AVVENTURA 2001 (settima parte)
Forla/Narratore 2431.0212.01
Comunicato stampa interstellare.
Questo documento ufficiale e' stato redatto durante un concilio congiunto dei governi della Federazione Unita dei Pianeti e dell'Impero Romulano.
Onde evitare inutili incomprensioni e possibili interpretazioni errate rendiamo di pubblico dominio gli avvenimenti accaduti tra le date stellari 2431.0202.01 e 2431.0210.01.
1) Gia' da tempo i servizi federali erano sulle tracce del gruppo terroristico denominato PrOlo. Questi criminali erano entrati in possesso illegalmente di una tecnologia all'avanguardia nel campo degli ologrammi e minacciavano di destabilizzare il governo Cardassiano per trarre in seguito profitto da una guerra cardassiana contro la federazione. Nell'operazione, resa possibile grazie alle informazioni di Derek Tarim, noto ufficiale cardassiano, sono stati arrestati gli ammiragli Genestra e Jader (rivelatosi in seguito un cardassiano modificato geneticamente). In questa sede intendiamo ringraziare Derek Tarim per i servizi offerti alla pace interstellare. 2) Contemporaneamente e' stata anche sgominata una fazione ribelle della Tal Shiar che intendeva dichiarare guerra sia alla Federazione che a Cardassia. Il gruppo suicida non ha avuto il minimo scampo e sara' processato secondo la legge dell'impero Romulano. Il pubblicizzato accordo romulano-federale era in realta' solo una trappola per far uscire allo scoperto tale fazione. 3) Di minore importanza ma comunque da segnalare a tutti i governi e' l'arresto dei mercenari Saarna e Sgnarfagobble da anni ricercati per crimini commessi in tutti i pianeti conosciuti. 4) In questa sede i governi federale e romulano si dichiarano nuovamente reciproca stima e si impegnano in un patto di non belligeranza.
Forla/Narratore 2431.0212.02
Sala dei processi di Cardassia Prime. Sono presenti Derek Tarim, suo padre, il giudice, l'arconte e Gul Sagat.
- Ammiraglio E. Tarim! Come ben sai la tua sentenza e' stata gia' emessa il giorno del tuo arresto! Questa corte militare, in virtu' dei pieni poteri che il Comando Centrale le conferisce, ti dichiara colpevole di furto aggravato ed esportazione di tecnologia segreta. La pena, come per tutti i reati, e' la morte. Questa sentenza verra' resa esecutiva oggi stesso alle ore 21.
L'ammiraglio abbasso' la testa in segno di accettazione della condanna a morte. La sua condanna venne vista in olovisione in tutta l'Unione Cardassiana.
- Glinn D. Tarim, questa corte la dichiara colpevole di diserzione e di esportazione di informazioni segrete. In virtu' di una precisa richiesta della Federazione Unita dei Pianeti e dei servizi svolti a favore dell'Unione Cardassiana, la sua condanna e' la degradazione a guardiamarina e l'esilio forzato sulla stazione Kell Nor dove sara' sotto la personale supervisione di Gul Sagat. Questa condanna sara' resa esecutiva immediatamente. Una nave e' gia' pronta per il suo viaggio.
Ad un gesto preciso di Gul Sagat venne attivato il teletrasporto. Lui e Terim si ritrovarono a bordo di una navetta che parti' immediatamente per Kell Nor.
Durante il viaggio non accadde niente di particolare e i due sbarcarono senza problemi sulla stazione.
Matteo/Gul Sagat 2431.0213.01
Il Gul era appena atterrato su Kel Norr in compagnia dell'ormai Guardiamarina Tarim "Allora Guardiamarina, spero che quello che è successo le serva da lezione, come lei sa già fino al mio nuovo ordine lei sarà un sorvegliato speciale" "Certo Gul Sagat, mi dispiace di tutto!" "Se mi avesse detto tutto non ci sarebbe stato bisogno degli occhiali retina, le avrei dato io le informazioni che le servivano e suo padre non sarebbe in una cella con le ore contate!"
Atrus/Nanhtima 2431.1002.1
>La roulette e il tavolo del Tongo piangono, stasera..." La donna poi sfoderò un sorriso, stavolta non lascivo ma curioso: "Non avevo ancora conosciuto un cardassiano capace di resistere a questo vestito. Potrei quasi offendermi, sa? Ha dei parenti vulcaniani o cosa?"
Raiden sorrise divertito, gli sarebbe piaciuto raccontarle la verita', solo per vedere lo shock sulla sua faccia... "Di solito non mi lascio distrarre, quando gioco a Dom jot... ...e neanche in altre cose..." disse con voce suadente, prendendo la mano di Nanhtima e baciandola. "E' stato comunque un piacere, giocare con lei..." detto questo si volto' e si mise ad osservare il dottore e il capo sicurezza che si riscaldavano...
Renata/dr. Rekat 2431.1002.1
[Selkat]: "Perfetto, credo di aver studiato a sufficienza il nostro caro Raiden. Sono un po' arrugginita con la stecca, quindi un paio di tiri di riscaldamento non possono che farmi bene."
Le due donne si avvicinarono al tavolo e iniziarono a far correre le sfere sul piano. Raiden le osservava attento, da vecchio volpone voleva capire quali erano i punti deboli delle avversarie e come sfruttarli al meglio. La cosa che lo colpi' di piu' fu che mentre lui aveva bisogno, per sfornare i suoi micidiali tiri, di silenzio e concentrazione, quelle due giocavano tranquillamente starnazzando come due ochette, e piu' che alla cinematica del moto parevano interessarsi al nuovo vestito che indossava Nanthima... Ah, le donne! Eppure non poteva negare che giocassero bene.... Per di piu' avrebbe dovuto zittirle in qualche modo, senno' addio relax, avrebbe fatto piu' fatica a concentrarsi che davanti alla scollatura di Nanthima! [Rekat]: "meno male che eri arrugginita, te la cavi abbastanza bene!" [S]:"non sono l'unica! Ora so che posso fidarmi a farmi aprire la pancia da te! Comunque il Dom-jot non si dimentica, e' come guidare una navetta, una volta che hai capito il trucco e' facilissimo! le traiettorie appaiono quasi disegnate sul tavolo, resta solo da imprimere la giusta quantita' di moto... Ma quando arriva quel Klingon? Ho sempre odiato i ritardatari!! Magari arrivera' gia' ubriaco.. Piuttosto, avete sentito le ultime notizie sul fuggiasco? Che ne pensate?"
Adriano Bernocchi/Bernok 2431.0212.01
Bernok, fresco della piacevole visita alle saune di Mishka, si stava accingendo a fare il primo passo nel bar di Paldok quando - orrore - vide Nanthima intenta a flirtare con Galt Raiden! Caspita, d'accordo che, da quando aveva sborsato i soldi, l'ascendente su di lei sembrava molto limitato ( più o meno ora riceveva quelle stesse, minime attenzioni che si prestano alle uova Taspar sul fuoco per controllare che non si brucino), ma insomma, era sempre il benefattore del locale! Almeno avesse avuto con sé Peg'Hich, ma il cucciolo, dopo tutta l'eccitazione di quei giorni, era ritornato in catalessi. L'aveva lasciato nella stanza che russava facendo ancora quel bizzarro fischietto col respiro ed emettendo piccoli e flatulenti sbuffi di fumo viola (altra, imprevista, conseguenza della ferita). Maledisse le sue manie da primadonna, che l'avevano fatto arrivare in ritardo per l'appuntamento che lui stesso aveva fissato, e si avvicinò al tavolo da Dom' Jot deciso a far sfoggio di tutta la consumata e spavalda abilità di cui era dotato. Aaaah, il Dom'Jot! Che gioco meraviglioso! Tanti bei ricordi gli si affacciarono alla memoria: era anche grazie a lui se era riuscito a ricostruire le fortune di famiglia! Osservò con affetto la lucida superficie del tavolo, le luci multicolori ai lati e al centro...Yamada, sempre lui, una volta gli aveva spiegato (quanto si ricordava prima di appisolarsi per la noia, naturalmente) il funzionamento meccanico del gioco: all'interno del tavolo vengono generati dei minuscoli campi magnetici che deviano la traiettorie delle sfere "Dom": le luci definiscono quali saranno tra queste le più probabili attraverso il loro colore, e al contempo danno punti quando vengono colpite (punti diversi a seconda della combinazione, della velocità delle varianti regionali del gioco...) . Le ordinate geometrie disegnate dal dischetto, il lampeggiare delle luci, i colori psichedelici sono tutti elementi che concorrono a fare del Dom'Jot un gioco piacevole da guardare, oltre che appagante da giocare. Yamada era davvero uno stupido! Contava solo una cosa, e cioè "Il Dom'Jot è come la vita: c'è spazio e per la ragione e per l'istinto." Lui di sicuro usava il secondo, mentre aveva l'impressione che Galt Raiden usasse più la prima...fece un cenno di saluto a Selkat e Rekat (non aveva calcolato che ci sarebbe stata anche lei...oh, ben venga!), che stavano già riscaldandosi al tavolo: ormai mancava solo Zalak; sarebbe stata una partita interessante...
Atrus/Nanthima 2431.0212.01
Nanthima mollò Raiden, che la stava bellamente ignorando, pensando che almeno non aveva la seccatura di inventare una scusa per scaricarlo. Però, in effetti, la infastidiva la freddezza del cardassiano...molto più di quanto non volesse ammettere a se stessa. Ritornando al sorriso mellifluo (o, come lo definiva Gehn, il sorriso dello spremiagrumi all'avvicinarsi dell'arancia) fece passare un braccio sotto quello, molto più ampio, di Bernok, che stava aspettando il suo turno, e gli disse: "Era ora... credevo non sarebbe più arrivato, ambasciatore. Come poteva mancare il nostro benefattore alla prima partita ufficiale di Dom-jot della nuova gestione?" Paldok fece una piccola smorfia che poteva essere un sorriso mentre puliva un bicchiere... dallo sguardo da sushi che Bernok rivolgeva alla massaggiatrice, si poteva comprendere che lei avrebbe potuto spremergli sino all'ultimo soldo e, dopo tutto, lasciarlo felice e gongolante...
Gregorio Baroni/Glinn Aurin Zalak 2431.1202.1
"Razza di talpa kesseriana!" brontolò Zalak, pulendosi gli angoli della bocca con il tovagliolo. Quel debosciato di un Klingon era talmente rapito dalla rara bellezza di Selkat e Rekat da non accorgersi nemmeno che lui stava seduto al bancone del bar, consumando un'ottima torta di crema Yigrish. "Grazie, Paldok, veramente eccellente." aggiunse il Glinn con un sorriso, pagando il conto e allontanandosi dal bancone con una tazza di the di foglie rosse tra le mani. Forse la sua entrata era stata veramente troppo discreta, visto che anche Selkat l'aveva sovranamente ignorato nonostante avesse puntato decisamente al suo tavolo; in verità, la scena era stata abbastanza comica: Zalak si era già profuso in un elegante inchino al suo indirizzo, quando il Capo della Sicurezza era balzata in piedi, si era diretta verso di lui a braccia aperte e poi... l'aveva semplicemente sorpassato (assestandogli pure uno spintone) ed era corsa ad abbracciare la dott.sa Rekat! Il Glinn a quel punto aveva rinunciato e, con un sospirone triste da far sciogliere in lacrime un Vulcaniano, si era diretto al bancone del bar per affogare l'imbarazzo nella crema Yigrish... Ma che anche quel bisonte klingon l'avesse ignorato! No, questo non poteva proprio sopportarlo! "Eeh, ehm..." Zalak si schiarì la voce e appoggiò la tazza sul tavolo lì vicino, poi disse "Ambasciatore, noto con disappunto che la puntualità non è una prerogativa di voi Klingon. Il vostro codice d'onore sarà anche ferreo ma vedo che non vi impedisce di essere scortesi con i vostri stessi ospiti..." Bernok impallidì e Zalak ne fu sommamente compiaciuto. "O di far aspettare due graziose signore." aggiunse il Glinn, eseguendo un duplice baciamano da far impallidire il più consumato corteggiatore. "Comunque, credo che adesso ci siamo proprio tutti e possiamo cominciare la nostra partita." L'impassibile Raiden era rimasto in disparte, in quella piccola scaramuccia verbale, e Zalak gli rivolse un secco cenno del capo, offuscandosi per un momento. Ma fu solo un attimo. "Abbiate pietà di me, signori!" si lamentò Aurin con un sorriso vivace sul volto, mentre saggiava la bilanciamento della stecca "Io sono un letterato non un atleta..."
Flavia/Selkat 2431.1302.1
"I Vulcaniani sono soliti affermare che ogni attivita' del corpo e' decisa dalla mente, e una mente allenata e pronta, come e' senza dubbio quella di un letterato, puo' avere facilmente la meglio su un corpo d'atleta ben allenato. E poi il Dom-jot non e' certo uno sport fisico, non tema. O vuole solo sviare gli avversari per poi prenderli di sorpresa? Comunque se teme di non essere sufficientemente "atletico" evitero' di sfidarla a Carpax, magari preferisce una partita a scacchi! Benvenuto, Ambasciatore, era ora che si facesse vivo! Come sta il suo cucciolo targ?"
Mentre pronunciava questa apparentemente innocente domanda sorrise, e si diverti' a esaminare i cambiamenti nella pigmentazione di Zalak e Bernok, impercettibili, quasi, ma sufficienti a farle capire di aver colpito in pieno il bersaglio: aveva instillato in loro il dubbio che fosse a conoscenza del loro incontro, costato una stilettata al povero bestiolino, ma si guardo' bene dal darne ulteriore conferma, anche visivamente. D'altro canto il Gul aveva gia' scoperto le carte, rendendo quasi di dominio pubblico che certi alloggi erano strettamente monitorati (lei non avrebbe rivelato niente, ma ormai...). Aveva intuito che il Klingon sapeva molte cose piu' di quante lasciasse trapelare, voleva lanciargli un monito: anche lei sapeva piu' di quanto si credesse, potevano unire le relative informazioni. Ma per il momento la cosa principale era giocare una bella partita. Avversari in gamba, ci sarebbe stata battaglia! Insomma, una serata divertente e interessante le si parava davanti, avrebbe conosciuto meglio gli altri ufficiali e magari avrebbe unito l'utile al dilettevole....
Adriano Bernocchi/Bernok 2431.0213.01
Bernok aveva visto Zalak levarsi dal bancone come un'ombra tra le ombre: qualcuno avrebbe dovuto far notare al ragazzo come avrebbe potuto donargli una camicia fantasia! Evidentemente la moda dell'anno voleva nero integrale dappertutto: dando un'occhiata a Raiden si sentì come quella volta in cui era stato coinvolto in un rituale della Confraternita della Morte Nera...
Guido Barbi\Guardiamarina Derek Tarim 2431.02.14.01
Baah.. ma chi credeva di essere quel *Dfd+sse**dA+ di un Gul, mio padre non sarebbe morto, non aveva mai conosciuto un qualche membro dell'Ordine Ossidiano? Mio padre avrebbe semplicemente cambiato aspetto, nome e quant'altro.Un permesso di livello 20 e passa dove lo trovava, non era mica un Ammiraglio di flotta!E poi quelle due guardie gli davano fastidio, come avrebbe fatto a lavorare con quei due fra i piedi? Bahhh.... gli sarebbe piaciuto fare quattro chiacchiere con Zalak, tanto per creare un po' di casini, non gli stava simpatico quel *PFDLçSD°F. Un trillo lo portò di nuovo alla realtà, stava per battere sul suo comunicatore, quando si rese conto che era quello di una guardia....baah gli avrebbero permesso di bere un pò...baahhh
Adriano Bernocchi/Bernok 2431.0216.01
... la pallina segui una traiettoria erratica che lui non aveva calcolato: BING, BING...BING ! TRIPLO BLORF! Dannazione, non poteva aver fatto ancora un miserissimo, insulso, umiliante triplo Borf ! L'unica cosa peggiore di un triplo Borf è un DOPPIO Borf! Eppure, tre luci lampeggianti marroni stavano eloquentemente testimoniando la sua impresa... Ophir Selkat si stava decisamente godendo la goffaggine del grosso Klingon: - Lei tiene la stecca come si tiene un Bath'leth! - Sì, beh...che c'è di male? - a sottolineare la correttezza dell'approccio Arma da Corpo a Corpo al Dom' Jot fece fare un paio di evoluzioni aeree alla stecca "Jot "; l'intero universo per poco non venne privato della deliziosa presenza di Nanthima. - Ops, scusi, scusi, mia cara, tutto bene?- Nanthima si esibì in un meraviglioso sorriso a 360 gradi, ottenuto pensando che se in quel momento la gola del Klingon fosse capitata tra i suoi dentini bianchi la carotide ne sarebbe rimasta recisa : - Nooooo, tutto bene, carisssimo! Ophir rincarò: - Già, ognuno ha il suo stile... Zalak rispose all'ultima affermazione con un colpo di gran classe, facendo eseguire alle lucide Dom un minuetto delicato di flash rosa e violetti che gli ottenne un discreto gruzzolo di punti. Raiden, dal canto suo, ne accumulò altrettanti con un vigoroso rock and roll di gagliardi lampi tinti di azzurro, rosso e arancione. Rekat era una giocatrice discreta, ma non così brava, e manifestò gentilmente il suo disappunto: - Voi due il grado dovete averlo vinto ad una partita a Dom'Jot! Vero, Connestabile? - Sì, più o meno. - rispose laconicamente Raiden. Selkat non era stanca di stuzzicare Bernok: - Ringrazi il cielo di essere un Klingon! - Perché? - Non faccia il finto tonto! Oggi, alle celle, non le ho dato un cazzotto solo perché so che per voi Klingon non c'è niente di più erotico di un pestaggio amoroso! - Oh, oh, oh, sì, ha ragione... Nanthima al fianco di Bernok prestò attenzione un attimo al suo sguardo, dato che la loro vacca grass... benefattore la incuriosiva, nonostante tutto, se non altro perché, come massaggiatrice, si interessava sempre ai "tipi umani" con cui doveva trattare: nonostante tutto non sembrava un vecchio laido e reprobo come aveva pensato la prima volta che l'aveva visto, solo...insomma, pareva uno per cui qualsiasi occasione è buona! - Certo che è strano, qui sulla frontiera...- il discorso che Bernok stava cominciando non aveva finalità ben precise, però, nelle sue intenzioni, poteva sempre andare a pizzicare corde strane, dipanare fili di un colore che non avrebbe dovuto far parte della matassa... Zalak percepì subito quella possibilità: -Cosa intende? - Oh, amico mio, non mi riferisco agli accadimenti ultimi sulla stazione. Quelli sono incredibili per chiunque. Tra poco, chissà, ci verranno a dire che lei è diventato il primo ufficiale, può accadere di tutto...a lei non spiacerebbe, eh, mariuolo!... Mi riferivo alle leggende, ai misteri...Credete sempre che i Klingon siano solo dei bestioni prosaici, ma abbiamo scritto i poemi epici più belli della Galassia... Rekat intervenne: - La conoscete la storia del fantasma di Rennan 3 ? - Visto? E' questo che intendevo! Ogni frontiera ha il suo mito! Molto affascinante! Io per esempio ho sentito leggende meravigliose che parlano della spada di Khaless e degli Hur'Q...- se vuoi nascondere qualcosa, mettilo in evidenza! - Per non parlare di mostri, di viaggi ...di intrighi e di complotti... La voce di Zalak si sovrappose alla sua, che stava progressivamente assumendo un tono sommesso e burlescamente cospiratorio : - Peccato che Sagoth non sia qua con noi, so che gradisce molto questo genere di conversazioni... Bernok soppesò la stecca : ormai non poteva pretendere di raggiungere gli altri, ma, checché se ne dica, anche una buona sconfitta è misura di un buon guerriero. Chiuse gli occhi. Le sfere seguirono le solite traiettorie incredibili, ma stavolta il risultato fu una spettacolare coreografia, che illuminò tutto il locale dell'intero spettro dei colori . Certo, continuava a perdere, ma ora poteva dire trionfante: - ZURF!...
Raven/Bal Sagoth 2431.0217.01
Dal piano superiore del bar L'anziano consigliere cardassiano poteva assistere alla appassionante partita di Dom'Jot che continuava al piano sottostante. Il prode ambasciatore Klingon era un combattente tenace ma, ahimè, i suoi riflessi e la sua abilità non reggevano il confronto con i più giovani, ed abili, Raiden, Selkat e Rekat. Era comunque convinzione di Bal Sagoth che il vecchio Bernok avesse il classico "asso nella manica" nascosto da qualche parte ... Mentre Rekat si apprestava a iniziare il proprio turno di gioco il consigliere stava già abbandonando il bar. Era, ora, in procinto di svolgere la suo abituale camminata sulla passeggiata. Questa abitudine che aveva preso fin dai primi giorni trascorsi sulla stazione gli aveva permesso di iniziare a familiarizzare con quella struttura che sarebbe stata la sua casa per molto tempo. Aveva potuto assistere a molti eventi della vita quotidiana di Kell Nor; alcuni insignificanti ma curiosi altri più importanti e vitali. Aveva fatto la conoscenza di molti civili che vivevano sulla stazione, civili che lavoravano lì da molto tempo; era tutta brava gente che svolgeva lavori onesti come il sarto romulano che gli aveva confezionato l'abito che era appena andato a ritirare poco prima, l'armaiolo Klingon i cui lavori lo affascinavano sempre più, la misteriosa barista Ferengi, il facchino cardassiano che non finiva mai di trasportare le valigie e gli affetti di chi arrivava o di chi partiva da quel paradiso cardassiano creato dalla guerra col dominio. Già, l'unica cosa buona frutto di quegli anni di guerra. Un paradiso dove le etnie più diversa sembravano poter vivere in perfetta armonia, quasi come succedeva sulla federale, ma ex-cardassiana, Deep space nine. In quel momento una scolaresca passava davanti a lui, in fila dietro alla maestra cardassiana. Bal vide tutti quei fanciulli di razze diverse mano della mano e pensò al futuro che gli passava davanti e che non prometteva altro che bene. Ma era veramente un tale futuro che attendeva le razze dei tre quadranti conosciuti? La realtà di Kell Nor rappresentava davvero quello che da lì a breve sarebbe successo nel resto della galassia? E quella era veramente la realtà? In quel momento alzò gli occhi e indirizzo lo sguardo ad uno degli emettitori olografici (ora visibili) di Kell Nor.La domanda era una sola: era ancora in funzione ?
Gregorio Baroni/Glinn Aurin Zalak 2431.1702.1
"Però!" pensò Zalak "Zurf! Un colpo da maestro, che richiede straordinaria perizia e abilità: è necessaria una notevole mobilità dell'articolazione del polso per scoccare la sfera e contemporaneamente una mente incredibilmente sveglia in grado di calcolare in meno di un secondo tutte le variabili che possono intervenire a compromettere il tiro ..." il Glinn osservò il Klingon che, con un filo di bava alla bocca, si beava della straordinaria visione dell'ancheggiante Nanthima... "In questo caso è bastata una grossa botta di fortuna!" si affrettò ad aggiungere con un sospiro. Raiden era taciturno come sempre, ma si era dimostrato un giocatore provetto; le due affascinanti giocatrici invece supplivano con la loro incredibile grazia alle leggermente inferiori doti agonistiche. E poi Selkat continuava a punzecchiare l'ambasciatore e questo divertiva sommamente Zalak. "Ambasciatore Bernok, lei è tanto goffo nell'approccio a un argomento delicato quanto lo è nel giocare a Dom'Jot" e così dicendo Zalak chiuse gli occhi, si girò di spalle e, facendo passare la stecca sotto la gamba destra mentre con la mano libera sorseggiava un drink, scoccò un meraviglioso Colpo Bendato (come si definiva in gergo). La sfera scivolò delicatamente sul piano di gioco, poi acquistò progressivamente velocità e si accese di un bagliore violetto: le sponde del tavolo cominciarono a tremare mentre la sfera, come una scheggia impazzita, accumulò punti su punti per poi finire in un lampo di gloria... nella zuppa di Gar'Na'loscTh di un avventore nausicaano! Il massiccio alieno scoprì i denti aguzzi e si avvicinò al povero Aurin che, istintivamente allungò una mano al suo cuoricino. "Giochi a Dom'Jot, Cardassiano?"
_______________dissolvenza-stacco pubblicitario-2^ parte______________
"Sì... sì, signore... De-deve scusarmi ma..." Il nausicaano alzò il braccio corazzato in aria e poi vibrò una terribile... pacca sulla spalla al Glinn. "Anch'io gioco a Dom'Jot, amico mio!" urlò l'alieno con un inaspettato scoppio di gioia "Devi sapere che mio figlio dice che sono troppo vecchio per queste cose, ma francamente non me ne frega niente! Quel tagliagole può dire quello che vuole ma tanto io faccio quello che voglio... Certo l'artrite ha reso un po' malferma questa mano ma "Il cecchino di Alpha Resii", come mi chiamavano un tempo, non ha ancora finito la sua carriera di giocatore! Ah ah ah, in barba a mio figlio e a tutti quei lattanti che pensano di potermi mandare in pensione... Allora, posso unirmi a voi???" "Beh, ecco io credo..." cominciò il Glinn, scoccando un occhiata in tralice a tutti gli altri. "Magnifico, ragazzo mio! Allora è deciso!" esultò il Nausicaano, brandendo una stecca inutilizzata "Ah, a proposito, il mio nome è Blapaan, commerciante in visita al Quadrante Gamma." "E sia, Blapaan," interloquì Selkat con un sorrisetto "vediamo all'opera il famigerato Cecchino..." Blapaan caricò il colpo e sfiorò per un pelo lo Zurf, ottenendo comunque uno splendido Wut. "Questo è per te, figlio!" urlò il Nausicaano, accompagnando le parole a un gesto poco carino (del tipo: "sai dove l'appoggia il disgregatore mio nonno?") "Meraviglioso!" esclamò Selkat "E chi sarebbe questo figlio degenere che vuole tenerla lontano dai tavoli di Dom'Jot?" "Sei curiosa, donna!" disse bruscamente Blapaan "Meglio non guastarci la serata parlando di lui." e tracannò un boccale di birra Red Ice "Comunque il suo nome, se proprio ci tieni, è Saarna!"
Febbraio 2001 © CCC