Jacopo/Vrytak 2434.1024
Era giunta poche settimane prima sull'
"Incarnazione di Tomed", un vascello di classe D'deridex che faceva
sporadicamente perlustrazioni nel gamma.
L'arrivo del Falco da guerra romulano aveva inizialmente messo in apprensione i
vertici militari di Kell Nor: infatti, anche se i romulani avevano ufficialmente
richiesto un'ambasciata sulla stazione fin dalla sua progettazione, in pratica
non si erano mai fatti nè vedere, nè sentire.
Del resto era nella loro natura apparire quando gli altri meno se lo aspettano,
lo trovavano quasi divertente. Dopo essersi disoccultato in prossimità della
stazione, il falco da guerra richiese un molo d'attracco adducendo sporadiche
informazioni e tergiversando sulla missione. Una volta attraccato, vi restò solo
il tempo necessario per sbarcare alcune persone e poi ripartì.
Sul molo 3 erano scesi l'ambasciatrice romulana e i suoi tre collaboratori. Un
giovane guardiamarina fu l'unico rappresentante cardassiano che gli accolse (e
per sbaglio). Ed in fondo, era quello che volevano. Vrytak si fece scortare
direttamente da Gul Sagat, il comandante della stazione, col quale scambiò poche
parole di circostanza, prima di mostrargli le sue credenziali provenienti
direttamente dal senato imperiale.
Il documento era molto chiaro ed esplicito: lei era qui per prendere possesso
della loro ambasciata. Con poche parole, al limite dell'arroganza, richiese
alloggi ed energia sufficienti per 10 persone, mentre loro erano solo tre, senza
per altro giustificare la richiesta; una volta archiviate le formalità, lei e i
suoi tirapiedi scesero sulla passeggiata e si incamminarono verso i locali
dell'ambasciata, sotto lo sguardo incuriosito di molti dei presenti. Passarono i
successivi giorni all'interno dell'ambasciata, pulendo, registrando,
controllando e, soprattutto, cercando ogni sorta di possibile cimice e/o sistema
di monitorizzazione. Uscivano solo per andare a mangiare ed a dormire, e mai
tutti insieme. Dopo quasi venti giorni, dopo alcune richieste alquanto bizzarre,
dopo aver preteso un canale di comunicazione riservato e criptato, Vrytak
annunciò, durante una piccola ed esclusiva festicciola per pochi intimi,
l'apertura ufficiale dell'ambasciata romulana. Si prodigò in discorsi sulla
fratellanza universale, sul reciproco rispetto, sulla collaborazione e su tanti
altri bei discorsi che avrebbero fatto piangere di gioia qualunque ufficiale
federale. Ma le sue idee erano alquanto diverse....
Altri giorni si succedettero, i quattro romulani cominciavano ad essere
paesaggio 'normale' su Kell Nor; una sera, Vrytak ricevette una comunicazione
riservata: la lesse, poi chiamò i suoi collaboratori "E' ora di iniziare" disse
semplicemente.
L'indomani andarono tutti al lavoro, come avevano sempre fatto, ma con una luce
differente negli occhi. Vrytak si diresse successivamente al bar, per cercare
una persona.
Erel Spyk 2434.1020.1
Due anni.... maledizione due anni! Erel Spyk si
sveglio' di scatto, l'incubo era finito, o almeno, era finito quello che stava
sognando.
Il suo incubo peggiore lo circondava ogni giorno. Il vecchio cardassiano aveva
iniziato ad odiare quella stazione.... quel quel pezzo di ferraglia disperso
dall'altra parte del suo universo.... ormai si trovava su Kell Nor da 4 anni, ma
non era la lunghezza dell'assegnazione che lo aveva stancato... Ormai erano due
anni che sulla stazione e nel quadrante Gamma non succedeva niente... ma niente
era quasi ridicolo... piu' di 100 settimane senza un avvenimento degno di nota..
nulla da riportare, niente su cui complottare.
La Federazione aveva ritirato il proprio ambasciatore... le esplorazioni erano
state interrotte tant'e' che la sua amica Lora era stata mandata via con un
altro incarico... perfino Phelga aveva dovuto chiudere le saune per mancanza di
profitto. Il governo centrale aveva tagliato i fondi e perfino la nuova nave che
avevano ricevuto gli era stata
requisita.
L'arrivo della nuova ambasciatrice romulana era senz'altro la cosa piu'
emozionante delle ultime sei settimane, erano previsti festeggiamenti in tutte
le sezioni della nave.
Mentre pensava a queste cose un trillo catturo' la sua attenzione... era il
trillo particolare di una comunicazione in codice... non ne aveva ricevute da
piu' di un anno... si alzo' dal letto di scatto ed ando' alla postazione di
comunicazione, digito' il suo codice ed un messaggio apparve sul video.
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DA : MINISTERO DEGLI AFFARI INTERSTELLARI - DIVISIONE ESPLORAZIONI
A: AMBASCIATORE EREL SPYK SU KELL NOR
Siamo lieti di informarla che con l'insediamento del nuovo governo e' stato
deciso di riprendere le esplorazioni del quadrante gamma. Siamo a conoscenza
della mancanza di personale sulla stazione Kell Nor, ma stiamo provvedendo a
nominare un nuovo capo esplorazioni ed un medico capo.
Questa comunicazione viene spedita anche a Gul Sagat.
Buona fortuna.
Il vice sottosegretario agli affari interstellari.
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Beh, questa era senz'altro una buona notizia... anzi era LA notizia... si vesti'
frettolosamente e ando' sulla passeggiata... la sua allegria la si poteva quasi
assaggiare, dispensava saluti ed auguri a tutti.
Entro' nel bar di Ghen ed ordino' a Paldok da bere per tutti.
"Signore e signori, siamo di nuovo in ballo... e credo che sia ora di ballare!"
Quando si giro' si trovo' di fronte ad un'affascinante donna romulana che non
aveva mai visto.
"Lei deve essere l'ambasciatrice Vrytak... piacere di fare la sua conoscenza...
e benvenuta a bordo!"
Jacopo/Vrytak 2434.1024
"E lei deve essere Erel Spyk, la mia controparte Cardassiana... Non abbiamo mai avuto il piacere di incontrarci prima, per questo ho ritenuto giusto venire a cercarla." poi, dopo un instante di pausa "Specialmente ora che le vostre esplorazioni del quadrante gamma ricominceranno..."
Adriano/Bernok 2434.1102.1
Due piedi pesanti calpestavano lentamente il
suolo della Passeggiata, esprimendo, nella sobrietà sonora di un ritmico battere
lugubre, l'umore del possessore di quelle fettone.
L'Ambasciatore Bernok, non ci voleva un genio vulcaniano per capirlo, si era
nettamente incupito dall'arrivo della moglie, e l'usuale giovialità lasciava il
passo, con crescente frequenza, alla più burbera misantropia, esprimentesi in
sordi borgoritmi la cui provenienza esatta, dalla gola, dall'esofago o dallo
stomaco dell'Ambasciatore, non era mai chiara all'uditore.
Non era l'unico cambiamento incorso nel Klingon: molto evidente ai numerosi
ammiratori della Passeggiata, i fedelissimi spettatori delle sue avventure e
stranezze, seguaci più per pettegolezzo che per ammirazione, era l'innovativo
cambio di guardaroba; smessi i panni vecchi, era la divisa cardassiana ora a
dettar legge nella personalissima moda di casa(to) Bernok.
Come se non bastasse, ogni giorno il vecchio faceva sedute quotidiane di "cardassianità"
allo specchio, atteggiandosi a caporione e provando le infinite modulazioni,
vibranti, passionali, accorate, severe attraverso cui era possibile proferire
un'unica parola: "CARDASSSIAAAANIIII!".
Le ipotesi sulle motivazioni reali del cambiamento erano numerose, e ciascuna
vantava i suoi sostenitori: molto pochi per "Kell Nor è stata capace di vincere
persino l'orgoglio del Bernokkolo!", troppi quelli di "Matto, fuori come Praxis
dalla sua orbita!", "Bevuto troppo.", e "Crumiro.", quest'ultima nata per
gentile intercessione di Zalak.
Bernok aveva la sua propria teoria, che riassumeva nella lapidaria frase "Tanto
vale abituarsi.", ma non era sicuro che fosse la più attendibile.
Non fraintendiamo: a Bernok piaceva Kell Nor, e ci avrebbe volentieri passato
molti anni della sua vita, esattamente come aveva passato la maggior parte degli
altri lontano da Qo'Nos, a spassarsela: ma l'idea di dover star lì PER FORZA,
questo gli seccava. La nostalgia del pianeta natale l'aveva colto ben prima di
quanto s'aspettasse, dopo che gli era stato dato l'annuncio del suo esilio: le
verdi colline, i pascoli erbosi, le brezze leggere...no, d'accordo, i venti di
tempesta, le steppe aride e gli sconfinati orridi,
immaginare tutto questo gli straziava il cuore. Più di un Ambasciatore romulano
in esilio ci aveva rimesso le basette per la nostalgia, era noto...nessun posto
è come casa!
A proposito di romulani: non era la nuova AMBASCIATRICE quella nel bar di Paldok?
Le rotelline del roseo cervello Klingon, arrugginite da quel po' di inattività
cui le sopravvenute ansie le avevano condannate, si rimisero a girare, nella
loro vecchia, sgangherata, ma in un certo modo efficace maniera. Donna+Romulus,
un abbinamento sconcertante per la classica morale bicolore Klingon, ma non per
quella candeggiata di Bernok, che provava quantomeno l'insopprimibile istinto di
curiosare qua e là.
Nonostante i sovrapprezzi ai quali lo sottoponeva il proprietario del bar, entrò
senza pensarci più di due volte e mezza: anche perché aveva potuto constatare
che il Legato Spyk era uscito dal letargo e, dandolo evidentemente per
spacciato, si era messo in moto ben prima di lui...no-no, per quanto Tay Lyria
fosse il migliore dissuasivo per le sue avventure sentimentali, avrebbe fatto il
possibile perché le sue quotazioni non colassero definitivamente a picco, pur
seriamente danneggiate da disavventure quale "L'incidente della Leggiadra
Hermione...".
Afferrò giusto il nome della nuova arrivata, Vrylak (o Vrilac? O Vrytak? Aveva
un tale cattivo udito, e già Paldok lo bacchettava per non ricordarsi mai la
pronuncia corretta del suo!), e intervenne mentre questa completava una frase:
"...Specialmente ora che le vostre esplorazioni del quadrante gamma
ricominceranno..."
La voce del Klingon si accese di sincero interesse:
"Esplorazioni! Ahh, magnifico! E quando ricominceranno? Avremo di nuovo una
nave? Ditemelo al più presto, o mia moglie ci troverà qui insieme!..."
E con l'occhiolino in umido più penoso del mondo, Bernok, unico Klingon a tenere
a cuore il fatto di essere il detentore del casato di Bernok, cercò di
rimettersi in carreggiata usando lo scarso fascino su di una Romulana DOC...
Flavia/Selkat 2434.1112.1
"Guarda guarda, che bella riunioncina!" esclamo'
Selkat col suo tipico sorriso sornione, mentre usciva dalle saune con un
asciugamano sulla zucca e un abitino molto poco formale. D'altronde era il suo
giorno di liberta' e voleva usarlo per affilare le sue (ahime' un po'
atrofizzate) arti seduttive in onore della sua ultima "preda"...la quale per il
momento non pareva accorgersi del povero ufficiale della sicurezza....Era in
questi momenti che la povera Ophir malediceva la sua giovinezza su Vulcano, non
aveva mai imparato a esternare i suoi sentimenti, semmai le avevano insegnato
con ogni genere di metodo a nascondere anche la minima emozione.
E dovette usare tutta la sua sapienza vulcaniana per non tradire il mostruoso
imbarazzo che la avvinse quando si accorse dello sguardo ...diciamo....divertito
di Bernok, senza dubbio colpito dal vedere l'ufficiale senza la sua solita
uniforme, e di quello...diciamo....di superiorita' schifata di Vrytak.
Senz'altro qualche anno prima si sarebbe
molto preoccupata di dover recuperare la sua reputazione di ufficiale serio e
irreprensibile, ma dopo tutto il tempo passato su Kell Nor aveva iniziato a
"lasciarsi andare" un po' di piu'.
Dopo qualche secondo di silenzio, Selkat ruppe gli indugi:
"Ambasciatrice, e' un piacere vederla finalmente prendere parte alla vita
sociale della stazione. Ambasciatore, dove ha rinchiuso la sua dolce meta'?
Sarebbe sicuramente molto contenta di vederla in cosi' leggiadra compagnia".
"Grrrrrrrrrrrrrrrrr" ringhio' sommessamente il klingon.
"Ma perdonate la mia invadenza, non volevo interrompere il vostro discorso,
continuate pure, io vado a cercare Paldok, ho delle rimostranze da fargli sulle
saune, la temperatura era troppo bassa".
Detto cio', Selkat si allontano' di qualche metro dall'allegra combriccola e,
scorgendo Paldok intento a servire un cliente, decise di attenderlo al bancone
facendo ben
attenzione a essere a distanza di udito dal gruppetto...
Marco/Moran 2433.0228.01
La navetta che mi porta alla stazione Kell Nor è
appena uscita dal tunnel spaziale, devo dire che passare questo tunnel mi dà
sempre una certa sensazione anche se erano anni che non lo facevo.
Per mia moglie e mia figlia è stata la prima volta e se Miyuki ne aveva letto e
aveva visto alcune immagini ne è stata attratta mentre la mia piccola Kiki si è
divertita tantissimo ad attraversarlo.
"A cosa stai pensando ?" - mi chiede Miyuki.
"A niente in particolare, solo che era tanto che non venivo da questa parte
della galassia..."
"Papà, papà, è quella la nostra nuova casa ?" - fui interrotto dalla domanda con
la vocina stridula di mia figlia.
"Casa è dove ci siete tu e la mamma - dissi io - ma si, per un po' di tempo, non
so quanto, quella sarà la nostra nuova casa."
"Navetta Sisko, preparatevi per l'attracco al pilone 7" - fece una voce dalla
stazione
"Qui navetta Sisko, pronti all'attracco"
Dopo qualche minuto la navetta era sulla stazione e io e i miei familiari
eravamo pronti per conoscere il comandante di Kell Nor.
La porta di attracco si aprì e...
Matteo/Sagat e Marco/Moran
Un Cardassiano Alto e imponente si porse davanti
a lui "Salve Garresh, sono Gul Sagat Comandante della stazione, le do il
benvenuto da parte di tutto l'equipaggio"
"Buongiorno Comandante, grazie di tutto. Le chiedo il permesso di salire a
bordo."
"Vedo che con lei c'è la sua famiglia- disse salutando la moglie e la figlia con
un cenno di capo- andatevi a riposare tra due ore ci sarà una riunione con tutti
gli alti ufficiali della stazione."
"Bene, dopo questo lungo viaggio un po' di riposo non può che farci bene, ma
visto che siamo nuovi ci potrebbe indicare come arrivare alle nostre stanze ?"
"Bene a dopo" Dopodiché si voltò e si diresse verso il suo ufficio, una volta
entratoci si toccò il badge "Gul Sagat a tutti gli ufficiali superiori di Kell
Nor, tra due ore ci sarà
una riunione e siete tutti obbligati a presentarvi"
Miyuki e Kiki guardavano con interesse e curiosità la loro nuova casa, il
dottore invece essendo abituato all'architettura cardassiana era meno
incuriosito ma non poteva fare a meno di notare la somiglianza tra Kell Nor e
Deep Space Nine (Terok Nor) dove era stato alcuni anni prima.
"Bene dottore - disse il sottoufficiale che stava facendo da guida - questi sono
i suoi alloggi, per arrivare alla sala comando prenda il turbo ascensore in
fondo al corridoio e benvenuti a Kell Nor"
Entrarono nella stanza, una tipica stanza cardassiana.
"Forse è un po' troppo calda per voi due, ma vedrò di chiedere di abbassare la
temperatura per renderla più gradevole" - disse Moran rivolto alla sua famiglia.
"Papà, papà, guarda c'è una nave che sta avvicinandosi."
Moran guardò fuori e vide avvicinarsi alla stazione un falco da guerra romulano...
Giulio/Jurion 2433.0227.05
Il cargo Bajoriano si stava avvicinando a Kell
Nor, la guardai distrattamente, Kell Nor è uguale a tutte le stazioni spaziali
cardassiane disseminate nella galassia, niente di nuovo.
Il viaggio era stato molto stancante ma era l'unica nave che mi avrebbe potuto
portare al quadrante Gamma, non era certo come la nave da battaglia con cui
avevo
attraversato la prima volta il wormhole. Non parliamo poi dell'equipaggio, i
bajoriani con i loro riti religiosi non mi hanno lasciato un secondo tranquillo,
sta storia dei profeti che risiedono nel Tunnel è una delle più noiose che abbia
mai sentito e loro purtroppo amano raccontarla a tutti, sembra quasi un loro
preciso dovere.
Il pilota stava parlando con il controllo stazione prendendo accordi per
l'attracco. "Signore al suo arrivo verrà ricevuto da uno degli ufficiali della
stazione", feci un cenno distratto e ripresi il Pad che avevo appoggiato sul
bracciolo, chissà chi sarà, pensai e riappoggiai il Pad.
Il cargo stava cominciando le manovre di attracco.
Flavia/Selkat 2433.0307.01
Il cargo stava iniziando a svuotarsi, e davanti
gli occhi di Selkat passavano persone di tutti i tipi, in prevalenza Bajoriani e
Cardassiani, ma nonostante la variegata fauna lei
non pareva molto interessata a intraprendere uno studio antropologico. A un
certo punto i suoi occhi ebbero un guizzo: aveva riconosciuto il nuovo ufficiale
scientifico, che era venuta a ricevere lei dal momento che il Gul era ancora
impegnato col nuovo medico, e il secondo ufficiale Zalak era latitante....a
nessuno piaceva fare i salamelecchi ai nuovi arrivi, ma tant'e', ogni tanto non
ci si poteva esimere....
[Selkat] "Lei dev'essere Jurion, il nostro nuovo ufficiale scientifico. Mi
permetta di presentarmi: Ophir Selkat, capo della Sicurezza di Kell Nor. La
accompagno ai suoi
appartamenti. Credo si trovera' bene qua, anche se ultimamente non c'e' stato
molto di eccitante in quest'angolo di spazio"
[Jurion] "Grazie del benvenuto, non vedo l'ora di conoscere il personale della
stazione"
[Selkat] "La accontenteremo subito, so che il Gul ha convocato una riunione tra
poco. Ecco il suo alloggio, la aspettiamo in sala riunione tra 1/2 ora. Se ha
bisogno di qualcosa chieda pure a lui", disse indicando un giovane attendente
che aspettava di fianco alla porta dell'alloggio.
[Jurion] "Ma e' sempre cosi'...comunicativa??"
[Attendente] "Di solito anche peggio...oggi e' loquace!!"
Giulio/Jurion 2433.0307.01
Appena l'attendente si fu allontanato mi accinsi
ad ispezionare il mio alloggio, come ogni volta tirai fuori la mia fida
attrezzatura. Controllai con il solito scrupolo, niente, chissà cosa mi
aspettavo di trovare, d’altronde quando il capo della sicurezza è nipote di una
delle leggende dell'ordine obsidiano bisogna essere prudenti. Stavo per mettere
a posto le mie cose quando trillò il mio comunicatore:
"Qui Jurion"
[Attendente] "Signore è atteso in sala riunioni"
"Informi il Gul che arriverò subito"
Maledizione non ho avuto nemmeno il tempo di darmi una rinfrescata, ma come al
solito il mio senso del tempo fa cilecca, non avevo nemmeno il tempo di
cambiarmi.
Scelsi di privilegiare la puntualità piuttosto della forma.
Appena uscito dalla porta ritrovai l'attendente che mi condusse alla sala
riunioni, pensavo a come poteva essere il gul di una stazione tanto importante,
mentre si apriva la porta della sala riunioni sapevo già che era un tipo fuori
dell'ordinario.