AVVENTURA 2001 (quinta parte)
wesley damar 2431 0202.3
Caro Marduk, come ti ho gia' raccontato in precedenza, la vita sulla stazione e' stata ultimamente alquanto movimentata e ognuno degli ufficiali anziani e' stato sottoposto ad uno stress notevole che ognuno di noi ha smaltito in maniera differente. Io ho ritenuto opportuno e molto stimolante recarmi alle saune dove ho conosciuto una dolcissima creatura ferengi e anche se so che la cosa ti puo' far sorridere penso che fra noi due possa nascere qualcosa di particolare tipo una intesa molto forte. Phelga, cosi' si chiama la creatura, e' la tipica donna ferengi molto propensa a cercare ogni fonte possibile di guadagno ma e' anche una creatura molto forte e caparbia insomma, una persona di cui ci si potrebbe innamorare........ Sì, immagino cosi mi stai per dire ma ti assicuro che la presenza di Phelga non mi distogliera' dalla mia operativita' sulla base, quindi un secondo caso Gilora Marek non si ripetera', non ti preoccupare.
Data stellare 50125.1 Diario della stazione redatto dal tenente Wesley Damar
Le terribili esperienze che abbiamo vissuto in questo periodo hanno minato la tranquilla routine della base e tutti gli ufficiali anziani hanno colto l'occasione per un po' di shore leave. Questo periodo ho deciso di trascorrerlo facendo visita ad un luogo molto interessante della base e li' ho finalmente conosciuto la persona più interessante della base: Phelga la ferengi, ovvero la padrona delle saune. Anche se illogico debbo ammettere che il personaggio e' molto intrigante e sono rimasto molto colpito dalla forza d'animo e dalla forte volontà, anche se indirizzato verso un futile scopo, non meno che dalla sua bellezza........ insomma una amicizia da coltivare.
Flavia/Selkat 2431.0202.01
GDR [dopo il pezzo di dr. Rekat 2431.3101.01]
Dr. Rekat a sicurezza! Allarme! Allarme! Il MOE e' impazzito e gira per la stazione sproloquiando e credendo di essere il dio terrestre della medicina! Glinn Selkat, mandi una squadra a fermarlo!
[..] Selkat corse in infermeria, ancora sgocciolante per la doccia che era intenta a fare. Maledizione, si era scordata il MOE! Aveva dimenticato di inserire quei dannatissimi file nella lista delle directory non incluse nella programmazione dell'ologramma. Poco male, al piu' quel coso stara' declamando l'Iliade... Sorrise, si era divertita un mondo a creare un codice crittografato corrispondente ai versi di quel sommo poeta terrestre. Altro che quel pisquano di Shakespeare (tanto per rimanere in ambito terrestre, ovvio che un paragone con altre razze era fuor di discussione)! Quella era vera arte, cruenta, viva, possente, un che di Klingon sotto.. "per Zeus onnipossente! Mi si sciolgono i ginocchi vedendo un mostro simile! Ti manda Ade a insidiare i miei pazienti? O la divina Pitonessa e' tornata in Vita e mi rivolge le sue attenzioni?" (le squame fanno sempre il loro effetto..) [Selkat al MOE]"Non sono un serpente, o maestro nell'arte guaritoria; mi invia il sommo Zeus a erudirti sui suoi desideri, sono un suo messaggero. Mi manda a dirti che i mortali hanno peccato di impudenza e arroganza, e non meritano le tue cure amorevoli. Tornerai ad occuparti di loro quando gli Achei avranno espugnato Troia, e il sangue versato in sacrificio agli dei immortali avra' placato la rabbia del divino Zeus!" Facile: ecco il MOE che spariva senza protestare.. poi Selkat si rivolse alla dottoressa allibita, che certo non immaginava che un ufficiale della sicurezza fosse capace di recitare! (e avreste dovuto vedere la mimica!!) "Dr. Rekat, mi perdoni, devo aver inserito per sbaglio la mia collezione di libri antichi nel database medico. Non so come abbai potuto commettere un simile errore, evidentemente lo stress della giornata e' stato piu' intenso di quanto immaginavo. Vediamo...dovrebbe bastare rimuovere questi file per risanare il suo sosia. Ma mi dica, com'era Esculapio?" E mentre la dottoressa si distraeva nel racconto un paio di comandi ben eseguiti (stavolta!) fecero sparire altrove i file incriminati. E per evitare che la memoria del MOE avesse tenuto traccia dei file, lo resetto', riinizializzandone la matrice. Cosa che Rekat avrebbe senz'altro proibito, se l'avesse saputo...Fortuna che ora questi aggeggi olografici si riinizializzavano in meno di un minuto, altrimenti la dottoressa avrebbe potuto accorgersene. Probabilmente la cosa sarebbe saltata fuori a breve, ma per il momento non c'erano rischi. E poi era stanca, giornata nera, tutto quello che poteva andare storto ci era andato... aveva voglia di staccare la spina, anche se il lavoro la chiamava. "Senta, abbiamo avuto una giornata molto pesante, che ne direbbe se la invitassi a prendere un wiskey aldebariano? Credo farebbe bene a entrambe."
Adriano Bernocchi/Bernok 2431.0203.01
NGDR - segue dall'incontro con Aurin.
...I fantasmi che aveva tentato di scacciare durante tutta la giornata (e doveva dire che Nathima era riuscita ad aiutarlo molto bene) gli erano ripiombati addosso d'un colpo, e si trovava nelle stesse condizioni della sera prima, quasi che il tempo non fosse passato. Era solo, al buio. Ma non era poi così affranto. In un certo senso, alcuni dei sui sospetti era stati confermati, e ciò, in parte gratificava il suo ego istintivo e pervicace. Anzi, si sentiva...determinato... - CHI E', SYNDEK, UN TUO PUPILLO?- urlò, con la testa levata al soffitto, senza aspettarsi realmente una risposta. Avrebbe sfogato la rabbia che gli covava dentro con quanto fiato aveva in corpo. Avrebbe stanato l'olovulqan dall'inferno virtuale in qui si era rintanato con la sola potenza del suo grido di guerra: - WAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAGH ! WAAAAA... Un Guardiamarina affacciatosi all'entrata compromise la riuscita della posa drammatica : - Problemi, Signore? Piegando la testa secondo un angolo innaturale e assumendo l'espressione spaesata più convincente che gli riuscisse, rispose: - Callistenia respiratoria. Poi ebbe un'altra idea bacata: - Peg'Hich, sbranalo! Venti centimetri di cattiveria si scagliarono alla gola del povero ragazzo: - Argh! Signore, perc..OUCH ! PerchèEEeeè ?... Evitò di rispondere e prestò attenzione al comportamento del diletto botolo: a quanto riusciva a sentire respirava in maniera strana, emettendo una specie di fischio a metà tra un sibilo e il suono di una trombetta, ma per il resto l'energia in corpo pareva quella di sempre. Probabilmente il disturbo avrebbe affetto la bestiola da allora in poi tutte le volte che fosse stata colta dall'eccitazione del combattimento, ma dopo aver avuto il cuore trapassato da uno stiletto lungo quanto lei era il minimo. Aurin non aveva mentito, le poche cure del momento erano ampiamente bastate. - Peg'hiiich...basta! Qui! Basta! Il piccolo Targ tornò indietro scodinzolando. - Venga qui, ragazzo, è stato un brutto scherzo...non si preoccupi, la proporrò al Gul per una promozione...siamo...molto amici, io e il Gul, sa...ora vada, vada. Ancora troppo scosso, il poveraccio se ne andò senza fiatare. Bernok batté tra loro i palmi delle mani, soddisfatto: era stato rassicurato sulla salute del cucciolo e si era preso anche la sua piccola vendetta sui *Guardiamarina che non entrano mai negli alloggi degli ambasciatori quando servono*. La prossima volta avrebbe trovato il muscoloso Marek ad aspettarlo nell'alloggio! Brrrrrr! Che ipotesi sconfortante! Meglio non pensarci! Zalak aveva ragione. Per qualche misterioso motivo, gli erano concessi ampi margini di libertà ed era perciò tra le persone più adatte per scoprire cosa celasse davvero Kell Nor. Tuttavia era anche uno nel mirino. Non solo la sua missione sembrava di dominio pubblico - Grrrr - , ma coloro che avrebbero potuto far causa comune con lui, Tarim, Raiden e Selkat (era convinto che il Cardassiano dalla Veste Nera non si fosse lasciato sfuggire per sbaglio i loro nomi) erano, evidentemente, altrettanto sorvegliati. Come prendere l'iniziativa in simili condizioni? Aveva bisogno di qualcuno lontano dagli intrighi politici, privo di qualsiasi tipo di legame, privo di scrupoli, un vero cane sciolto, insomma. Le implicazioni di quanto stava pensando non gli piacevano, per niente. Rivolgersi ancora a quel mostro...Già approfittare dei suoi servigi la prima volta era stato il più grande compromesso che avesse mai fatto con il proprio onore...al diavolo, aveva sempre detto che si sarebbe scelto da solo il luogo e il tempo per morire. Riestrasse il pugnale d'ktagh dal fodero, si scoprì il petto e lo puntò al cuore...
Bastava una piccola incisione per estrarre il comunicatore sottocutaneo. Era l'unica maniera che conoscesse per mettercisi in contatto. Bernok sorrise amaramente: Lui lo consegnava solo ai clienti migliori. Aveva sempre sperato di non essere uno di loro. La piccola capsula luminosa brillava nella sua mano. La ruppe. Il liquidò che ne scaturì si mescolo al sangue che gli aveva sporcato la mano, poi evaporò. Era vicino. Saarna il Djinn, la canaglia di Nausicaa, era vicino.
Intanto, mai troppo lontano, sulla quarta luna di Comunaris VII, in una bettola di infima categoria, la feccia della galassia scommetteva sugli esiti di un infame lotta tra due gatti circassiani. Il primo aveva il manto giallo con delle macchie ruggine, il secondo pelo lungo, azzurro, con lunghe screziature violacee che partivano della testa. - Bip-biiip. Bip-biiiiip. Un Gorn, seduto accanto ad un grosso nausicaano chino sul tavolo, con la faccia orrenda nascosta dalla fetida criniera, notò il rumore. - Ehi, capo, cos'è che suona? - Mrgrf. Cercapersone. Il Nausicaano non disse altro. Il Gorn scrollò le spalle. Aveva paura di Saarna, e meno si faceva notare, meglio era. Parla solo lo stretto necessario, ricordatelo, lingua di buhaval che non sei altro! Non riuscì però ad impedire a se stesso di fissare ancora l'automa di Minos Korva che Gli svolazzava attorno. Come avrà fatto a procurarselo? L'Arsenale della Libertà è inviolabile... Saarna si alzò. Con le spalle rivolte verso il galoppino si limitò a dire: - Andiamo. - D-dove capo? Abbiamo scommesso, e l'incontro non è ancora finito... - Su chi abbiamo scommesso? - S-sul blu... - Cht! Automa, il gatto giallo. Un raggio arancione partì dal pod fluttuante e colpì in pieno la bestia fulva, vaporizzandola. - Andiamo a riscuotere.
Guido Barbi/Elim Garak 2431.0202.01
Tarim aveva ricevuto una chiamata da suo padre, che gli diceva che a quest'ora sarebbe arrivato l'occhiale-retina dell'Ammiraglio Jader. Il posto dove doveva arrivare il pacchetto era il mercantile di Orione attraccato al ponte 3, Tarim entrò e si fece accompagnare dal Capitano della nave, gli diede una barra di Latinum placcato in oro e prese gli occhiali, per fortuna nessuno lo aveva visto...
Tarim arrivo di nuovo nel suo alloggio, aveva bisogno degli occhiali per entrare nel computer di Jader, sul file di Jader aveva letto che aveva tentato di prendere il potere, ma riuscì a cavarsela grazie a degli amici, e la storia non venne mai alla luce... Tarim accese il computer -Computer connessione al Comouter centrale Cardassiano -Connesso -Accedere a tutti i file personali e non dell'Ammiraglio K. Jader -Controllo retina...Benvenuto Ammiraglio -Computer mostrami tutti gli appunti o le registrazione di bordo che contengono informazioni sul progetto Cardassiano-Federale Tecnica Olografica, Modulo 6,7 -Questi dati sono criptati, immettere codice
Bah doveva anche sporcarsi le mani, Tarim prese qualche accessorio che teneva nella sua borsa con gli occhiali-retina (di mezzo mondo per altro ;-)....ecco!! -Computer il codice è DeltaGammaAlpha3333444772124Gamma -Attivato
Tarim si mise a leggere ed ascoltare tutti i file trovati, era incredibile, l'ammiraglio Jader progettava di... non era possibile -Computer attivare una connessione con l'Ammiraglio E. Tarim -Impossibile Ammiraglio E. Tarim, è stato arrestato tradimento, è stato trovato mentre mandava degli occhiali-retina
Merda!! Pensò Tarim doveva sparire di lì il più in fretta possibile, avrebbero scoperto tra poco che lui era il destinatario, e avrebbero mandato l'ordine d'arresto al Gul. Tarim prese la sua roba, ordinò al computer di cancellare tutti i file col metodo Tarim_Theta_23. L'unico posto dove si poteva nascondere era sulla nave orioniana, no era già partita, quando sentì Selkat -Derek Tarim si presenti da me.
Era arrivata la comunicazione, si liberò del comunicatore, e prese un shuttle dopo avere disattivato il raggio traente, e volo' via. Aveva intenzione di rifugiarsi su DS9, dove avrebbe chiesto asilo, tanto se avesse spiegato tutto, avrebbero arrestato Jader.
Matteo/Gul Sagat 2431.0302.01
"Gul Sagat a Glinn Zalak" ... "Ho sentito la sua conversazione con l'Ambasciatore, del comportamento tenuto da quest'ultimo ne avevo già parlato con il Comando Centrale che ha passato la comunicazione all'impero Klingon, e mi hanno pregato per questa volta di essere clemente. Un ultima cosa su questa base sta succedendo qualcosa di veramente strano, qualcuno vuole fregarci, si metta in contatto con Glinn Selkat, e ne discuta con lei, qualsiasi cosa scopra sarà tenuto a comunicarmela. Ha quasi mi dimenticavo parli pure tranquillamente questa linea è sicura!"
Guido Barbi\Tenente-Glinn Derek Tarim 2431.0204.01
Tarim era arrivato su DS9, andò allora dal Comandante Nog [N] Signore!(si mise sull'attenti) [T] Riposo. [N] Se posso la missione è andata bene [T] Si! Jader è come sospettava il mio governo e l'Ammiraglio Bashir, un traditore, e vuole cercare di annientare i più importanti capi di Cardassia attraverso il modulo 6,7. [N] Ho chiamato suo Zio, dovrebbe arrivare entro 12 ore. [T] Bene io adesso contattero' il presidente. Tarim esce.
Adriano Bernocchi/Bernok 2431.0205.01
NGDR - mentre Tarim si trova su Deep Space Nine...
L'ammiraglio Andros Genestra, in gioventù uno dei più grandi capitani della Flotta Stellare , ascoltò con gravità quello che il comandante Nog aveva da dirgli. Le prove dell'infame tradimento di Jader gli erano già state inviate, e presto sarebbe stato deferito alla corte federale. - Grazie mille, Comandante. La situazione è chiara e grazie al suo aiuto, ma soprattutto grazie a Glinn Tarim, potremo finalmente agire contro William Jader. Questa è una grande vittoria per Cardassia e per la Federazione. Uniti. Genestra, chiudo. L'ammiraglio ebbe appena il tempo di tirare un sospiro, poi un altro volto, questa volta familiare, comparve sul terminale della sua scrivania. - Salute, Primo di Betazed. - Salute a te, Terzo di Cardassia. Dunque il piano è andato a buon fine, Will non si è accorto di nulla... - Sì. Il percorso scelto era tortuoso, ma l'unico possibile per evitare l'intercettazione. - ...........Terzo...era davvero necessario? - William è stato tradito da se stesso, non da noi. Lui ha tradito il Progetto, non noi. Nessuno dovrebbe sopravvivere al proprio desiderio di potere. - Era uno dei fondatori del... - Era obsoleto, Primo. Aveva assolto il suo compito, e avrebbe approvato lui stesso, se fosse stato quello dei vecchi tempi. - E per quanto riguarda il Glinn? - Finché rimarrà su Deep Space Nine potremo controllarlo. - Terzo, gli abbiamo dovuto concedere molto... Genestra era empatico, naturalmente, ma questa volta fu il suo interlocutore a leggere dentro di lui: - L'affetto che nutro per lui è indiscutibile, lo sai bene. Ma sai altrettanto bene che gli abbiamo fatto sapere solo quello che volevamo. Io non sono Jared, mi ricordo, oh, se mi ricordo, quanto è stato sacrificato fino ad ora, per essere dove siamo; se mai il mio comportamento diverrà di ostacolo alla causa ti dirò io: Uccidimi!... Dopotutto, sono Cardassiano. A distanza di anni luce, due divinità risero senza allegria.
Bernok era irrequieto. Se aveva calcolato bene i tempi, Saarna si sarebbe fatto vivo tra pochi minuti. Com'era ovvio, non si trovava su Kell Nor, ma nello spazio silente, a bordo del Runabout "Providence". - Vorrei mi fosse permesso l'uso di una navetta, quegli sfaticati di minatori nella Nebulosa di Bender hanno proprio bisogno di una bella ispezione a sorpresa eh, eh, eh.- Questo era quanto aveva detto a Gul Sagat, avrebbe potuto risparmiarsi la fintissima risatina complice finale, ma nel complesso era credibile. Aveva fatto attenzione a diffondere a destra e a manca la notizia dell'ispezione, per rendere più facile a Saarna lo scovarlo. Lavoro sprecato, tutto sommato. Saarna non ha bisogno di appuntamenti, Saarna ti trova e basta. Diede una rapida occhiata al pilota della navetta. Non dubitava che Sagat gli avesse affiancato uno spione fidato. Gli spiaceva per lui. - Nave non identificata in fase di disoccultamento a prua, Ambasciatore. Era una lancia di piccole dimensioni, non appartenente a nessuna classe ben definita, ma a molte, nel senso che nella sua forma sgraziata (eppure minacciosa) includeva elementi di molti vascelli conosciuti . Lo scafo, molto appropriatamente, era interamente dipinto di nero. - Cerco di stabilire una comunicazione... Improvvisamente, una voce, proveniente dalle loro spalle, dove nessuno avrebbe dovuto trovarsi : - Contatto avvenuto! - , poi subito - FLASHBRZZZZAP... Un phaser avrebbe fatto un lavoro troppo pulito. Al posto del pilota ora Bernok fissava un paio di gambe prive di tronco, con la colonna vertebrale che, spuntava ancora come un albero vizzo in mezzo alla brughiera. - Dannati Orioni! Il Legato vi paga bene, eh? L'ultima battuta di Bernok, con frecciata annessa, era a beneficio delle autorità della stazione, casomai fosse sopravvissuta qualche registrazione; ma aveva tutte le ragioni per credere che quella perla di umorismo sarebbe andata perduta. Un altro sparo, di minore intensità lo spedì (un po' abbrustolito, in verità) nel mondo dei sogni. - In questa...storia...continuo...a prenderle... Prima di distruggere il resto del Runabout, il cacciatore di taglie strappò la colonna vertebrale dalla vecchia, naturale sede nella fu-schiena del fu-cardassiano. - Questa sarà un ottima collana...
- Bentornato sulla Tolmekia-khorne...Ambasciatore. Il Klingon riaprì gli occhi: davanti a lui, riverso, stava un Nausicaano torreggiante, con un armatura arrugginita e i vestiti impolverati e sudici, decorati con trofei macabri e costellati di congegni dalle forme più esotiche. Tutti dispositivi illegali e mortali, ovviamente. Un bracciale dell'armatura incorporava delle siringhe che iniettavano automaticamente droghe e stimolanti di ogni genere nel suo corpo. Un visore multi-funzione gli copriva l'occhio sinistro, e direttamente ai condotti uditivi erano collegati due terminali sonori dai quali proveniva un tambureggiante Classic-Metal tholiano. Il migliore dei Trip. Una sonda da combattimento minosiana svolazzava malignamente attorno. Un ritratto che nel complesso si poteva definire disumano quanto un Borg, ma molto più brutale. Sì, era indubbiamente Lui. L'Essere che per la maggior parte dei mondi conosciuti era considerato una leggenda, il mostro che sui pianeti primitivi le mamme usavano per spaventare i bambini, l'Orco delle fiabe che per Bernok era una ripugnante realtà: - Ciao Djinn. Ci si rivede. Quei pochi che avevano la sventura di conoscerlo, sapevano perché fosse chiamato "il Djinn". Tutto partiva dalla sua bizzarra etica professionale: se chiedi qualcosa a Saarna, devi essere preciso, altrimenti tende a improvvisare. E quando Saarna improvvisa la gente muore, punto e basta. Si ritirò su. Al fianco di Saarna c'era Sgnarfagobble, il timoniere e tecnico Pak'Led della nave, probabilmente l'unica persona al mondo di cui il Nausicaano si fidasse realmente. Sgnarfagobble si distingueva dai suoi conformisti simili per una spettacolare parrucca azzurra mantenuta in piedi con generoso uso di grasso di Gabàl. Gli altri sulla nave non li conosceva, scarti di varie razze, carne da cannone semplice e pura. - Sput.- un bolide di catarro schifoso lo sfiorò sulla destra. Era un bel modo per dire buongiorno.- Cosa devo fare per te, stavolta? Non capiva mai quando i Nausicaani facevano ironia. Non erano certo noti per l'espressività. - Metterò subito un punto in chiaro, Saarna. Avrò bisogno di te a tempo pieno... - Mrgr, diventerò un colletto bianco... - ...già, e, anche se a lavoro finito ti ricoprirò d'oro, non potrò pagarti subito. - KLINGON, CONOSCI LE MIE REGOLE, TUTTO SUBITO O NIENTE... - Se usassi i miei fondi, anche privati, mi esporrei troppo, per la faccenda che devo trattare. Posso però offrirti delle garanzie... - Garanzie? Bernok rabbrividì. Quella sarebbe stata la parte peggiore. Per Kahless!...prese la mano aperta del bestione e la trasse a sé. Poi con il pugnale Dk'tag, praticò un taglio sul proprio palmo e lasciò che l'icore rosato colasse giù. - La mia vita. - La tua vita? Non vale niente, vecchio, sei carne morta. - La vita del mio casato...- Bernok era stupefatto di quanto aveva appena detto! - mhmhmhmhMHMHMHMH, ACCETTOOO! -...ma era tardi ormai... Il Nausicaano leccò il sangue che aveva bagnato la sua mano. Bernok aveva concluso il suo patto con lo scorpione.
- Cosa devo fare ora? Raauuugh... - Tarim, il primo ufficiale di Kell Nor, è fuggito dalla stazione per destinazione ignota. Trovalo, e persuadilo a tornare indietro. Nessun collegamento con me deve potersi verificare. Oh, e lui mi serve VIVO, e TUTTO INTERO, credo abbia informazioni che mi possono essere utili. Gli sembrò (sembrò) di leggere una nota di scontento sul volto del diavolo... - Va bene, qualche pezzo glielo puoi levare, ma non andare al di là di qualche dito... - Come ti riporto alla stazione? - Ce l'hai una navetta? - Runf. - A posto, userò quella e dirò a Gul Sagat che corsari di Orione hanno intercettato la nostra rotta e mi hanno lasciato vivo e umiliato per dimostrare che nessun porco Klingon può sfidarli sul loro territorio...
Matteo/Gul Sagat 2431.0602.01
Sagat apprese che il suo n°1 aveva abbandonato la stazione e stava correndo in Ops per parlare con Selkat. Una volta arrivato trovò Selkat che controllava delle consolle "Glinn Selkat, ormai dobbiamo ritenere il Tenente-Glinn Tarim come un disertore, e considerarlo un criminale, quindi se si rifarà vivo dovrà arrestarlo immediatamente." [Selkat]"Si signore c'è un altro problema che riguarda l'Ambasciatore Bernok, la sua nave è sparita e dai rilevamenti con i sensori a lungo raggio abbiamo trovato tracce di esplosioni" [Sagat]"Glinn io penso che quel cane di un Klingon trami qualcosa contro di me, non ha mandato giù per niente la simulazione, è da ritenere anche lui in stato di arresto lo comunichi al CCC e all'Impero Klingon mi fido di lei" [Selkat]"Agli ordini signore!" Selkat si mise subito all'opera, mentre Sagat si diresse verso il suo ufficio, era giunto il momento di trovare un nuovo n°1. "Glinn Zalak, qui Gul Sagat, vorrei parlarle nel mio ufficio è importante!"
Flavia/Selkat 2431.0602.01
Ma non si poteva mai stare in pace su questa stazione?! Stava finalmente per prendersi un momento di tranquillita', magari in compagnia di Rekat, quando il Gul l'aveva chiamata. Ora si era veramente stufata! Da quando erano arrivati i nuovi ufficiali era diventato impossibile gestire la sicurezza. Gente che scappava ogni pie' sospinto, prima Phelga, Gehn (e qui si lascio' scappare un sospiro di sollievo...) e Lora, subito dopo Tarim e Bernok. Non aveva neanche avuto il tempo di esaminare i diari della stazione, eppure non si ricordava di aver toccato il letto nelle ultime 48 ore. Le era stato ordinato di non mettere ulteriormente in subbuglio il personale con una sorveglianza troppo pressante, ma se si continuava cosi' non avrebbe avuto piu' nessuno da sorvegliare... Forse sarebbe stato meglio, tanto la stazione era talmente automatizzata che la si poteva controllare anche in due! E al massimo avrebbe usato gli oloemettitori... Stava per pigliarle un attacco di nervi: stress, troppo stress... mentre si dirigeva al suo ufficio si fermo' al bar, riaperto da poco, non lo aveva ancora esaminato. Ordino' a Paldok un beverone arancione che solo lui sapeva preparare, con ingredienti che era meglio non conoscere, e il cui effetto era stranamente duplice: allontanava la stanchezza e rilassava i nervi...probabilmente tanto legale non era, assomigliava a un tipo di droga in commercio su Risa, ma non era troppo dannoso e aiutava il sistema nervoso, cosa di cui l'intero equipaggio aveva bisogno in questi pazzi giorni. Lo ingoio' tutto di un fiato, e riprese la corsa verso l'ufficio. Li' giunta, inizio' con il bloccare tutti i portelli di attracco, d'ora in poi solo lei avrebbe autorizzato imbarchi e sbarchi, e per essere certa che nessuno violasse il protocollo perse un bel po' di tempo. Predispose ancora un po' di sensori interni che la tenevano informata degli spostamenti del personale. Fenomenali i nuovi sensori termici, rendevano superflui i comunicatori, e cosa piu' importante di tutte, solo Raiden ne conosceva l'esistenza, visto che li aveva installati, e quindi difficilmente qualcuno poteva manomettere il sistema. Poi continuo' a visionare le registrazioni delle ultime ore fatte nei vari alloggi (ma una legge 675/96 intergalattica non esiste?!), cercando di sbrogliare la matassa. Per la verita' non aveva bisogno di sbrogliare piu' di tanto, e se qualcuno dei fuggiaschi scopriva i piani segretissimi dei quadrante Alpha, lei ci avrebbe solo guadagnato, doveva solo predisporre tutto affinche' le informazioni seguissero solo alcune vie prestabilite...
Febbraio 2001 © CCC