaprire le saune.

"S-s-si Paldok?"

"Sei stata tu, non è vero? Tutta la storia di Phelga che voleva che non lavorassi e compagnia sono una balla colossale, l'ho sentita più volte dirti che, se lei mancava, affidava a te il locale. E dopo aver detto questo,

piangeva sempre pensando alle conseguenze sulle sue casse. Hai costretto Nathima a ingraziarsi Bernok per farci riaprire e stanziare dei fondi gratis."

"E-e-e a-allora? N-non so t-tu, m-ma io ho ve-veramente po-po-poco contante!

C-ci ser-vivi-vano dei liquidi per l'attivititàtàtàtà."

Dopo l'incontro col klingon la balbuzie della donna era cambiata... a volta spariva, altre volte diventava una tartagliata incomprensibile."

Il cardassiano alzò le braccia al cielo: "Per il grande Comando Centrale che è nei, cieli, sai che casino hai fatto? Adesso siamo in debito con quel grosso ambasciatore arrapato per la tua massaggiatrice, siamo in debito con Sagat e siamo legati alla stazione con un CONTRATTO, tutto perché ti mancavano due soldi!!"

La ferengi si alzò in piedi su uno sgabello, giusto per guardare l'altro da una posizione più elevata (di poco) e urlò: "E allora dimmi, genio della finanza, tu che avresti fatto, eh? Ce li avevi tu i soldi per riaprire il locale, EH?!?!?!"

"Certo."

La ferengi ruzzolò a terra rumorosamente.

Mentre, sospirando, la aiutava a rialzarsi, Paldok le spiegò: "Il principale aveva previsto l'eventualità che lui fosse segnato come... uhm... lui usava una espressione terrestre, qualcosa tipo 'disperso in azione'. Per questo mi ha lasciato un conto corrente a cui ho accesso solo per le spese relative al bar. Un conto molto ben fornito, su una banca neutrale a Ferenginar."

L'altra aveva gli occhi spalancati di un misto tra riverenza e terrore:

"M-ma p-per il gra-gra-grande Nagus, pepepeperché n-non me l'hai de-de-detto prima?!?"

"Perché hai voluto fare tutto da sola, tu e i tuoi piani! Sai dove siamo ora, no? Siamo nei guai fino al collo!"


Renata/dr. Rekat 2431.3101.01

Dopo la riunione e dopo l'intervento di Selkat in data 2431.2901.01

 

- Computer, registrazione.

Diario del primo ufficiale medico, data astrale 2431.3101.01

Giornata pesante! La riunione ha avuto, diciamo cosi', esiti imprevisti: tutto il diabolico caos di queste ultime 36 ore si e' rivelato un' esercitazione olografica particolarmente subdola e disgustosamente piena di effetti speciali in stile tardo XX° secolo; lo stress mi ha fatto fare commenti a sproposito e manco a farlo apposta il Gul ha sentito tutto e mi ha fatto una delle sue solite partacce. Mi ricorda mio padre, il miglior autore e interprete di paternali, partacce e affini di tutta Cardassia. Ha perfino lo stesso modo di inarcare il sopracciglio e agitare l'indice, guardandoti di traverso!

Conseguenza diretta della giornata persa, sono indietro con la manutenzione delle apparecchiature dell'infermeria. Dopo il tour de force che hanno passato, devo ricalibrare i sensori dei bioletti e tutti i tricorder e gli infermieri hanno il turno di riposo.

Basta autocommiserazione!

Computer, fine registrazione.

Il dottore armeggiava con i sensori dei bioletti parlando fra sé e sé: - Che noia! Se attivassi il MOE potrei fargli fare il punto ai tricorder e me la caverei in meta' tempo. Quasi quasi...

Computer, attivare il Medico Olografico d'Emergenza!

- Salute a te, o donna! Esculapio, dio della medicina e' qui per rispondere alle tue preghiere! Qual e' il male che ti affligge? Ma la tua pelle e' orrendamente deturpata! Quale mai peccato hanno commesso gli Achei per indurre Apollo a saettarli nuovamente coi dardi apportatori di peste? Ma le tue devote preghiere e i sacrifici ad Esculapio hanno ottenuto misericordia! E dimmi, l'epidemia si e' diffusa? Ma non puoi parlare, dovro' controllare io stesso.-

Trelia osservo' con gli occhi sbarrati il medico olografico, avvolto in una specie di lenzuolo e con in mano un bastoncino a cui si avvinghiavano due serpentelli estremamente realistici, avvicinarsi alla porta ed uscire nel corridoio

- E-E-E-Esculapio! Santi Arconti! Dr. Rekat a sicurezza! Allarme! Allarme!

Il MOE e' impazzito e gira per la stazione sproloquiando e credendo di essere il dio terrestre della medicina!

Glinn Selkat, mandi una squadra a fermarlo! Glinn Raiden, Glinn Seller, credo che ci sia un gran bisogno di voi!


Gregorio Baroni/Glinn Aurin Zalak 2431.3101.1

Bernok era ancora ubriaco di vino di sangue e felice per l'incontro con l'avvenente Nanthima, quando varcò la soglia del suo alloggiò barcollando paurosamente. Aveva lasciato Peg'Hich a casa durante la sua ultima uscita (non voleva distrazioni, sue o della ragazza, mentre tentava rozzamente di allungare le mani...) ma il cucciolo di targ non gli corse incontro come al solito, per tentare di mordicchiargli lo stivale. Al contrario, c'era una strana calma nell'alloggio e, anche attraverso i fumi dell'alcool, l'ambasciatore si accorse che qualcosa non andava... La stanza era completamente buia e dal fondo proveniva un cupo rantolo.

"Computer, luci!" ordinò seccamente il klingon.

Non successe nulla.

"Ho detto: luci!"

Ancora nulla.

"Provi ad essere più gentile, ambasciatore." una voce melliflua giunse dal fondo e immediatamente Bernok si voltò di scatto per impugnare la bat'leth.

Ma la parete era vuota.

"Ah, ambasciatore, voi Klingon siete così irruenti." rise la voce dal fondo, e aggiunse dopo una pausa "Computer, override del blocco comandi: illuminare a un terzo"

Le luci si accesero di colpo e Bernok dovette strofinarsi a lungo gli occhi prima di poter vedere distintamente. Un'esile figura con una lunga veste nera stava appoggiata a una parete con le dita incrociate in grembo; ai suoi piedi, ferito e rantolante, giaceva Peg'Hich con uno stiletto piantato nel cuore.

"Tu! Tu non vivrai abbastanza per pentirti di quello che hai fatto!" ruggì Bernok

"Si calmi, ambasciatore, e mi ascolti. La sua bestiola è molto tenace e fa un'ottima guardia; sono spiacente di averla messa fuori combattimento. Io..."

Il massiccio klingon fece scattare il suo d'ktagh e si lanciò sull'intruso, che rivelò però una sorprendente agilità, schivando un fendente diretto al volto, e ruotò su se stesso, assestando contemporaneamente un violento colpo col palmo al naso di Bernok. Il klingon ruzzolò all'indietro e cadde in ginocchio, mentre il sangue sgorgava copioso dalle narici.

"Sei forte, amico, ma codardo è colui che attacca senza mostrarsi!"

"Veramente, ambasciatore, è stato lei ad attaccare. Comunque..."

La figura vestita di nero mosse alcuni passi, uscendo dalla zona d'ombra, e rivolse un elegante sorriso al klingon.

"Aurin!" ruggì quello.

"boch ghIchraj, thlIngan." disse Zalak, porgendogli un fazzoletto pulito che Bernok rifiutò sprezzante. Il klingon strofino la manica dell'uniforme sulla faccia, peraltro aggravando l'epistassi, e borbottò:

"Sono curioso di vedere come spiegherai al tuo Gul questa aggressione, Cardassiano!"

"Ma non ci sarà alcun bisogno di spiegare nulla, ambasciatore" rispose

candidamente il Glinn "Soprattutto perché, se mi stesse ad ascoltare, capirebbe che in realtà è lei quello nei guai..."

Bernok scrollo vigorosamente ma il mal di testa non diminuì.

"Mi hai incuriosito, patetico vetlh: forse questo ritarderà la tua agonia di qualche minuto. Forse."

"Lieto di aver catturato la sua attenzione. Sarò il più diretto possibile, dato che voi Klingon sembrate apprezzare questa dote."

"Grrrr"

"Lei ha insultato il Gul e ne ha contestato l'autorità davanti a tutti i suoi ufficiali superiori: non solo è arrivato a definirlo 'otre pieno di kanar' in mezzo alla Passeggiata e davanti a dei civili, ma ha anche incitato l'intero quadrato ufficiali a sfidarlo apertamente e ad intraprendere azioni segrete volte a screditarlo e a minare l'efficienza dell'intera stazione. Glinn Tarim, Galt Raiden e Glinn Selkat risultano finora coinvolti in un embrione  di cospirazione teso ad esautorare Gul Sagat, e la colpa di questo è solo sua, Bernok."

"Io non..."

"Lei ha seriamente compromesso le relazioni diplomatiche tra l'Unione cardassiana e l'Impero klingon, attaccando un rappresentante del Comando Centrale. Inoltre ha abusato della sua limitata autorità di ambasciatore scorrazzando liberamente per la nave durante un'emergenza. E' sicuro che

Kahless intendesse proprio questo con la parola 'discrezione'?"

"E tu come...?"

"Non importa, ambasciatore. Infine, lei ha violato gli archivi del personale della stazione per condurre una sua ricerca indipendente, senza prima consultare il Gul o Glinn Selkat. Ma, cosa ancora più grave, per fare ciò ha evidentemente utilizzato dei pass di livello 7 contraffatti, dato che un'autorizzazione di così alto livello non spetta di diritto agli ambasciatori."

Bernok tenne la bocca chiusa e lanciò un'occhiataccia torva all'indirizzo del Glinn.

"Ce n'è abbastanza per rispedirla a Qo'nos, sparandola da un tubo lancia-siluri eppure Sagat non ha inoltrato nemmeno una formale protesta. La domanda è: perché? Perché un Gul burbero come Sagat non ha mosso un dito per rispedirla a casa, ma le ha addirittura concesso un favore personale permettendo la riapertura del bar di Paldok?"

"Io penso..."

"Mi lasci finire, la prego. Io sono interessato quanto lei a fare luce sulla vicenda degli oloemettitori ma, purtroppo, ho le mani legate. La mia fedeltà al Gul è assoluta: io sono nato per servire lo Stato e il Gul, come inviato del Comando Centrale, è di fatto il rappresentante di Cardassia in questo quadrante. Se Sagat agisce veramente con l'appoggio del Comando Centrale, io non posso far altro che obbedirgli e trovo francamente deplorevole che alcuni ufficiali si siano già mossi scavalcando la sua autorità. Ma se dovessi scoprire che Sagat agisce per suo conto e persegue scopi di cui il Comando è all'oscuro, allora sarò al vostro fianco nel disonorare un traditore."

Bernok si inserì abilmente nella pausa e riuscì finalmente a dire qualcosa.

"Sagat si è sporcato le mani in questa faccenda, terrorizzando a morte decine di persone e shockando il personale della stazione al di là di ogni limite. Ha insultato l'Impero Klingon, osando ferire un suo rappresentante e ha compromesso seriamente le relazioni diplomatiche di Cardassia. Inoltre

non sono affatto sicuro che questa simulazione sia stata così innocua come vuole farci credere..."

"Lei ha senz'altro ragione, ambasciatore. Sono stupito anch'io che sia stata permessa un'esercitazione di questo tipo, soprattutto soltanto pochi minuti dopo l'arrivo del Gul a bordo. E sono altrettanto stupito che siano state eseguite così tante modifiche tecniche senza consultare Galt Raiden. Ma tutto ciò non cambia le cose: se Sagat agisce sotto l'autorità del Comando Centrale, io lo proteggerò fino alla morte, anche se dovessi combattere contro tutti gli altri ufficiali e in nome di motivazioni che stento a comprendere."

"Questa non è abnegazione, è follia!"

"Sia come sia, io agirò secondo coscienza e difenderò lo Stato e il suo rappresentante fino alla morte. Ma lei, Bernok, può fare molto più di me: indaghi, scopra se Sagat è veramente un traditore come crede e, se mi

porterà le prove, io sarò al vostro fianco."

"Troppo facile, Cardassiano, rischia in prima persona e, se vuoi inquisire il tuo Gul, fallo mettendo in gioco la tua pellaccia."

"Sarebbe sciocco da parte mia espormi così tanto. Ma lei non ha nulla da perdere: il suo Impero la protegge e, a quanto pare, per il momento Sagat non ha intenzione di incrociare la lama con lei..."

"E se dovessi scoprire che Sagat ha le mani sporche di sangue, sangue di innocenti cardassiani morti per colpa di una rozza simulazione bellica, ma che ha le spalle coperte dal Comando Centrale? Fino a che punto arriva la sua lealtà, Aurin? E' veramente disposto a rischiare la vita per un folle omicida?"

Glinn Zalak sospirò, poi si lisciò la veste con le mani e si appressò alla porta.

"Estragga quello stiletto lentamente" disse indicando il cucciolo di targ "e prema con forza sulla ferita. La lama non era avvelenata e il suo cucciolo dovrebbe riprendersi in fretta...."

Zalak si trascinò stancamente fino alla porta e attese che rilevasse la sua presenza.

"Non ha risposto alla mia domanda, Aurin: sarebbe disposto a morire per un assassino, se questo agisce su ordine del suo Comando Centrale?"

"Tutto per lo Stato, ambasciatore" biascicò Zalak con fatica "tutto per lo Stato..."

Le porte dell'alloggio si richiusero con un sbuffo e Bernok rimase solo.


Atrus/Gehn 2431.3101. 1

[Molti minuti dopo]

"Ha-ha-hai sentito quello che hanno detto?"

"Eccome se ho sentito... questo tuo apparecchio capta le onde sonore a una distanza impressionante... Sei sicura che..."

Mishka sbuffò: "SICURISSIMA! Non f-f-fa mi-mica nulla di ille-lele-gale! Lui ascolta e ba-basta. Ascolta un po' più forte di un orecchio umanoide, ma... niente cimici, niente laser, niente di niente. Solo un buon o-o-orecchio."

Il giovane cardassiano si mise a girare avanti e indietro per l'avveniristico retrobottega del bar, in realtà un potente studio e centro elaborazione dati mascherato da Gehn in modo da essere introvabile.

"Cercavamo qualcosa per poter ricattare Bernok nel caso lui avesse ricattato noi ma... QUESTO è troppo! Persino il capo credo che lascerebbe stare, come ha fatto col Gul!"

La ferengi lo fissò negli occhi: "Io n-n-non ho la mi-minima intenzio-zio-zione di di-di-di-distruggere questo nastro dati! Può sempre to-tornare u-utile! Ma... de-devo darti ragione. Qui dietro c'è qu-qualcosa di mo-mo-molto grosso e io voglio so-solo tenere apepepeperte le sa-saune finché Phe-phelga non torna. Ci te-te-tengo alla mia pe-pelle!"

Il silenzio aleggiò per la stanza.

Mishka: "Che fa-facciamo allora?"

Paldok: "Per ora niente. Semplicemente, facciamo andare il bar e le saune. NESSUNO, nemmeno i tuoi fidati collaboratori, ma soprattutto Bernok, Zalak e Sagat, nessuno ripeto deve sapere di questo nastro. Ci limiteremo a tenere le orecchie ben aperte... e sperare che non si avverino le profezie del capo."

Mishka: "E sa-sarebbero?"

Il cardassiano la guardò col terrore negli occhi: "Gehn diceva sempre che stava per scoppiare una guerra civile..."

 


Febbraio 2001 © CCC